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giovedì 12 settembre 2019

"Caviar Skin Food" il rituale per una pelle splendente de La Bobadilla Royal Hideaway Hotel



Comunicato Stampa

"Caviar Skin Food" il rituale per una pelle splendente 
de La Bobadilla, Royal Hideaway Hotel 

 

Milano, 11 settembre 2019 - Per affrontare il rientro non c'è niente di meglio che concedersi un soggiorno a La Bobadilla, Royal Hideaway Hotel, un ambiente ideale che coniuga la filosofia Premium slow con il rispetto per l'ambiente. E per affrontare il rientro con una pelle splendente, La Bobadilla Royal Hideaway Hotel propone il rituale Caviar Skin Food, un trattamento viso anti-età con prodotti a base di questo prezioso ingrediente, il caviale, che elimina i segni del tempo, per ottenere un viso più definito e visibilmente idratato. 

 
Il trattamento inizia con una pulizia profonda e tonificante per preparare la pelle. Segue una piacevole esfoliazione, che sarà il passo preliminare all'applicazione di una fiala di elastina e di un velo di polisaccaridi di origine marina ad alta concentrazione che viene assorbito completamente grazie ad un piacevole massaggio di digitopressione.

Si tratta di un trattamento ricco di aminoacidi essenziali, oligoelementi e vitamine A e D, antiossidanti naturali per la protezione della pelle che forniranno energia, nutrimento e vitalità. La seduta di bellezza culminerà in una degustazione dei diversi tipi di caviale biologico che si producono nell'allevamento ittico di Riofrio, con un bicchiere di cava.
 
Il soggiorno alla La Bobadilla Royal Hideaway Hotel consentirà una rigenerazione competa presso la sua Spa & Wellness, arredata con cura con sauna finlandese, bagno turco, docce a contrasto, lettini termali, area massaggi e area estetica.
 
Prezzo del trattamento Caviar Skin Food: 115€ (55 min)

Informazioni su La Bobadilla, al Royal Hideaway Hotel
 
La Bobadilla, Royal Hideaway Hotel è un Hotel Slow situato nella Sierra de Loja, a Granada. Un complesso situato in una magnifica tenuta nel cuore dell'Andalusia, tra le città monumentali di Granada, Cordoba, Malaga e Siviglia. La Bobadilla dispone di 67 spaziose camere esterne, accuratamente ristrutturate con bagni lussuosi che combinano legno nobile, marmo e mattoni. 
Durante il soggiorno, gli ospiti de La Bobadilla potranno usufruire di strutture come la piscina esterna circondata da palme e macchia mediterranea, la palestra, il centro benessere, le sue U-spa e le sue molteplici aree sportive, oltre ad un'ottima proposta gastronomica locale nei suoi tre ristoranti.

Barceló Hotel Group
Barceló Hotel Group, la divisione alberghiera del Gruppo Barceló, è la 2° catena alberghiera più grande in Spagna e la 31° al mondo. Attualmente dispone di 251 hotel a 4 e 5 stelle e più di 55.000 camere, distribuite in 22 paesi e commercializzate con quattro marchi: Royal Hideaway Luxury Hotels & Resorts, Barceló Hotels & Resorts, Occidental Hotels & Resorts e Allegro Hotels.



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Donne, autismo, migranti tra le differenze che fanno crescere le aziende (anche in fatturato). L'apertura di "Global Inclusion - Generazioni senza frontiere" a Bologna

LA DIVERSITÀ CHE RENDE LE AZIENDE VINCENTI

La prima edizione di "Global Inclusion – Generazioni senza frontiere" apre a Bologna con le testimonianze di chi ha sfidato i pregiudizi sui luoghi di lavoro e li ha trasformati nella chiave del successo.
 
Bologna, 11 settembre 2019 – C'è il manager-contadino che esalta la "biodiversità" umana, lo startupper che individua i talenti stranieri per le aziende, l'informatica in tacchi a spillo che sfida i pregiudizi di genere nel settore, la manager dell'azienda che misura le performance delle leadership al femminile: quattro storie di diversità e successo imprenditoriale a "Global Inclusion – Generazioni senza confini", la manifestazione che chiama per la prima volta a raccolta l'intero ecosistema italiano dell'inclusione nei luoghi di lavoro, in programma oggi a FICO EatalyWorld di Bologna.
 
