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giovedì 15 aprile 2021

Health Friendly Company: il nuovo network di Fondazione Onda per promuovere la salute di genere nelle aziende


Health Friendly Company (HFC): è nato il nuovo network di Fondazione Onda per promuovere la salute di genere nelle aziende

Sono 21 le aziende premiate con il primo Bollino HFC (Health Friendly Company) da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

Il nuovo riconoscimento è stato attribuito alle aziende che si sono distinte per l'impegno nella tutela della salute e del benessere delle proprie dipendenti o hanno avviato un percorso in tal senso.

Milano, 15 aprile 2021 – Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, ha premiato con il Bollino HCF le aziende che si sono distinte nel garantire la tutela della salute delle proprie dipendenti o che hanno avviato un percorso virtuoso in tal senso. Health Friendly Company (HFC) è il nuovo progetto di Onda, che offre un riconoscimento biennale alle realtà che hanno dimostrato di avere a cuore il benessere psichico e fisico delle donne, manifestando la volontà di affiancarle nel processo di informazione e sensibilizzazione in merito a salute della donna, prevenzione primaria e salute mentale.

"L'emergenza Covid-19 ci ha portato a riflettere su quanto sia ancora più importante tutelare e promuovere la salute in tutti gli ambiti di vita, compreso quello lavorativo", afferma Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda. "In questo contesto, riteniamo che le aziende possano svolgere un ruolo molto attivo a livello di welfare fornendo alle proprie dipendenti tutti gli strumenti necessari per preservare e tutelare la propria salute in serenità e sicurezza. Il progetto HFC è da un lato un riconoscimento aziendale, dall'altro un modo per spronare le aziende a far sempre di più e meglio nell'ambito della salute di genere. L'attenzione alla salute dei dipendenti, non solo delle donne, e l'introduzione di nuove pratiche di welfare potrebbero favorire di riflesso anche l'occupazione femminile".

Secondo l'Istat, infatti, su 10 posti di lavoro solo 4 sono occupati da donne e solo una donna su due è occupata in Italia, a conferma del fatto che l'ambiente di lavoro non favorisca il lavoro femminile. I numeri dimostrano, inoltre, quanto la pandemia stia peggiorando la situazione: gran parte dei lavoratori che hanno perso il proprio impiego è composto da donne. Rispetto a dicembre 2019, infatti, ci sono 444 mila lavoratori in meno, 312 mila dei quali sono donne.

Per questa prima edizione sono 21 le aziende virtuose premiate con il riconoscimento HFC per il biennio 2021-2022. Si tratta di realtà molto eterogenee per dimensioni, settore merceologico e percorsi avviati: Angelini Pharma, Azienda Ulss2 Marca Trevigiana, Banca Mediolanum, Cantabria Labs Difa Cooper, Daiichi Sankyo Italia, Danone, DHL Express Italy, Edwards Lifesciences Italia s.r.l., Esselunga S.p.A., EY S.p.A., GlaxoSmithKline e consociate, Gruppo Enav, Ipsen S.p.A., Janssen Italia, Leonardo Assicurazioni, Lundbeck Italia, Mediobanca - Banca Di Credito Finanziario, Merck, Novartis Farma, Roche S.p.A. - Roche Diagnostics S.p.A. - Roche Diabetes Care Italy S.p.A. e Teva Italia.

"La promozione della salute in ambito aziendale è il futuro della medicina del lavoro", commenta Giovanna Spatari, Presidente della Società Italiana Medicina del Lavoro. "I questionari delle aziende premiate hanno messo in luce un impegno importante a tutela della salute e del benessere dei propri dipendenti ancora più in epoca Covid. Tale impegno sarà ancor più rilevante nella campagna vaccinale contro la pandemia da Sars Covid19 nei luoghi di lavoro. L'attenzione verso la salute diviene ancora più cruciale e occorrerà vigilare sul rispetto di tutte le norme".

"La pandemia ha provocato un pesante impatto sulla salute mentale in particolare delle donne: ansia, depressione problemi legati al ritmo sonno-veglia sono peggiorati", sostiene Claudio Mencacci, Presidente della Società di NeuroPsicoFarmacologia, "anche e soprattutto nella popolazione che ha cambiato i propri ritmi lavorativi. Un recente studio su 6.700 italiani pubblicato su una rivista di Nature ha evidenziato come i lavoratori che hanno potuto uscire di casa e recarsi sul luogo di lavoro mantenendo così le loro abitudini, pur nella paura di infettarsi, sono stati i soggetti meno colpiti da sintomi depressive. Lo smart working, pur se apprezzato dai lavoratori, provocando alterazioni delle routine familiari e del work-life-balance, impatta negativamente sulla salute mentale: unitamente all'aumento di peso ha comportato un aumento nel consumo di psicofarmaci, in particolare di ansiolitici e ipnoinduttori in percentuali superiori al 12%".

