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lunedì 6 ottobre 2014

Politiche di genere, Biagiotti a Montecitorio: "Più donne nei ruoli di governo, sviluppo più equo e sostenibile per tutti"


Nel nostro Paese quasi l'80% degli incarichi istituzionali è in mano agli uomini. "Il cambiamento deve essere innanzitutto culturale, a partire dalla scuola. Occorrono politiche incisive contro la violenza di genere e  una parola chiara del Parlamento anche sulla pubblicità".

 

Firenze, 6 ottobre 2014. Più donne in politica, nella vita pubblica e nei ruoli di governo a livello locale e nazionale, per uno sviluppo del tessuto sociale ed economico più equo e sostenibile per tutti. Accanto a questo una battaglia culturale, a partire innanzitutto dalla scuola, e politiche più incisive contro la violenza di genere, che superino il carattere dell'emergenzialità. E' questo il senso dell'intervento che la presidente di Anci Toscana Sara Biagiotti, sindaco di Sesto Fiorentino ha tenuto oggi a Roma alla Camera dei deputati, nell'ambito della giornata "I Sindaci d'Italia nell'Aula di Montecitorio. Idee per il futuro del Paese", promossa dall'ANCI, alla presenza della presidente della Camera Laura Boldrini, del ministro agli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta e del sottosegretario alla  presidenza del Consiglio Graziano Delrio. Nutrita la delegazione di sindaci toscani che hanno preso parte all'evento, tra cui il sindaco di Firenze Dario Nardella, Matteo Biffoni (sindaco di Prato), Emiliano Fossi (Campi Bisenzio), Sandro Fallani (Scandicci), Francesco Casini (Bagno a Ripoli), Brenda Barnini (Empoli).

"Siamo ancora in un grave ritardo nel sostenere percorsi di promozione e selezione della classe dirigente improntati a criteri di parità e uguaglianza tra uomini e donne - ha detto Biagiotti -. Dopo anni, la battaglia delle donne per il conseguimento di diritti sostanziali di cittadinanza non è ancora giunta a compimento e  accrescere la sensibilizzazione pubblica su un tema così spinoso è un impegno dal quale la nostra generazione, questo Parlamento e tutti noi sindaci non possiamo esimerci". Fra i grandi Paesi "l'Italia è ancora purtroppo il fanalino di coda rispetto alla presenza femminile nelle posizioni apicali in campo politico, economico e sociale - ha ricordato Biagiotti - quasi l'80% degli incarichi istituzionali è in mano agli uomini e la percentuale di donne attive in Parlamento è  ancora lontana da quel 50% che non può sembrare utopistico. La scarsa presenza delle donne nel governo della cosa pubblica è la rappresentazione plastica di una società costruita su modelli maschili".

La bassa rappresentanza delle donne tra le cariche dirigenziali si riflette anche nei bassi livelli di occupazione femminile e nell'assenza di adeguate politiche di conciliazione vita e lavoro: "Il tasso di occupazione femminile è scoraggiante, tra i più bassi d'Europa insieme alla Grecia - ha ricordato Biagiotti -. Il tema delle politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dovrebbe essere prioritario a tutti i livelli di governo, perché riguarda non solo la sfera privata delle donne, ma tocca da vicino le imprese, le politiche attive del lavoro, di welfare e sviluppo territoriale".

In questi anni "l'ANCI si è impegnata - ha spiegato Biagiotti - ad accrescere la sensibilizzazione sul tema della democrazia paritaria e si è attivata per porre il tema dell'equa rappresentanza al centro del dibattito nazionale. I Comuni sono sempre stati soggetti promotori dei più rilevanti processi di trasformazione istituzionale, politica e culturale. Un passo avanti è stato fatto con la legge n. 215 del 2012 con cui si è cercato di promuovere il riequilibrio della rappresentanza di genere nei Consigli e nelle giunte comunali e nei consigli regionali". Il problema, sostiene la presidente di Anci Toscana, è innanzitutto di carattere culturale: "Per questo,  la scuola deve svolgere un ruolo fondamentale in questa rivoluzione, attivando percorsi educativi e formativi che insegnino ad andare oltre gli stereotipi. Un percorso da accompagnare anche con ulteriori normative". Occorre dare inoltre, secondo Biagiotti, la giusta attenzione ad alcune tematiche per troppi anni assenti dal dibattito nazionale ed oggi invece fortemente presenti, come quella della violenza di genere: "La ratifica della convenzione di Istanbul e la legge contro il femminicidio approvata dal Parlamento rappresentano passi importanti ma ancora non esaustivi per far fronte a quella che è una vera emergenza sociale. Su questo si innesta la campagna promossa da ANCI 365 GIORNI NO alla violenza contro le donne, che ha l'obiettivo di coinvolgere in prima persona i sindaci per sensibilizzare i cittadini attraverso iniziative contro ogni atto lesivo della dignità delle donne. Servono interventi che riescano ad andare oltre l'emergenzialità, perché è l'ora di dire basta a questa lunga lista di morti che ogni giorno registriamo nel nostro Paese". Infine "serve una parola chiara del Parlamento anche sulla pubblicità - ha concluso la presidente di Anci Toscana -, perché non è più tollerabile che si continui a utilizzare il corpo delle donne per pubblicizzare prodotti che niente hanno a che vedere con quello che si vuole vendere".

L'obiettivo finale, chiude Biagiotti, "non è quello di avere un Parlamento più femminile, o non solo questo, ma leggi più giuste e una Terza Repubblica più dinamica e moderna".



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