La plenaria di apertura ha visto succedersi alcune testimonianze di come l'inclusione della diversità, intesa come capacità di valorizzare le competenze e le skill di ciascun individuo, non sia soltanto faccenda da ascriversi nell'alveo del politically correct, ma diventi asset strategico per le imprese. Lo racconta la storia di Alberto Balestrazzi, CEO di Auticon, azienda presente in 7 paesi dislocati in tre continenti diversi, società erogatrice di consulenze e servizi informatici, i cui dipendenti sono nella totalità autistici o nello spettro dell'autismo. "Dopo 25 anni come manager di multinazionali ho mollato tutto e sono andato a vivere in campagna, occupandomi nella fattispecie di frutti antichi. Un'esperienza dalla quale ho imparato tutto il valore della biodiversità: non differenza da compensare, ma più ampio spettro di sapori e varietà – racconta Balestrazzi -. Sono tornato nel mondo dell'impresa convinto che la ricchezza della biodiversità potesse essere traslata dall'agroalimentare agli esseri umani e alle aziende, trasformando le differenze in valore e non in difformità rispetto a un modello standardizzato. Le persone che lavorano per Auticon dimostrano questo assunto: si tratta di individui con un particolare tipo di neurosviluppo, tale da poter fornire un enorme contributo al mondo dell'informatica. In un articolo di qualche settimana fa Wired ha dichiarato che il cervello delle persone autistiche è particolarmente adatto al machine learning. Il mio sogno? Che una società come la mia tra vent'anni non esista più, perché tutte le aziende avranno imparato a valorizzare al meglio le caratteristiche di ciascuno"
 
Un tema caldo come quello dell'immigrazione è quello che affronta Chris Richmond, fondatore dell'app Mygrants, che si occupa di mappare le competenze e le attitudini imprenditoriali dei migranti per facilitarne l'ingresso nel mondo del lavoro. I dati parlano da soli: "entro il 2100 in Africa nasceranno il 50% dei bambini a livello mondiale, ma il continente africano, seppur in un trend di svilupo positivo e rapido, non riuscirà ad assorbire tutta la forza lavoro che sarà in grado di produrre: le migrazioni economiche saranno dunque inevitabili, soprattutto verso l'Italia e l'Europa". Migrazioni che hanno interessato il nostro paese sopprattutto a partire dal 2011: da allora circa 800mila immigrati sono sbarcati sulle coste italiane. "L'80% di essi ha meno di 35 anni, l'88% non ha frequentato l'Università. Cosa vuole dire lasciare il proprio paese a 13, 14 o 15 anni, dover prendere spesso decisioni importanti in tempi rapidissimi lo possiamo immaginare" dice Richmond, che continua: - il 60% del fabbisogno occupazionale nel nostro paese non viene evaso. Alle aziende occorrono nuovi bacini dai quali attingere risorse, e soprattutto hanno bisogno di un veloce matching tra competenze ricercate e disponibilità di risorse. Mygrants nasce proprio con questo scopo: ad oggi la piattaforma, che offre ai migranti formazione ed informazioni di varia natura, conta circa 60mila utenti attivi, di cui un 10% si trova ancora in Africa". Sono circa 7.700 i profili cosiddetti "high skilled". Un esempio pratico? Un'azienda emiliano romagnola regione si è rivolta a Mygrants a settembre dello scorso anno perché aveva necessità di una risorsa con competenze informatiche, madrelingua araba e con un'ottima conoscenza delle lingue italiana, inglese e francese. "Il nostro database – dice Richmond - ha selezionato alcuni profili, e dopo una settimana l'azienda ha individuato la persona da inserire, immessa in organico dopo 3 mesi, dopo il tirocinio. È solo uno dei tantissimi esempi che ci dimostrano come l'immigrazione possa essere una enorme risorsa, e non solo un problema come si tende purtroppo a considerarla oggi".