Alle aziende che hanno ottenuto il Bollino, per questa prima edizione parliamo di un bacino di circa 65.000 dipendenti, verrà offerto nel primo anno un percorso formativo composto da 3 incontri di approfondimenti scientifici periodici su salute di genere, salute mentale e stili di vita, pubblicazioni in formato e-book sui medesimi argomenti e video pillole di salute su stili di vita, salute mentale ed emicrania. Nel secondo anno invece il percorso formativo verrà costruito partendo delle necessità delle aziende, che selezioneranno le tematiche da affrontare.

L'attribuzione del Bollino avviene sulla base di un questionario strutturato su specifici requisiti e validato da un apposito Advisory Board. Include domande relative all'impegno dell'azienda verso la tutela della salute dei propri dipendenti, tra cui attenzione al welfare aziendale, come retribuzione, orario flessibile, smart working, alle molestie sessuali di genere in ambito lavorativo, alle politiche a sostegno della maternità e della famiglia, alla promozione di campagne informative con l'obbiettivo di facilitare l'assunzione di stili di vita corretti. Da quanto è emerso la salute mentale e l'attenzione per gli stili di vita sono gli ambiti in cui le aziende si sono dimostrate maggiormente sensibili. Sono, inoltre, molte le realtà che hanno potenziato i propri servizi per i dipendenti rispondendo alle esigenze emerse in epoca Covid-19 (servizi digitali, sportelli, ecc.).

L'iniziativa gode del patrocinio dell'Associazione Italiana Broker di Assicurazione e Riassicurazioni (AIBA), dell'Associazione Italiana Welfare Aziendale (AIWA), dell'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (ANIA), di Assolombarda, del CSR Manager Network, di Egualia - Industrie Farmaci Accessibili, di Farmindustria, della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (FERPI), del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML).




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sabato 10 aprile 2021

Come superare la prova costume, rimodellando la silhouette con le microonde e i campi magnetici. La combinazione last minute di Onda Coolwaves e Schwarzy

Come superare la prova costume, rimodellando la silhouette con le microonde e i campi magnetici

La combinazione last minute di Onda Coolwaves e Schwarzy per eliminare cellulite e grasso, tonificare i muscoli e arrivare prontissimi all'estate

 

Eliminare cellulite, adiposità localizzate e tonificare i muscoli con una sinergia di trattamenti veloci, che agiscono selettivamente in modo sicuro sugli inestetismi corporei. Poche sedute, indolori, senza preparazione pre o accortezze post trattamento, per ottimizzare i risultati che sono prolungati nel tempo e visibili già dopo 3/4 sedute.

E' quello che da sempre cerchiamo, soprattutto in vista della tanto preoccupante prova costume, un tempo temuta prevalentemente dalle donne, ma oggi anche da tantissimi uomini.

Oggi la tecnologia di ultima generazione propone trattamenti di body shaping non invasivi, efficacie sicuri, ma anche piacevoli. Un approccio "su misura" del paziente per ottenere il massimo risultato.  Il medico programma il protocollo di trattamento in base all'inestetismo, alla condizione fisica e all'obiettivo desiderato.

Nello specifico parliamo della tecnologia di Onda Coolwaves che utilizza le microonde selettive e confinate e che è la soluzione ottimale per sconfiggere cellulite, adiposità e lassità cutanea rendendo anche la pelle più tonica soprattutto nelle zone più critiche del corpo, quali braccia, glutei, fianchi, addome, in modo sicuro e non invasivo e i risultati si apprezzano fin dalla prima seduta. Onda Coolwaves agisce in modo mirato sugli accumuli adiposi localizzati, anche nella zona del sottomento.

Ci sono anche soluzioni con "abbinate vincenti". Tecnologie "Made in Italy", per ottenere il massimo dal rimodellamento corporeo perché oggi il successo del body shaping nasce dall'unione di metodiche diverse, indolori e non invasive, senza ricorrere al bisturi.

 

Con Schwarzy, è possibile tonificare e potenziare la muscolatura di glutei, braccia, addome, gambe in meno di trenta minuti con oltre 20.000 contrazioni per seduta grazie ai programmi personalizzati che agiscono su 3 livelli di stimolazione muscolare: aerobico, rimodellamento e potenziamento. Schwarzy aiuta a migliorare anche la qualità della vita con un perfezionamento della postura che si è in grado di ottenere con il miglioramento del sostegno muscolare derivante dalla stimolazione magnetica ad alta intensità. Questa stimolazione, induce una contrazione del muscolo intensa per ottenere così risultati ottimali, senza sollecitare le articolazioni. Il trattamento è inoltre indolore poiché non vi è passaggio di corrente elettrica attraverso la pelle.

