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domenica 17 febbraio 2019

AMORE TRA COLLEGHI DI LAVORO: PER IL 63% DEGLI ITALIANI NON È PIÙ UN TABÙ

AMORE TRA COLLEGHI DI LAVORO? 

PER IL 63% DEGLI ITALIANI NON È PIÙ UN TABÙ


Secondo l'indagine InfoJobs gli uomini sono più portati a vivere brevi flirt

mentre le donne e i millennials cercano l'amore

 

Milano, febbraio 2019 - Amore e lavoro, un binomio non sempre visto di buon occhio dalle aziende, che negli anni ha fatto però inevitabilmente capitolare generazioni di dipendenti, innamoratisi del collega di scrivania. Ma cosa ne pensano oggi gli italiani? Le relazioni in ufficio sono ancora tabù? A svelarlo un'indagine condotta da InfoJobs, piattaforma di reclutamento online n. 1 in Italia con oltre 5 milioni di candidati iscritti, secondo cui per il 63% degli intervistati non c'è nulla di male ad iniziare una relazione sul posto di lavoro e anzi è normale considerando che vi si passa la maggior parte della giornata (35%) e che sicuramente rende l'ufficio un luogo più piacevole dove stare (28%). A ritenerlo una fonte di distrazione è per contro il 37%, che ritiene possa addirittura creare problemi qualora il rapporto dovesse finire male, un dato che sale soprattutto nella fascia delle persone più adulte (43% tra chi ha 35-45 anni).

 

La maggior parte delle relazioni nasce indipendentemente dal livello gerarchico: al cuor non si comanda e ben il 64% non vede problemi a innamorarsi del capo o dello stagista. Nei fatti però solo il 10% degli oltre 5.500 rispondenti dichiara di aver effettivamente avuto una relazione d'amore in ufficio. La ragione principale è che il 49% è già impegnato, il 34% cerca di tenere separate vita privata e vita professionale, il 15% non è interessato a nessuno dei suoi colleghi ma c'è anche chi avrebbe voluto e non è stato contraccambiato (2%).

 

Tra coloro che hanno dichiarato di aver avuto una relazione in ufficio, ben il 63% ha vissuto una storia importante e, di questi, il 33% sta ancora insieme al collega. La percentuale di storie che ancora durano sale se si tratta di donne (46%) e di millennials (40,5% tra chi ha 25-35 anni) mentre nel caso degli uomini l'amore è continuato solo per il 25%. Uomini quindi più disposti a vivere un breve e appassionato flirt (32%) rispetto alle donne (16%) che preferiscono mettersi in gioco sul posto di lavoro solo quando ci sono di mezzo veri sentimenti.

 

La nuova situazione personale non ha inciso negativamente sulla produttività lavorativa per il 58% degli intervistati che hanno vissuto una storia d'amore in ufficio. Mentre, per il 29% la relazione ha dato nuovo entusiasmo e ha positivamente influenzato l'umore sul posto di lavoro. Solo il 6% ha confessato di aver avuto la testa tra le nuvole all'inizio della relazione.

 

E il rapporto con gli altri colleghi? Nella maggior parte dei casi è la coppia stessa che non ha problemi a rivelare a tutti la propria relazione (49%), solo il 17% preferisce confidarsi con pochi colleghi-amici mentre l'8% è stato costretto a farlo perché è stato accidentalmente scoperto.

 

*Indagine condotta a gennaio 2018 su un campione di 5.500 candidati ambosesso di età compresa tra i 25 e i 45 anni

InfoJobs è la piattaforma numero 1 in Italia per la ricerca di lavoro online, con oltre 5 milioni di utenti registrati, 2.500 aziende attive e 1.500 nuove offerte ogni giorno in 20 categorie diverse. Dal 2004, InfoJobs si propone di guidare l'evoluzione del tradizionale mercato del lavoro, abilitando in modo rapido e dinamico l'incontro tra aziende e candidati, utilizzando al meglio le potenzialità del digitale per offrire consulenza e soluzioni tailor-made centrate sull'utente.