Ornella Chinotti è Managing Director di SHL, società che aiuta le aziende ad avere successo individuando le risorse adatte ai differenti ruoli senza paura di sfidare lo status quo. "Credo che le differenze nei contesti organizzativi rappresentino un valore: ciascuno di noi è unico e irripetibile, non ci si deve appiattire su modelli preconfezionati - dice Chinotti. - Spesso mi sento dire dai manager delle aziende: "non abbiamo le persone giuste" o "ci mancano i giovani" o ancora "non abbiamo leader capaci". È un clima di sfiducia generalizzata che sento in costante aumento dal 2013. Io sono convinta che molto spesso, semplicemente, non si cerchi nella giusta direzione, restando ancorati a stereotipi ormai superati". Per questo SHL ha condotto una grande ricerca coinvolgendo 33mila persone da 85 aziende diverse a livello internazionale. I risultati? "Abbiamo dimostrato come il contesto sia la variabile che più influenza le performance dei leader; e ancora, come certe caratteristiche personali sono adatte ad affrontare certe sfide più di altre, o come l'esperienza sia un mediatore delle carenze di caratteristiche ma ciascuno di noi può essere messo nelle condizioni di acquisire competenze". E le donne? "Le donne sono ampiamente sottorappresentate nelle posizioni di leadership, e per buona parte questo è dovuto a pregiudiziali rispetto alle capacità di una donna di avere caratteristiche da leader. Ma non è così: se messe nelle opportune condizioni le donne ad esempio risultano più preparate ad affrontare sfide urgenti ed impattanti. La ricerca ha dimostrato anche come le companies che presentano diversità di genere o di provenienza geografica hanno un ritorno finanziario più alto del 15% rispetto alla media nazionale". La situazione del gender gap, se pur migliorata, non si è evoluta molto negli ultimi 30 anni. "È tempo invece di andare oltre – conclude Chinotti: - la nostra ricerca ha dimostrato come le donne abbiano migliori performance rispetto agli uomini sulle competenze più disparate, dall'appianamento dei conflitti al raggiungimento di più alti margini di profitto". 
 
Di donne e pregiudizi parla anche Floriana Ferrara, Direttrice della Fondazione IBM: "sono una Master Inventor, ossia una creatrice di brevetti tecnologici, e in questa veste intendo essere la dimostrazione che l'informatica non è affare di uomini". Ma essere donna nel mondo dell'informatica è ancora un tabù: non in molti sono pronti ad accettare una donna a capo di una struttura che si occupa di intelligenza artificiale. "Mi accadde - racconta Ferrara - che in occasione di una presentazione di un lavoro assieme al mio team, quando dissi che ero io quella F. Ferrara a capo del progetto e non un uomo, mi sentii controbattere con molta spontaneità "ma lei è una donna!". Una passione, quella per l'informatica, nata in seguito alla bocciatura alle elementari: "era il1975 e il mio maestro decretò che non sarei arrivata alla fine del ciclo scolastico". Fortunatamente un altro insegnante intuì la sua dislessia e la accompagnò nel percorso di apprendimento all'apprendimento, permettendole di rivelare uno straordinario talento per la matematica e l'informatica. "All'Università, dopo un periodo di "mascolinizzazione" per dimostrarmi all'altezza dell'ambiente imparai che dovevo invece difendere il mio essere donna. E quando si trattò di scegliere un lavoro, individuai nell'IBM – azienda che nel 1915 assunse il primo disabile e nel 1930 la prima donna – il luogo che faceva per me". Oggi Ferrara dirige la Fondazione IBM, che si occupa di progetti di informatica intesi a migliorare la qualità della vita a 360 gradi. Il progetto N.E.R.D., "Non è Roba per Donne" intende avvicinare le ragazze al mondo dell'informatica, e rivelarne la predisposizione al di là di stereotipi e pregiudizi.
 