Il Dottor Tommaso Battistella, Chirurgo Plastico e Direttore Sanitario di Arte Clinica a Falzè di Trevignano (Treviso) utilizza le tecnologie Schwarzy ed Onda Coolwaves da diversi mesi e dichiara: "Per un trattamento completo di body shaping non invasivo, occorre agire su grasso, cellulite e sul tono muscolare che è fondamentale per il rimodellamento della silhouette. Le richieste dei pazienti, soprattutto donne, sono spesso inerenti a come perdere peso, ridurre la cellulite senza trascurare il tono cutaneo e muscolare con percorsi veloci e mirati" continua il Dottor Battistella – "La perdita di peso può essere raggiunta con una corretta alimentazione ed attività fisica, per le altre richieste noi proponiamo pacchetti vantaggiosi con Onda, 1 trattamento al mese, associato a Schwarzy con almeno 2 trattamenti a settimana.  Con la combinazione di Onda e Schwarzy otteniamo risultati soddisfacenti su tutto il corpo, in particolare il gluteo ci dà grandi soddisfazioni in termini di risultato. È l'area dove la utilizzo di più, il gluteo si alza, si tonifica e la cellulite si riduce notevolmente. Le braccia, il cui inestetismo è conosciuto come "ali di pipistrello" sono altre zone dove la combinazione dei due dispositivi è molto utile. Sono aree difficili da trattare perché la lassità cutanea del braccio è molto spiccata e la pelle è molto sottile, pertanto tonificare il muscolo con Schwarzy riduce notevolmente la lassità e l'azione di Onda è efficace anche nella contrazione della pelle e nella stimolazione alla formazione del nuovo collagene.  Siamo a ridosso dell'estate e rimodellare il corpo in modo non invasivo e senza tempi di recupero grazie alle nuove tecnologie è ora possibile: con Onda, in combinazione a Schwarzy, siamo in grado migliorare contemporaneamente il tono, la definizione muscolare, la riduzione del grasso localizzato e della cellulite e arrivare pronti alla sempre temuta prova bikini" conclude in Dottor Battistella.

Cellulite e tonificazione muscolare, oggi la medicina estetica cambia approccio: Onda Coolwaves e Schwarzy sono le tecnologie più moderne oggi sul mercato che, combinate in protocolli differenziati e personalizzati per ogni singolo paziente, ci consentono un'ottimizzazione del risultato finale per ritrovare tonicità e rimodellare la silhouette.

 



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giovedì 14 gennaio 2021

BNP Paribas Cardif e il valore della diversità: ottenuta la certificazione «Gender equality» del Winning Women Institute

Il valore della diversità. BNP Paribas Cardif ottiene la certificazione «Gender equality» da parte dell'associazione Winning Women Institute

 

Dai percorsi di mentoring dedicati alle giovani collaboratrici donne alla creazione di una community al femminile, dai progetti sulla sicurezza a un programma di accelerazione dedicato all'imprenditoria femminile fino all'istituzione del Chief Diversity Officer. Ecco il modello di BNP Paribas Cardif per affrontare il tema della diversity e dell'inclusione nell'ambiente lavorativo

 

La diversità vista come valore e arricchimento culturale, in grado di stimolare e unire anziché dividere. E' questo l'approccio di BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia[1], che grazie al proprio impegno concreto sul tema della diversity ha recentemente ottenuto la certificazione «Gender equality» da parte dell'associazione Winning Women Institute, ente finalizzato a diffondere il principio della parità di genere all'interno del mondo del lavoro. Un importante riconoscimento che arriva a seguito di un percorso consolidato attraverso le molte iniziative messe in campo dalla Compagnia assicurativa guidata da Isabella Fumagalli, da anni in prima linea per costruire un ambiento lavorativo meritocratico ed equo e favorire la diffusione di una cultura inclusiva anche fuori dall'azienda. Con questo importante obiettivo nel 2020 ha istituito la figura del Chief Diversity Officer affidando il ruolo a Paola Del Curatolo, CFO della Compagnia e membro del Comitato Esecutivo.

 

L'emergenza generata dalla pandemia non ha fermato l'impegno in ambito diversity di BNP Paribas Cardif che anche nel 2020 ha lanciato numerosi progetti che coinvolgono sia i propri collaboratori sia il mondo esterno. Partendo dalle giovani collaboratrici, le under 35 che più di altre fanno parte di questo processo di cambiamento, con "4U YOUNG WOMEN MENTORSHIP" la Compagnia ha avviato un percorso di mentoring interno dedicato a 26 collaboratrici che sono state affiancate da 26 senior manager donne dell'azienda. Un'idea nata proprio dalle donne con funzioni apicali che hanno messo a disposizione di altre donne più junior la loro esperienza, condividendo percorsi, successi, difficoltà e consigli attraverso 6 incontri. L'iniziativa è partita nei mesi del lockdown, rivelandosi un valido supporto in un momento in cui le giovani colleghe erano alle prese con la gestione dei figli piccoli e il lavoro a casa, e ha posto le basi per la formazione di una community che si è già estesa, coinvolgendo molte altre donne dell'azienda e anche colleghi uomini.