InfoJobs, insieme a Subito, marketplace leader in Italia nella compravendita online, è parte di Schibsted, la multinazionale fondata in Svezia nel 1839 che oggi conta 8.000 dipendenti e opera con successo in 22 Paesi nei mercati editoriale (quotidiani, TV e free press), digital (news e annunci classificati) e mobile (servizi), raggiungendo ogni giorno 200 milioni di persone.



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mercoledì 13 febbraio 2019

LE TECNICHE ANTISTRESS CHE SALVANO L’AMORE CERTIFICATE DAI MEDICI: UNA VITA DI COPPIA SANA PASSA ANCHE DALLA REGOLA DELLE TRE “C”

ON LINE IL PRIMO EBOOK "ANTISTRESS: TEORIA E PRATICA" A CURA DELL'ENDOCRINOLOGA SERENA MISSORI

LE TECNICHE ANTISTRESS CHE SALVANO L'AMORE CERTIFICATE DAI MEDICI: UNA VITA DI COPPIA SANA PASSA ANCHE DALLA REGOLA DELLE TRE "C"

La dottoressa Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista: «Consapevolezza, conoscenza e coscienza per stare bene con se stessi e con il partner. Così lo stress da nemico diventa alleato»

"Omnia vincit amor et nos cedamus amori" ("L'amore vince tutto e noi cediamo all'amore") scriveva il poeta latino Virgilio. In effetti, l'amore vince tutto: a cominciare dallo stress, un meccanismo di difesa necessario per la nostra sopravvivenza ma che dobbiamo imparare a gestire per non esserne sopraffatti, anche nel rapporto di coppia, perché può addirittura diventare nostro alleato. In occasione di San ValentinoConsulcesi Club, in collaborazione con il provider ECM 2506 Sanità in Formazione, lancia un ebook (edito da Paesi Edizioni), on line gratuitamente su consulcesiclub .it, a disposizione di tutti i medici che vogliono saperne di più su come le tecniche antistress aiutino non solo la nostra salute, ma anche l'amore.

Nell'ebook "Antistress: Teoria e pratica", infatti, l'endocrinologa e nutrizionista Serena Missori e il dottor Alessandro Gelli rivelano i segreti per controllare gli effetti negativi dello stress attraverso esercizi pratici, una corretta alimentazione e l'assunzione di integratori specifici. Fondamentale per ottenere risultati positivi – e tenersi stretto il partner – è la motivazione, presupposto imprescindibile per l'applicazione della regola delle tre "C": consapevolezza, conoscenza e coscienza.

Bastano poche facili tecniche da applicare ogni giorno per mantenere l'equilibrio psico fisico e ritrovare la serenità perduta. Un allenamento quotidiano che nella sfera relazionale e sessuale allontana malumore, irritabilità e calo del desiderio. Consigli utili nella vita di tutti i giorni e preziosi per arrivare preparati (e rilassati) a San Valentino e trascorre in armonia con se stessi e con il proprio partner la festa degli innamorati.

Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, illustra la portata innovativa dell'operazione: «Dopo il grande successo del progetto dei Film Formazione, l'aggiornamento medico diventa ancora più coinvolgente e accattivante grazie alla nostra nuova collana di e-book. Con un semplice clic la Formazione a Distanza è adesso sempre a portata di mano, in linea con le esigenze di una professione, come quella medica, in cui il tempo sembra non bastare mai».

Punto di forza del progetto, l'individuazione di tematiche di forte interesse per i pazienti, per porre argine alla deriva della fake news in materia di salute, attraverso la predisposizione di contenuti divulgativi.