"GLOBAL INCLUSION – GENERAZIONI SENZA FRONTIERE"
mercoledì 11 settembre 2019 @FICO – Fabbrica Italiana Contadina



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lunedì 9 settembre 2019

WPP valorizza il talento femminile - nuove nomine

WPP CONTINUA A VALORIZZARE IL TALENTO FEMMINILE

FEDERICA SNAIDERO PRENDE IL RUOLO DI MANAGING DIRECTOR E BUSINESS DEVELOPEMENT DIRECTOR DI OGILVY

VIOLA GUALINI, ANALISTA DI MCKINSEYÈ LA NUOVA CHIEF OF STAFF DI WPP ITALIA

Milano 5 settembre 2019 – Giovani, tenaci, brillanti, con una formazione accademica solida e internazionale: è questo il profilo dei manager in ascesa in WPP oggi e nei prossimi anni. E' il caso di Federica Snaidero e di Viola Gualini, rispettivamente nominate Managing Director e Business Development Director di Ogilvy e Chief of Staff di WPP Italia.

Classe 1990, laureata in Economia e Gestione Aziendale all'Università Cattolica e con un Master in Marketing & Communication alla Università L. Bocconi, Federica Snaidero inizia la sua carriera in Swatch Group per poi entrare, dopo tre anni, in WPP nel 2016 come Chief of Staff. Nel suo ruolo Federica ha seguito clienti e progetti per tutte le società operative del Gruppo, coordinando il management e facendo da collettore delle diverse discipline ed expertise di WPP Italia, contribuendo all'ottimizzazione del processo di integrazione fra le aziende del Gruppo. Federica Snaidero, forte dell'esperienza negli uffici di WPP Italia, raccoglie una nuova sfida professionale come Managing Director e Business Development Director di Ogilvy.

"Sono contenta di proseguire il mio percorso di crescita in WPP – commenta Federica Snaidero - e dopo tre importanti anni trascorsi nella holding sarà sfidante confrontarmi con la realtà di una società operativa del Gruppo".

Per la gestione dell'importante ruolo di Chief of staff di WPP è stata scelta Viola Gualini, 27 anni, laureata in Business Administration presso l'Università L. Bocconi dove ha conseguito anche un Master in Management. Viola Gualini proviene dal mondo dell'alta consulenza e ha rivestito per più di due anni il ruolo di Business Analyst in McKinsey.

"Questa nuova opportunità professionale in WPP – commenta Viola Gualini - è una grande occasione per accrescere le mie competenze in termini di management in un'altra grande realtà internazionale".

"Queste due nuove nomine – conclude Massimo Costa, Country Manager WPP Italia – sono in linea con la prosecuzione della strategia di WPP Italia che vuole dare spazio ai giovani talenti nel Gruppo". 



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venerdì 6 settembre 2019

Barbie prosegue con il suo impegno nel Dream Gap Project e celebra la stilista Alberta Ferretti come nuovo modello di ruolo femminile


 BARBIE PROSEGUE NELLE CELEBRAZIONI DEI SUOI 60 ANNI DI STORIA

COME MODELLO DI ISPIRAZIONE ED EMPOWERMENT

PER TUTTE LE BAMBINE DEL MONDO

Il brand prosegue con il suo impegno nel Dream Gap Project

e celebra la stilista  Alberta Ferretti come  nuovo modello  di ruolo femminile

 

Dal 9 marzo scorso Mattel ha dato il via in tutto il mondo alle celebrazioni per il 60° anniversario di Barbie, la fashion doll più famosa al mondo, che fin dal 1959 si pone come missione del brand ispirare il potenziale infinito che c'è in ogni bambina.

 

Come afferma Ruth Handler: "Ad ispirarmi nella creazione di Barbie è stata la volontà che, attraverso la bambola, le bambine potessero immaginare di essere tutto ciò che desiderano". Fin dal 1959, infatti, la missione del brand è quella di dare valore al potenziale infinito delle bambine affinchè siano consapevoli di poter raggiungere qualunque traguardo. Per il suo 60° anniversario, con un programma di ricerca dedicato, Barbie ha puntato i riflettori sul "Dream Gap": quel fenomeno che si verifica nelle bambine intorno ai 5 anni e che le porta a perdere fiducia nelle proprie capacità. Infatti, a dispetto dei loro coetanei di sesso maschile, intorno a quest'età le bambine smettono di credere di poter intraprendere alcune carriere. Con l'obiettivo di accrescere la consapevolezza e l'attenzione sui fattori che ad oggi causano questo fenomeno, Barbie ha lanciato la campagna #ChiudiamoIlDreamGap al fine di sensibilizzare maggiormente famiglia, scuola e società su questo argomento.