 

Sempre nell'ottica della formazione, l'adesione a "INSPIRING WOMEN", un progetto della Camera di Commercio Italo-francese che ha visto il coinvolgimento dal 2019 di 11 giovani donne e 2 mentor di BNP Paribas Cardif, e la collaborazione con l'associazione "Valore D", di cui BNP Paribas Cardif è da anni sostenitrice, che ha consentito nel 2020 a 16 collaboratrici di partecipare gratuitamente a 12 percorsi formativi e a 4 di mentorship.

 

La Compagnia non ha trascurato il tema della sicurezza, sempre più al centro del dibattito mediatico, coinvolgendo la start-up innovativa a vocazione sociale Women Security con cui ha avviato "A Fior di pelle", un programma di formazione e prevenzione per il rispetto di genere in azienda e nella vita quotidiana. A ottobre sono partiti una serie di incontri informativi sulle tematiche di sicurezza delle donne e dei loro familiari, per aiutarle a prevenire, gestire e ridurre le situazioni di rischio con il supporto di professionisti esperti, tecnologie e formazione. Il supporto e la collaborazione con startup e Pmi innovative al femminile è un percorso consolidato anche grazie a "MIA - MISS IN ACTION", il primo programma di accelerazione dedicato all'imprenditoria femminile, lanciato nel 2018 da BNP Paribas Cardif insieme ad altre società del Gruppo BNP Paribas e a Digital Magics, il più importante business incubator italiano.

 

La diversità di genere rappresenta per BNP Paribas Cardif una tematica importante, parte di un modello sostenibile più ampio che riguarda l'inclusione in generale, rendendo l'assicurazione più accessibile, e che mette le persone al centro, inclusi naturalmente i suoi collaboratori. La Compagnia offre un programma di welfare aziendale trasversale che tocca diverse sfere della vita privata e lavorativa a supporto dell'istruzione e della formazione dei figli (asili nido, rette scolastiche, ecc.), dell'assistenza familiare (baby sitter, assistenza anziani, ecc.), della previdenza, dei trasporti, dei viaggi, dello sport e del benessere (palestre, piscine, ecc.), della cultura e del tempo libero (cinema, teatro, ecc.), oltre alla possibilità di poter lavorare in smart working. Inoltre, nel 2020 è stata posta una particolare attenzione al tema salute, per cui, oltre alle coperture tradizionali di cui beneficiano tutti i collaboratori, sono state introdotte soluzioni innovative per far fronte al Covid-19, tra cui la chatbot, la "Centrale assistenza info Covid H24", lo sportello psicologico e la possibilità di effettuare da remoto visite mediche specialistiche con le televisite.



[1] Classifica ANIA 2019




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venerdì 20 novembre 2020

Lavorare in smart working fa male all'amore: 7 donne su 10 non ha più voglia di farlo

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Il 74% delle donne italiane che lavorano da casa lamenta un drastico calo del desiderio. Ecco le regioni più colpite.

 

Che amore e pandemia non vadano d'accordo è ormai assodato: già questa estate uno studio di Gleeden, il sito leader degli incontri extraconiugali in Europa con oltre 7 milioni di utenti attivi, aveva rilevato come quasi 8 donne su 10, quest'anno, facesse davvero fatica a raggiungere l'orgasmo. Tra i motivi figuravano ansia, lo stress da quarantena, la paura del contagio e lo smartworking.

 

Adesso che gran parte d'Italia è nuovamente in lockdown, Gleeden ha voluto approfondire il fenomeno e ha lanciato una survey sulla sua community femminile per capire se lavorare da casa - un contesto che, almeno sulla carta, dovrebbe facilitare una vita più rilassata - favorisca o meno la propensione all'amore.

 

La risposta? Ovviamente è no. Almeno stando al 74% delle partecipanti* che afferma che da quando lavora da casa ha detto addio all'intimità.

 

Stress, preoccupazioni e outfit inadeguato uccidono il mood.

 

"Chi non lavora, non fa l'amore", cantava Adriano Celentano. Ma chi lavora da casa nemmeno, a quanto pare. I motivi sono molteplici, ma al primo posto risulta l'incapacità di staccare totalmente la testa dagli impegni lavorativi (82%), che per molte iniziano prima e finiscono molto più tardi di quando andavano in ufficio. Non essendoci più un cambio di scenario, quando il tragitto casa-lavoro consentiva un tempo tecnico di aggiustamento ai due diversi contesti, molte donne non riescono a staccare del tutto e continuano a rimuginare sulle loro to-do list.