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domenica 10 febbraio 2019

IMCAS, CHIRURGIA ESTETICA: “Sempre più donne regalano ritocchini ai propri compagni”

 

A SAN VALENTINO ADDIO ALLE MANIGLIE DELL'AMORE

 

All'Imcas di Parigi, Giovannini: "Sempre più donne regalano ritocchini ai propri compagni. Blefaroplastica e Rinoplastica gli interventi più richiesti"

 

Milano, 07/02/2018 – L'amore è cieco, ma a San Valentino ci vede benissimo. Infatti, è proprio in occasione della festa degli innamorati che numerose coppie si rivolgono al chirurgo estetico. In particolare, sono le donne a richiedere consulenze agli specialisti per donare al proprio partner un nuovo sguardo o un addome piatto. A rilevare la tendenza, è stato il dottore Uberto Giovannini, durante la sua partecipazione a al 21° Congresso Imcas (International Masterclass on Anti Aging Science), tenutosi nei giorni scorsi a Parigi.

 

"Tra gli interventi estetici che le compagne regalano ai propri partner, in occasione di San Valentino e non solo, primeggiano la blefaroplastica per le borse sotto gli occhi e il peeling per le occhiaie. Seguiti dalla rinoplastica, non solo chirurgica, ma anche medica che consiste nel solo utilizzo di acido ialuronico per rimodellare il naso. Allontanandoci dal viso, il rimodellamento dei pettorali, che può essere di riduzione in caso di ginecomastia o di aumento con lipofilling, è in costante crescita. Infine, i trattamenti hair care con iniezioni nel cuoio capelluto per contrastare la caduta dei capelli, la liposuzione dell'addome e, sempre più spesso, anche delle maniglie dell'amore" spiega il dottore Uberto Giovannini, chirurgo estetico milanese formato alla French Touch, una metodica di chirurgia estetica di estrema eleganza, ispirata ai grandi couturier: dove ogni intervento è programmato su misura.

 

Un regalo senza dubbi molto personale, per questo: "Anche se un ritocco è un dono del partner, l'obiettivo deve sempre essere quello di raggiungere un risultato naturale e personalizzato per ogni paziente, applicando i principi della haute couture alla chirurgia e medicina estetica – continua Giovannini - lontano dagli stereotipi classici, la chirurgia estetica non é né frivola né superficiale, ma permette anzi ai pazienti di riconciliarsi con la propria immagine. E' una sorgente di realizzazione dei propri desideri, un vero regalo per il proprio benessere, e in questo caso anche per quello del partner". Rientrato a Milano dopo un lungo percorso internazionale, che gli ha permesso di acquisire tecniche chirurgiche all'avanguardia e di collaborare con i migliori professionisti a livello mondiale, il dottore Uberto Giovannini porta da sempre avanti l'idea di una chirurgia estetica proporzionata e armoniosa. 



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martedì 8 gennaio 2019

Moda: Maison Signore acquisisce "Le Spose di Sofia" e lancia "Sofia Haute Couture"


Moda: Maison Signore acquisisce "Le Spose di Sofia" e lancia "Sofia Haute Couture"
L'azienda leccese entra a far parte della casa di moda leader nel bridal fashion artigianale e Made in Italy. Nel 2017 Maison Signore aveva acquisito lo storico brand di Putignano Giovanna Sbiroli

Continua la crescita di Maison Signore anche attraverso le acquisizioni, anche stavolta in terra pugliese. L'ultima operazione si chiama "Le Spose di Sofia", azienda leccese famosa ed apprezzata per il prodotto di qualità tutto made in Italy, con una capillare penetrazione nel mercato nazionale.
A seguito della possibile chiusura dell'azienda o vendita a player internazionali del settore, Maison Signore ha rilevato l'impresa, assicurando così continuità di lavoro ai 20 dipendenti ed a tutto l'indotto.
L'azienda, guidata dall'amministratore Gino Signore si avvia a rilanciarla dopo aver operato un restyling del brand che diventa "Sofia Haute Couture" e della linea, resa più attuale e fashion oriented. 