 

Per ispirare il cambiamento, a partire dal 2015 a livello globale e dal 2018 in Italia, Barbie ha dato vita al programma "Shero", con cui si impegna ad aiutare le bambine a credere nel proprio talento e ad immaginare tutto ciò che possono essere nel loro futuro, mostrando alle giovani di tutto il mondo dei modelli di ruolo positivi o Shero (così le abbiamo chiamate): donne di ieri e di oggi provenienti da diversi campi e background che sono state in grado di rompere gli schemi. Ad alcune di queste donne è dedicato il più alto riconoscimento concesso dal brand, una Barbie ONE OF A KIND, una bambola in copia unica e con le loro sembianze, al fine di celebrare  il ruolo che hanno avuto nell'aumentare la consapevolezza delle infinite possibilità a disposizione per le bambine di tutto il mondo.

 

In occasione del suo 60° anniversario, il brand ha deciso di celebrare a livello globale la più ampia scala di modelli femminili, con l'obiettivo di poter ispirare la futura generazione di donne.

In Italia le celebrazioni sono iniziate a Marzo con la chef stellata Rosanna Marziale, per poi proseguire ad Aprile con Elisa, cantautrice, polistrumentista e produttrice musicale e a Maggio con Sandra Savaglio, Astrofisica. È ora la volta di ALBERTA FERRETTI -  affermata STILISTA conosciuta in tutto il mondo.

 

 

 

Nata a Cattolica, inizia giovanissima ad appassionarsi alla moda tra le stoffe e i tessuti nella boutique della madre. Determinata, creativa e curiosa  Alberta Ferretti fin da bambina crede in sé stessa e nei suoi sogni  e li realizza diventando oggi un  sinonimo di stile, femminilità, eleganza e sensualità.

Nel 1980, con il fratello Massimo Ferretti, fonda l'azienda Aeffe S.p.A. e l'anno seguente debutta ufficialmente sulle passerelle milanesi inaugurando una carriera ricca di riconoscimenti personali, stilistici e imprenditoriali.

In pochi anni il successo diventa planetario e sono innumerevoli le celebrities che scelgono di indossare i suoi iconici abiti da sera in occasione degli eventi più esclusivi consacrandola come la regina del glamour.

Alberta Ferretti è oggi uno dei nomi più importanti e rappresentativi della moda italiana nel mondo, interprete del desiderio di bellezza, fascino e personalità delle donne.

Cosa suggerisce Alberta Ferretti alle bambine che sognano di diventare stiliste come lei?   "Fin da bambina io ho sempre sognato in grande. Sentivo di volere di più! Ed è questo che consiglio alle bambine che vogliono entrare nel mondo della moda: essere coraggiose, appassionate, rompere gli schemi per perseguire i loro sogni, e poi dovranno essere curiose, osservare ciò che le circonda e utilizzare tutta la loro creatività per trasferire nei bozzetti tutto quello che il mondo offre intorno a loro. La più grande soddisfazione è vedere un sogno avverarsi, il disegno di un abito diventare reale, pronto per essere indossato".

Grazie alla sua passione e alla sua determinazione, Alberta Ferretti è una fonte di ispirazione per le future generazioni di donne, a cui dimostra che se si crede davvero in se stessi e nei propri sogni, non ci sono traguardi che non possano essere raggiunti.