 

In secondo luogo, la mancanza di tempo (69%): l'assenza di un controllo esterno come quello del capo e dei colleghi fa sì che, paradossalmente, chi lavora in smartworking si senta nella condizione di essere costantemente reperibile, per evitare di apparire come "quello che se ne approfitta". Di conseguenza si inizia prima, si finisce più tardi, non si prendono pause e anche il pranzo finisce per essere consumato alla scrivania. Ecco quindi che, anche se lo smartworking darebbe la possibilità di ritagliarsi dei momenti di intimità estemporanei e impossibili da avere con la routine precedente, in realtà sta togliendo tempo anche a quelli convenzionali.

 

Per moltissime anche lo stile (62%) che hanno iniziato ad adottare in lockdown sta influendo negativamente sull'eccitazione sessuale. Pigiami, tute e yoga pants, così come il non truccarsi o acconciarsi più i capelli con la stessa frequenza di prima, non aiutano a sentirsi sexy e provocanti. E anche se il compagno è di quelli a cui non importa molto di queste cose, tanto basta a molte donne per non sentirsi "in mood". Ovviamente questo è valido anche per gli uomini, sicuramente meno attraenti in felpone e joggers che ben pettinati e in un completo da lavoro.

 

No Martini? No party.

 

Infine, a sorpresa, anche la scomparsa dell'aperitivo tra colleghi (24%) è tra i motivi imputabili del calo della libido delle donne lavoratrici da remoto. Era infatti un momento distensivo, che consentiva di rilasciare lo stress e la tensione accumulata durante la giornata, condito con quella giusta dose di alcol capace di lasciare andare l'inibizione e mettere nel mood giusto per approdare felici e vogliose tra le braccia del compagno una volta varcata la porta di casa. E invece, il nuovo Coronavirus si è portato via anche questo.

 

Calo del desiderio da smartworking, le regioni più colpite.

 

Tra le regioni dove il fenomeno sembra essere il più sviluppato, al primo posto figura la Lombardia (what else?) seguita da Piemonte, Veneto, Lazio e Friuli. Le donne più affette da questo calo del desiderio da smartworking sono infatti le milanesi, le bergamasche, le varesotte, le torinesi, le padovane, le romane e le udinesi**. In zona gialla, per il momento, toscane, campane, lucane e molisane.

 

Tra le scuse più usate, invece, per declinare le avances di mariti e fidanzati figurerebbero il sempre verde mal di testa, un ciclo mestruale senza fine apparente, i figli nella stanza accanto e la semplice verità: amore, sto ancora pensando al lavoro!

 
 

 

*Sondaggio online condotto dal 2 al 16 novembre 2020 su 1.982 donne italiane a Gleeden che hanno dichiarato di lavorare in smartworking.
**Classifica stilata in base alla provenienza delle utenti che hanno risposto al sondaggio.

 

A proposito di Gleeden

Fondato nel dicembre 2009, Gleeden.com è il pioniere e il punto di riferimento degli incontri extraconiugali in Italia e in Europa. Le persone sposate (o in coppia) non hanno più bisogno di mentire riguardo il proprio status matrimoniale per fare nuovi incontri e possono finalmente concretizzare il loro desiderio di avventure extraconiugali su una piattaforma sicura e anonima.
Gleeden rappresenta oggi una community di oltre 7 milioni di iscritti nel mondo. Pensato da un team 100% al femminile e animato da una folta cerchia di esperti (scrittori, sociologi, psicologi, coach...), Gleeden è il sito dove le donne conducono il gioco.



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domenica 27 settembre 2020

Sondaggio rivela: il 92,8% dei pazienti pronti a tornare dai chirurghi plastici ed estetici. Trattamenti viso e filler i trattamenti più richiesti


Pubblicato su Aesthetic Surgery Journal lo studio "Pazienti e medicina estetica al tempo del Covid-19" realizzato su 8.000 pazienti

Sondaggio rivela: il 92,8% dei pazienti pronti a tornare dai chirurghi plastici ed estetici. Trattamenti viso e filler i trattamenti più richiesti

I risultati dell'indagine realizzata durante il lockdown dal gruppo di medici di SecurityMed: desiderio di prendersi cura di sé e fiducia nei medici sono omogenei in tutte le regioni. Tendenze confermate con le prime impressioni degli specialisti dopo i primi mesi di riapertura: «I pazienti sono pronti a tornare in clinica. La nostra priorità dev'essere la sicurezza» spiega il chirurgo plastico Bruno Bovani, fra i coordinatori dello studio

 

Bellezza e sicurezza. Due desideri che vanno di pari passo per i pazienti italiani di medicina estetica e chirurgia plastica, che dopo l'emergenza Covid-19 sono tornati a riprogrammare visite, trattamenti e interventi pianificati in precedenza. E, pur con una maggiore attenzione verso la sicurezza e qualche condizionamento economico per i più giovani, ritengono che investire per vedersi belli, soprattutto in viso, sia importante per sentirsi bene in questo momento difficile.