"Con l'acquisizione della Spose di Sofia- dichiara l'amministratore di Maison Signore Gino Signore – aggiungiamo un'ulteriore tassello alla nostra strategia di crescita per linee interne ed esterne: stiamo sviluppando sempre di più le nostre attività di internazionalizzazione e di crescita nei nostri mercati di riferimento sempre mantenendo salda la nostra presenza nel mercato domestico e parallelamente stiamo valutando ulteriori realtà produttive ed ulteriori brand del nostro made in Italy, artigianale e di alta qualità, da acquisire.
La nuova collezione è frutto di una selezione accurata dei migliori materiali, con abiti realizzati esclusivamente nei laboratori aziendali e realizzati su misura in modo da poter esaudire i desideri e soddisfare le esigenze di ogni sposa". 

Per Maison Signore, azienda capace di conquistare la leadership di settore nella produzione artigianale di abiti da sposa, continua così un'espansione che va di pari passo con la salvaguardia del made in Italy, in particolar modo se prodotto al Sud. In Puglia, nel 2017, Maison Signore ha già rilevato lo storico brand Giovanna Sbiroli, da oltre mezzo secolo icona nel mondo dell'alta moda sposa, aprendo un'unità produttiva a Putignano,  capitale del bridal dove si realizza più del 40% della produzione italiana del settore.

"Con Sofia Haute Couture - dichiara il direttore creativo di Maison Signore Vittoria Foraboschi - in piena coerenza con lo stile dei brand di Maison Signore, la qualità italiana, fatta di materie prima d'eccellenza ma anche di eleganza e di stile, si propone alla portata di un vasto pubblico, con un grande assortimento di abiti meravigliosi che fasciano le silhouette esaltandone la femminilità. I modelli spaziano tra volumi ampi e forme sinuose e avvolgenti, per abiti dalla vestibilità essenziale e sofisticata: lavorazioni in pizzo si alternano a tessuti lasciati nudi, sobri, resi unici dal taglio e dalle linee."

Maison Signore
Più di quaranta anni di attività nel mondo del bridal fashion, più di duemila metri quadrati di showroom tra gli Atelier di Napoli, Aversa e Caserta, quattro collezioni e più di quattrocento modelli diversi di abiti da sposa ogni anno: sono alcuni dei numeri di Maison Signore. 
Fin dal 2014 l'azienda ha arricchito la sua proposta aggiungendo alle collezioni Signore Excellence e Victoria F, che hanno reso celebre e portato al successo la Maison, e la collezione "Seduction" per le spose che osano anche nel giorno del proprio matrimonio e non vogliono passare inosservate.
Gli abiti di Maison Signore sono interamente Made in Italy e realizzati rigorosamente a mano da sarte e ricamatrici esperte. Tra i punti di forza dell'azienda, la personalizzazione del prodotto: a richiesta, tessuti, materiali e pietre preziose possono essere scelti dalle clienti.
Maison Signore è così diventata un punto di rifermento nel settore ed oggi i suoi abiti sono nei più importanti showroom italiani, degli Stati Uniti e del Far East. Tra i successi più recenti, il trunk show di Maison Signore da Kleinfeld a New York, il tempio dell'alta moda sposa degli Usa ha dedicato più di una settimana alla Maison, che ha presentato in anteprima assoluta le nuove collezioni e ha fatto conoscere alle esigenti spose americane il design, l'artigianalità e la professionalità italiana, che la caratterizzano come un unicum nel suo campo di attività.
Per le future spose, affidarsi alla Maison Signore vuol dire, non solo indossare un abito esclusivo, ma anche ricevere una consulenza stilistica completa, mirata a rendere il proprio matrimonio un evento indimenticabile.


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sabato 22 dicembre 2018

Chirurgia estetica. Bellezza, i trend 2019: labbra ad arco di Cupido, trapianto di barba e diastasi addominali per le mamme

Bellezza, i trend del 2019: labbra ad "arco di Cupido", trapianto di barba e sopracciglia e diastasi addominale per le mamme

"L'Italia è quinta al mondo per numero di trattamenti: il trend è interventi mini-invasivi e risultati naturali. In crescita i pazienti uomini" dice il professor Raffaele Rauso, past president della Federazione Italiana Medici Estetici

 