 

 

About Mattel

Leader nel settore dell'intrattenimento per bambini, Mattel è un'azienda globale specializzata nella progettazione e nella produzione di giocattoli e beni di consumo  di altissima qualità. Creiamo prodotti innovativi ed esperienze che, attraverso il gioco, possano ispirare, divertire e accompagnare i bambini nel loro sviluppo. Coinvolgiamo i consumatori attraverso il nostro portfolio di marchi iconici, tra cui Barbie®, Hot Wheels®, American Girl®, Fisher-Price®, Thomas & Friends® e MEGA®, nonché altri marchi famosi di nostra proprietà o in licenza, in collaborazione con società di entertainment globali. La nostra offerta comprende film e contenuti televisivi, gaming, musica ed eventi dal vivo. Siamo presenti in 40 Paesi e distribuiamo prodotti in oltre 150, in collaborazione con le principali società di vendita al dettaglio e tecnologiche nel mondo. Sin dalla sua fondazione nel 1945, Mattel è orgogliosa di poter essere un partner di assoluta fiducia nell'esplorare la meraviglia dell'infanzia e nel permettere ai  bambini di sviluppare e raggiungere il loro pieno potenziale.

In Italia dal 1969, Mattel Italy ha sede a Milano.

 

About Alberta Ferretti

Alberta Ferretti è sinonimo di stile, femminilità, eleganza e sensualità.

La sua passione per la moda inizia in età giovanissima tra le stoffe e i tessuti nella boutique della madre. Nel 1980, con il fratello Massimo Ferretti, fonda l'azienda Aeffe S.p.A. e l'anno seguente debutta ufficialmente sulle passerelle milanesi inaugurando una carriera ricca di riconoscimenti personali, stilistici e imprenditoriali.

In pochi anni il successo diventa planetario e sono innumerevoli le celebrities che scelgono di indossare i suoi iconici abiti da sera in occasione degli eventi più esclusivi consacrandola come la regina del glamour.

Alberta Ferretti è oggi uno dei nomi più importanti e rappresentativi della moda italiana nel mondo, interprete del desiderio di bellezza, fascino e personalità delle donne.



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mercoledì 17 luglio 2019

ULTherapy: il primo lifting senza bisturi a Villa Eden Leading Park Retreat


ULTherapy: il primo lifting senza bisturi

a Villa Eden Leading Park Retreat

L'innovativa ed efficace tecnica di ringiovanimento

per viso e corpo da provare subito a Merano (BZ)

 

Donare al viso una nuova freschezza, tornare ad avere gambe e braccia più toniche e vedersi più in forma: l'obiettivo di specchiarsi e ritrovare se stessi è ora possibile. E senza far ricorso alla chirurgia estetica. A Villa Eden Leading Park Retreat viene proposto un nuovo trattamento chiamato ULTherapy, che utilizza una metodica all'avanguardia, raggiunta dopo anni di studi clinici e ricerca tecnologica. Si tratta di un vero e proprio lifting non chirurgico, che si realizza utilizzando il potere degli ultrasuoni micro-focalizzati. La loro azione è molto efficace nel rigenerare i tessuti, ridurre la lassità cutanea e migliorare il tono della pelle. Profondità di penetrazione dell'ultrasuono, temperatura in grado di riparare legami proteici della pelle e stimolare il neocollagene ed estrema precisione degli strumenti garantisce una profondità di azione pari al lifting chirurgico, nettamente superiore rispetto a laser e radiofrequenza. E immediatamente al termine della seduta in ambulatorio (che va da 30 a 90 minuti) si può tornare alle proprie attività quotidiane, senza nessun tempo di recupero. ULTherapy può essere effettuato su viso, collo, décolleté, braccia, gambe e tronco, e gli effetti sono visibili da subito, per mantenersi tali fino ad un anno dal trattamento, con una sola seduta. I risultati sono estremamente naturali, in quanto il muscolo si rinforza e la pelle appare giovane e fresca. Il costo di ULTherapy a Villa Eden Leading Park Retreat parte da 2500 euro.