Queste le conclusioni a cui è giunto lo studio "Pazienti e medicina estetica al tempo del Covid-19": un'indagine realizzata ad aprile fra oltre 8.000 pazienti dai medici del gruppo SecurityMed e che è stata recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista americana Aesthetic Surgery Journal. «Durante l'emergenza sanitaria – spiega Bruno Bovani, chirurgo plastico di Perugia, tra i coordinatori dello studio– abbiamo costituito un gruppo che oggi conta oltre 1.250 medici estetici, chirurghi plastici, dermatologi e specialisti afferenti alla Medicina Estetica, in modo da condividere conoscenze e strategie per pianificare la ripartenza in totale sicurezza. La survey ci ha permesso di conoscere desideri, esigenze e percezione dei nostri pazienti, in modo da garantire, alla riapertura, servizi in linea con le aspettative del mondo post-Covid». Oltre a Bruno Bovani, fanno parte della faculty scientifica dello studio i chirurghi Fabrizio Melfa, Pierfrancesco Cirillo, Matteo Tretti Clementoni e Alessandro Gennai.

 

Il sondaggio di SecurityMed, che rappresenta in modo omogeneo tutte le regioni italiane e riflette la netta prevalenza di donne (94.3% del campione) fra i 46 e i 60 anni (48,1%) fra i consumatori di medicina e chirurgia estetica, evidenzia che la quasi totalità dei pazienti (92,8%) con il ritorno alla normalità tornerà a rivolgersi allo specialista: il 46,9% lo farà nelle stesse modalità di prima, il 45,9% con necessità di spiegazione dei protocolli di sicurezza. Per quanto riguarda le visite e i trattamenti già fissati prima del lockdown, il 45% dei pazienti ha dichiarato di volerli riprogrammare subito, mentre il 23,4% posticiperà per motivi economici.

Quanto al desiderio di trattamenti o interventi estetici, per quasi il 50% dei pazienti non è stato influenzato dalla pandemia. Durante la chiusura il 40% degli intervistati ha rilevato che l'aspetto fisico ha avuto un impatto importante sull'aspetto psicologico; in questo periodo ciò che mancato di più sono i trattamenti viso (72% per le donne e 57% per gli uomini).

E venendo invece alle risorse finanziarie che i pazienti di medicina e chirurgia estetica sono disposti a mettere in campo, il 60,5% ha risposto che saranno le stesse di prima, senza differenze di genere ma con una disponibilità minore nelle fasce più giovani. «Le risposte a tutte queste domande – sottolinea Bruno Bovani – non sono correlate al diverso impatto che l'emergenza sanitaria ha avuto nelle varie regioni italiane».

 

L'esperienza dei medici nei primi mesi di riapertura degli studi conferma le tendenze evidenziate dallo studio. «La domanda è rimasta stabile e i pazienti dimostrano fiducia nelle misure di sicurezza messe in campo – conclude Bovani –. Un effetto della pandemia è che la stagionalità è saltata: molti hanno cancellato o posticipato le ferie, perciò abbiamo avuto una consistente richiesta di procedure che normalmente d'estate sono poco praticate, come i trattamenti fotosensibilizzanti. Il focus è sicuramente sul viso, con i filler iniettabili per zigomi e labbra al primo posto fra i desiderata».

 


SecurityMed – Gruppo composto da oltre 1.250 medici estetici, chirurghi plastici, dermatologi e specialisti afferenti alla Medicina Estetica Italiani riunitisi durante l'emergenza sanitaria per gestire la riapertura degli studi e garantire ai pazienti le migliori cure in totale sicurezza. SecurityMed ha realizzato lo studio multicentrico "Pazienti e medicina estetica al tempo del Covid-19", coordinato dalla faculty scientifica composta da Fabrizio Melfa, Bruno Bovani, Pierfrancesco Cirillo, Matteo Tretti Clementoni e Alessandro Gennai.



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martedì 22 settembre 2020

Studio del Burlo conferma la bontà dell'allattamento al seno in maniera rilassata

ALLATTARE AL SENO IN MANIERA RILASSATA È POSSIBILE E BENEFICO

Uno studio condotto dall'Irccs materno infantile "Burlo Garofolo" di Trieste conferma la bontà del biological nurturing: allattare in posizione rilassata e semi reclinata favorisce l'allattamento e diminuisce le problematiche del seno

 

Il biological nurturing, concepito e studiato dall'ostetrica inglese Suzanne Colson, è un nuovo approccio che permette alla madre di allattare in posizione rilassata e semi reclinata, con il neonato posto ventralmente sopra di sé, in modo che ogni parte del corpo del bambino sia a stretto contatto con la mamma. Questo metodo si contrappone a quello tradizionale secondo cui la madre, seguendo regole e posizioni precise, allatta seduta dritta, con il bambino sorretto in braccio; in questo modo, a causa della forza di gravità, il neonato tenderà a essere allontanato dalla madre. La posizione semi reclinata invece "apre" il corpo della mamma promuovendo il movimento del piccolo verso il seno, attraverso l'attivazione dei riflessi neonatali primitivi che stimolano l'allattamento, riducendo notevolmente i problemi al seno.