Non conosce battute d'arresto la passione degli italiani per medicina e chirurgia estetica. L'Italia si conferma il quinto Paese al mondo per interventi di chirurgia e medicina estetica, dietro a Stati Uniti, Brasile, Giappone e Messico (dati ISAPS 2017). Anzi, in una società dove social e selfie sono sempre più importanti, l'attenzione per l'aspetto fisico resta prioritario: secondo i dati dell'American Society of Plastic Surgeons, negli Stati Uniti il numero di procedure cosmetiche mini-invasive è cresciuta quasi del 200% dal 2000 a oggi e non ci sono segnali che il ritmo di crescita rallenti. "Gli italiani sono molto attenti al proprio aspetto e ormai andare dal chirurgo plastico non è più un tabù, ma un fatto accettato socialmente - dice il professor Raffaele Rauso,  docente all'Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli e past president di FIME  associazione scientifica di medicina estetica -. La richiesta principale è per interventi naturali e mini-invasivi: l'obiettivo dei pazienti è diventare una versione migliore di se stessi, senza eccessi o stravolgimenti".

Ecco le previsioni per il 2019 del professor Rauso:

1)        Labbra ad "arco di Cupido". Uno dei trend del 2019 sarà senza dubbio il lip lift, ossia il lifting alle labbra per avere il labbro superiore all'insù che, a differenza dei filler, è definitivo. "L'intervento consiste in un'incisione a forma di corno di bufalo sotto il naso che permette di sollevare il labbro superiore con un effetto carnoso e sensuale – afferma Rauso -. È un piccolo intervento chirurgico che oggi è più richiesto dei filler alle labbra in quanto definitivo e da non ripetere come dopo l'utilizzo dei filler. Piace non solo alle donne, ma anche agli uomini".

2)        Trapianto di barba e sopracciglia. Sempre più uomini fanno crescere la barba, mentre le donne hanno detto addio alle sopracciglia iper-sottili per averle più folte: la conseguenza è che un numero crescente di pazienti ricorre al trapianto di peli per rinfoltire zone svuotate. "Spesso sul viso degli uomini la barba non cresce in modo omogeneo, ma ci sono zone glabre o meno folte, per questo si ricorre al trapianto utilizzando una tecnica simile a quella del trapianto di capelli, anche se la distribuzione dei bulbi è differente tra barba e capelli – spiega il professor Rauso -. Allo stesso modo le donne, dopo anni di epilazione, si trovano con sopracciglia sottilissime e, per rinfoltire l'arcata, decidono di sottoporsi al trapianto".

3)        Diastasi post-parto. Tornare in forma dopo il parto è difficile, ma in alcuni casi per riuscirci l'uso del bisturi è inevitabile. È quello che succede alle donne che soffrono di diastasi addominale, ossia l'apertura dei muscoli addominali verticalmente sopra e sotto l'ombelico: un disturbo diffuso ma poco conosciuto, che può essere corretto solo chirurgicamente: "La diastasi consiste in un cedimento della regione anteriore dell'addome e comporta un cambiamento posturale – afferma il past president FIME -. I disturbi non sono solo estetici, ma anche funzionali, con mal di schiena ed ernie. Inoltre il problema, se non trattato chirurgicamente, peggiora con il tempo. Pur essendo un inconveniente post-parto piuttosto diffuso, è ancora poco conosciuto: ora grazie a internet e ad associazioni dedicate se ne comincia a parlare, ma sicuramente il numero di operazioni di diastasi addominali è destinato a crescere nel 2019 come lo è stato per gli scorsi anni".