 

 

Per informazioni:

Villa Eden Leading Park Retreat

39012  Merano (BZ)

Tel. 0473.236583



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venerdì 12 luglio 2019

Estate, i consigli degli esperti per un'abbronzatura perfetta


ESTATE, COME PREVENIRE LE SCOTTATURE E AVERE UN'ABBRONZATURA PERFETTA

 

Dalle giuste creme ad una corretta idratazione, i consigli di esperti e dermatologi per evitare eritemi solari e avere una tintarella da urlo

 

Una bella abbronzatura in estate è l'obiettivo di ogni amante della spiaggia e del mare che ogni anno è in cerca di segreti efficaci per una tintarella bronzea, duratura e brillante. Per raggiungere tale obiettivo e al tempo stesso evitare problematiche cutanee, ecco i consigli di esperti e dermatologi su cosa occorre conoscere prima di esporsi ai raggi solari e per sapere quali sono le regole principali per un'abbronzatura senza rischi.

E' quanto emerge da uno studio di In a Bottle  condotto su un panel di oltre 30 esperti tra dermatologi e medici per sondare quali siano i consigli per un'abbronzatura perfetta.

 

Esistono due diverse tipologie di raggi ultravioletti legati alle problematiche cutanee. La prima riguarda i raggi ultravioletti B, responsabili dell'eritema e della scottatura, presenti nel nostro clima continentale soprattutto nelle ore centrali della giornata, maggiormente in estate, e che non passano attraverso il vetro.  I raggi ultravioletti A, invece, non sono schermati dal vetro e sono responsabili della pigmentazione, quindi sia dell'abbronzatura che del fotoinvecchiamento e delle lesioni che possono diventare precancerose per quanto riguarda la componente epidermica dei cheratinociti. Questi sono presenti nell'arco di tutta la giornata e anche in inverno. I danni causati da eritemi e scottature sono dovuti all'esposizione di una pelle, esposta in modo aggressivo e senza protezione alla radiazione solare.

 

Quali sono i sintomi principali di una scottatura? "L'eritema solare si manifesta attraverso la comparsa di micro papulette arrossate, soprattutto sul petto e sul dorso, per poi diventare scottature di primo grado con un arrossamento o di secondo grado con la comparsa di vesciche e bolle che vanno a seccarsi ed a formare un'escoriazione - afferma Magda Belmontesi, medico chirurgo specializzato in Dermatologia - Le scottature solari ripetute da un lato accelerano i processi d'invecchiamento, dall'altro favoriscono la comparsa di lesioni precancerose della pelle."

Occorre precisare che l'azione del sole non riguarda solo lo stare al mare o in montagna, ma è legata a tutto l'arco dell'anno, in particolare durante il periodo estivo. A livello preventivo è possibile lavorare su due fronti: da un lato attraverso l'utilizzo di una protezione solare inizialmente alta, per poi scalarla gradualmente nell'arco del tempo, che consente alla pelle di adattarsi al sole; dall'altro grazie all'uso di integratori fotoprotettivi, prescritti dal medico di famiglia e iniziando l'applicazione tre settimane prima dell'esposizione solare, qualora si siano già riscontrate problematiche di tipo cutaneo o si abbia una pelle particolarmente chiara o irritabile.

La prevenzione è facile e non mette a rischio l'abbronzatura: essa sarà graduale per cui la pelle non sarà ustionata, non compariranno macchie, verrà favorita la creazione progressiva di melanina, il nostro pigmento nonché prima fotoprotezione naturale della pelle, e si avrà un'abbronzatura più marcata, uniforme e prematura. L'idratazione è importantissima, sia a livello cutaneo sia legato all'assunzione sistemica, anche per prevenire i cosiddetti colpi di sole o di calore, quest'ultimi dovuti all'eccessiva esposizione di infrarossi in ambienti surriscaldati anche se all'ombra a cui i bambini, con un sistema di termo regolamentazione ancora molto labile, sono maggiormente esposti. "Per questo è consigliato bere molto, possibilmente bevande non gasate e zuccherate come spremute di frutta, the freddo e soprattutto acqua, in particolare quelle integrate con sali minerali" Afferma la dott.ssa Belmontesi. Inoltre coloro che trascorrono la maggior parte della giornata all'aperto e mangiano fuori, non devono dimenticarsi che con temperature elevate è importante consumare cibi leggeri come insalata, frutta, pesce leggero, yogurt. Tutto ciò consente il giusto apporto di sali minerali e antiossidanti, non affatica l'apparato digestivo e non accentua le problematiche dovute al calore.