A dimostrarlo è stato uno studio condotto dall'Irccs materno infantile "Burlo Garofolo" di Trieste, recentemente  pubblicato sulla prestigiosa rivista "International Breastfeeding Journal" (https://internationalbreastfeedingjournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s13006-020-00261-4).

«L'importanza dello studio – riferisce Laura Travan, responsabile della Struttura Semplice Nido e Rooming-in dove è stata condotta la ricerca – tiene anche conto della fattibilità del nuovo approccio in un ambiente complesso come quello del Burlo, ospedale specializzato di terzo livello, e in una situazione di vita reale. A seguito degli ottimi risultati dello studio, il biological nurturing è diventato il metodo di scelta per l'avvio dell'allattamento presso il nostro Irccs, al punto da prevedere la formazione obbligatoria di tutti gli operatori sanitari per promuoverlo e sostenerlo».

 «Un approccio in grado allo stesso tempo di promuovere l'allattamento al seno con tutti i benefici che esso comporta, e di dimezzare l'incidenza dei fastidi che ne possono derivare, ha il potenziale per diventare un'importante misura di salute pubblica. Sarà interessante capire se, con il medesimo protocollo adottato al Burlo, in contesti totalmente differenti i risultati si manterranno», aggiunge Luca Ronfani, Direttore della Struttura di Epidemiologia del Burlo Garofolo e coordinatore dello studio.

A partire dal ricovero in ospedale dopo il parto, 208 donne sono state divise in due gruppi e hanno seguito i due diversi metodi di allattamento: quello innovativo del biological nurturing e quello tradizionale. «Si tratta del primo studio sperimentale realizzato a livello mondiale su questo approccio; quanto emerso – dichiara Mariarosa Milinco, della Struttura Complessa di Epidemiologia Clinica e Ricerca sui Servizi Sanitari – dimostra che i problemi al seno, come le dolorose ragadi che si possono formare sui capezzoli, sono più che dimezzati nelle donne che hanno allattato in posizione rilassata e semi reclinata. Con il biological nurturing viene promossa la continuità tra vita fetale e vita neonatale, in termini di contatto fisico e frequenza di alimentazione».

La vera innovazione del biological nurturing è rappresentata dal grande spazio lasciato all'istintività della madre e del bambino. «Le mamme non hanno più un compito da imparare ed eseguire, come avviene con le posizioni di allattamento tradizionali – prosegue Enrica Causin, infermiera del Nido ospedaliero –, semplicemente sono incoraggiate ad accomodarsi con la schiena semi reclinata e rilassata così da favorire il naturale percorso del bambino verso il seno: viene di fatto attuato un potenziamento di ciò che madre e figlio saprebbero naturalmente fare se lasciati liberi di conoscersi in modo istintivo e non supervisionato»Con il biological nurturing si assiste a un totale cambiamento rispetto al metodo tradizionale che prevede invece spiegazioni dettagliate da parte degli operatori sanitari che valuteranno la correttezza dell'operazione, ponendo la mamma nella stressante condizione di essere quasi sottoposta a un esame.

«Questa ennesima importante pubblicazione internazionale – sottolinea il Direttore Generale dell'Ircss, Stefano Dorbolò – costituisce la conferma della qualità del lavoro svolto da ricercatori e medici del nostro Istituto. Nello specifico – conclude -, il lavoro oggetto della pubblicazione conferma l'attenzione continua che il Burlo dedica alle condizioni di vita delle madri e dei bambini in ogni momento, attraverso un approccio teso al miglioramento continuo delle cure, delle tecniche e delle metodologie applicate».



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mercoledì 16 settembre 2020

Coppette mestruali: un vademecum per non sbagliare, firmato dalla ginecologa e dalla sessuologa



Raccolte le risposte alle più frequenti domande sulle coppette mestruali
Il vademecum per un corretto e facile utilizzo delle coppette mestruali
Una ginecologa e una sessuologa hanno raccolto le principali domande tra le loro pazienti che già utilizzano le coppette mestruali e altre che vorrebbero saperne di più

Milano, 16 settembre 2020 – "Le basi!", direbbero tra loro le ragazzine per sciogliere i dubbi delle coetanee incuriosite e combattute dal voler abbandonare l'assorbente (interno o esterno) per utilizzare le coppette mestruali.
Sono proprio quelle (le basi!) che abbiamo voluto raccogliere in un vademecum che contiene risposte semplici e precise fornite da una ginecologia (Manuela FARRIS) e una sessuologia (Roberta ROSSI) sul corretto e facile utilizzo delle coppette mestruali. 
Un tema ampiamente discusso e reso popolare da Intimina - la linea di coppette mestruali compatte in silicone medicale – che da sempre promuove grazie anche alla campagna  #WhileBleeding per stimolare le donne a voler condividere virtualmente le situazioni piacevoli anche in "quei giorni" .

Quale coppetta scegliere? 
Esistono diversi tipi di coppetta. Alcune sono particolarmente adatte alle principianti, altre adatte a chi ha una vagina più lunga, altre ancora per chi vuole avere rapporti sessuali anche durante il ciclo.
Come faccio a scegliere la misura giusta per me? 
Esistono due taglie: 
taglia A, per flussi mestruali non abbondanti e per chi non ha partorito (o ha partorito con taglio cesareo) 
taglia B, per chi ha un flusso mestruale più abbondante o donne che hanno partorito spontaneamente 
E' difficile metterla? 
Mettere la coppetta è molto più facile di quanto si pensi. Basta piegarla a metà e inserirla in vagina verso il basso. In genere è preferibile usare la stessa posizione che si usa abitualmente per inserire gli assorbenti interni, ma alcune ragazze preferiscono una posizione di squat. Una volta inserita bisogna passare il dito intorno per assicurarsi che sia aperta. Se così fosse, ripeti l'operazione
La coppetta potrebbe andare troppo su? 
Non può andare  troppo su perché la vagina ha una lunghezza limitata che si può facilmente controllare mettendo un dito in vagina
Cosa devo fare se non riesco a toglierla? 
Innanzitutto rilassati. Togliere il vuoto è facile basta schiacciare leggermente la coppetta sopra l'anello per togliere il vuoto che si è creato e successivamente tirare l'anello.
Nel caso in cui questa manovra non funzioni, bisogna inserire pollice e indice delicatamente in vagina, spingere con i muscoli vaginali verso il basso e provare a schiacciare qualche volta la coppetta tra le due dita fino a quando non si toglie il vuoto. Se anche questa manovra non funziona bisogna inserire un dito fino a sentire il bordo della coppetta e toglierlo dal collo dell'utero
Per quanto tempo posso tenerla inserita? 
La coppetta può essere usata fino a 12 ore consecutive. In base alla quantità del flusso mestruale potrebbe essere necessario toglierla prima
Ogni quanto tempo devo comprarne una nuova?
Le coppette mestruali possono durare fino a 10 anni se tenute bene. In genere però può essere indicato cambiarla dopo 3 anni
Possono provocare allergie o infezioni?
La coppetta mestruale è fatta in materiale anallergico ed è indicata soprattutto per chi è allergica agli assorbenti. Non c'è nessun aumento di infezioni con l'uso della coppetta mestruale
Non ho mai avuto rapporti, posso utilizzare la coppetta mestruale? 
Ci sono coppette adatte a ragazze che non hanno ancora avuto rapporti. Sono più piccole, (ma non meno capaci di trattenere il flusso) più morbide e più facilmente utilizzabili. Quindi nessun timore nell'utilizzare la coppetta anche se non è ancora iniziata una attività sessuale penetrativa. Magari conviene, prima di provare a introdurla, prendere un poco di confidenza con la zona e quindi provare a inserire un dito all'interno della vagina e spostarlo delicatamente avanti e indietro. Questo permetterà di muoversi più agevolmente quando si inserirà la coppetta la prima volta. Successivamente sarà tutto molto più semplice. 
Posso avere rapporti sessuali con la coppetta? 
Si: è possibile rimuovere il tabù del sesso durante le mestruazioni utilizzando la coppetta adatta. Si tratta di una coppetta che ricorda un diaframma. E' facile da utilizzare, è sicura e comoda. Con questa coppetta (Ziggy Cup non avrai il timore di sporcarti durante i rapporti sessuali e ti aiuterà a superare il disagio di non sentirsi desiderabili durante il ciclo.  Con la coppetta si è libere di mantenere e soddisfare il proprio desiderio sessuale anche durante le mestruazioni.  
Se uso la coppetta durante la penetrazione, il mio partner la sentirà? 
La coppetta che si usa durante i rapporti sessuali penetrativi è fatta appositamente, realizzata in silicone sottile, perché il partner non possa arrivare a percepirla, quindi si può utilizzare con tranquillità e senza timore che disturbi la sessualità.  

Informazioni su Intimina: 
Fondata nel 2009, Intimina è la linea completa di prodotti a marchio svedese per il benessere intimo delle donne. Con tre gamme di cure - Mestruale, Rinforzo del pavimento pelvico e Benessere femminile - Intimina ha prodotti per donne di tutte le età. Ogni prodotto è realizzato con materiali di alta qualità sicuri per il corpo ed è stato progettato e testato con il supporto di un gruppo mondiale di consulenti medici e ginecologi.


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