 

 

LE 5 REGOLE PER UN'ABBRONZATURA SENZA RISCHI

1.    Assumere integratori fotoprotettivi per tutto il periodo estivo, non solo in vacanza o poco prima di iniziare ad andare in spiaggia.

2.    Utilizzare creme con protezioni alte anche se si ha una pelle particolarmente scura, per poi scalare lentamente. Per una buona abbronzatura è consigliabile non scendere mai al di sotto della protezione 30 o 15, a seconda dell'unità di misura.

3.    Ripetere l'applicazione della crema solare durante tutto l'arco della giornata, non solo all'inizio ma ogni 4-5 ore. Esistono creme solari che durano anche mentre si sta in acqua, tuttavia è opportuno, durante la giornata, fare una doccia con acqua dolce per poi riapplicare la protezione solare con la pelle asciutta.

4.    Evitare l'esposizione solare nelle ore più calde e non sostare in luoghi troppo riscaldati.

5.    Utilizzare sempre il doposole: non è un optional, ma è indispensabile per un effetto idratante, decongestionante, lenitivo, rinfrescante. Una pelle che ha subito le cosiddette "botte di sole" ha bisogno di ricompensare subito l'azione protettiva. Inoltre più la pelle viene tenuta idratata, più l'abbronzatura sarà duratura e luminosa.




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giovedì 11 luglio 2019

CHIRURGIA ESTETICA: BOOM DI RICHIESTE PER IL GLUTEO DA CALCIATRICE

CHIRURGIA ESTETICA: BOOM DI RICHIESTE PER IL GLUTEO DA CALCIATRICE

Il successo dei mondiali di calcio femminile ha ispirato nuovi canoni di bellezza.

 

Milano 11/07/2019 – Icone sportive ma anche di bellezza. Le donne del calcio, grazie ai mondiali appena terminati in Francia, hanno conquistato i cuori degli sportivi e non solo. Infatti, sono in crescita gli interventi di chirurgia estetica ai glutei ispirati dal fisico delle calciatrici. A rivelare la tendenza è Uberto Giovannini, chirurgo estetico milanese ambasciatore della French Touch, metodica basata sull'idea di una chirurgia estetica proporzionata e armoniosa: dove ogni intervento è programmato su misura.    

Un trend in linea con l'aumento delle procedure chirurgiche per l'aumento del gluteo che, secondo la  American Society for Aesthetic Plastic Surgery, negli ultimi 5 anni, hanno registrato un + 61%.

"L'avvento della liposcultura o lipofilling nel trattamento di questa regione ha aperto nuove frontiere nella gluteoplastica, in quanto i risultati, se ci si affida a mani esperte, sono sorprendenti, e rispetto alle protesi l'orizzonte chirurgico per cesellare un gluteo è molto più vasto e personalizzabile. Inoltre, gli studi sul comportamento degli adipociti, le cellule del grasso, associati alle evoluzioni tecnologiche hanno permesso di affinare la tecnica e renderla meno invasiva" spiega Uberto Giovannini, chirurgo estetico milanese.

 

Il campionato mondiale in Francia, che tanta visibilità ha dato al calcio femminile, ha messo dunque in evidenza i pregi sportivi ed estetici delle atlete, tanto da farle diventare modelli di bellezza a cui aspirare. In particolare, le donne ne apprezzano i glutei che grazie agli allenamenti costanti acquisiscono volumi e forme che chi si rivolge alla chirurgia estetica vorrebbe ottenere. Infatti, il gruppo muscolare più coinvolto quando colpiamo un pallone è quello superiore della gamba, compresi quadricipiti, ischiotibiali e glutei che hanno il compito di piegare e distendere il ginocchio della gamba con la quale si effettua il tiro. Il bacino è la parte incaricata di articolare le azioni di ogni gamba. Con l'aiuto dei glutei, partecipa, estendendosi, al movimento della gamba all'indietro per prendere il giusto impulso.



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