4)        Volto più giovane coi filler di nuova generazione. "In questi ultimi anni gli iniettabili hanno conosciuto un vero e proprio boom: sono procedure mediche poco invasive che permettono di ottenere risultati naturali senza necessità di degenza – rileva il prof. Rauso -. I filler di nuova generazione sono iniettati in profondità, consentendo di ottenere risultati naturali e duraturi, ripristinando la morfologia del volto fin dall'impalcatura ossea che nel tempo tende a rimaneggiarsi e riassorbirsi, con tecniche che hanno un'impronta quasi chirurgica. Fino a qualche anno fa i filler venivano iniettati solo nei tessuti più superficiali come cute e sottocute mentre oggi, grazie a nuovi studi sull'invecchiamento, si è capito che l'esclusivo aumento di volume superficiale crea solo un "anomalo gonfiore", concetto ben lontano dal ringiovanimento. Anche con i filler di nuova generazione, bisogna evitare di rivolgersi a medici non specializzati in estetica: il rischio, con iniezioni in profondità, è lesionare nervi e vasi sanguigni di calibro maggiore rispetto ad i capillari che si incontrano in superficie oppure la "puffy face", ossia visi con un effetto gonfio poco naturale".

5)        Aumento del seno per le neo-mamme. "La mastoplastica additiva si conferma un intervento molto in voga tra le donne – afferma il professor Rauso -. Le pazienti che lo richiedono sono soprattutto mamme tra i 30 e i 40 che, dopo le gravidanze, soffrono per il seno cadente e svuotato e vogliono tornare ad avere il décolleté che avevano prima del parto. Oggi molte più donne si avvicinano a questo tipo di chirurgia per via di alcune migliorie: ci sono protesi senza indicazione alla sostituzione nel tempo e soprattutto più morbide rispetto al passato".

6)        Il ritorno della rinoplastica. L'intervento di rimodellamento del naso è particolarmente in auge: "Nell'ultimo anno ho riscontrato un aumento dei casi di rinoplastica: a incentivare i pazienti sono le tecniche ormai indolore e la diminuzione dei tempi post-operatori" spiega il professor Rauso.

7)        "Congelare" il grasso di troppo. Per il rimodellamento del corpo, l'intervento più promettente è la crioliposi. "È efficace per rimuovere accumuli adiposi, funziona applicando una fonte di freddo per circa 40 minuti sulla zona da trattare: questo determina un surgelamento degli adipociti che poi vanno incontro a "morte" – dice Rauso – Le zone più trattate sono le cosiddette maniglie dell'amore, addome e culotte de cheval: per ottenere un risultato buono e duraturo sono necessarie più sedute".

8)        Uomini in aumento. Sono ancora una minoranza esigua rispetto al totale dei pazienti, per la stragrande maggioranza donne, ma il numero di pazienti uomini è in continua crescita, con una percentuale stimata del 14.4% (dati Isaps 2017). "Gli uomini vanno sempre più spesso dal chirurgo plastico perché vogliono essere più giovani e competitivi sul lavoro, ma anche per piacersi di più quando si guardano allo specchio, come dimostra la crescita di interventi per il trapianto di barba o per il lip lift" conclude il professor Rauso.

 

Raffaele RausoIl chirurgo plastico Raffaele Rauso, particolarmente noto nel campo della chirurgia e medicina estetica del volto e del seno, è attualmente professore aggregato in Chirurgia Maxillo-Facciale all'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" a Napoli. Si è laureato in Medicina e Chirurgia alla Seconda Università degli Studi di Napoli con 110/110 con lode e plauso al curriculum a soli 24 anni. Nella stessa università ha poi conseguito, con il massimo dei voti, la specializzazione in Chirurgia Maxillo-Facciale. Durante il quinquennio ha effettuato attività formative in Italia e all'estero, in particolar modo ha perfezionato le conoscenze e la pratica chirurgica con due fellowship: una all'Università di Basilea (Svizzera) e un'altra al GSR Facial Plastic Surgery Institute (l'Istituto di Chirurgia Plastica Facciale che nel 2008 ha eseguito il maggior numero di interventi in campo cranio-facciale al mondo) in Hyderabad (India). Terminata la specializzazione, e dopo aver acquisito notevoli competenze nella chirurgia plastica facciale, ha proseguito gli studi, conseguendo un Master di II livello in Chirurgia Estetica all'Università degli Studi di Milano, un ulteriore Master di II livello in Chirurgia Ricostruttiva della Mammella all'Università degli Studi "La Sapienza" in Roma, un diploma post-lauream in "Tecniche microchirurgiche" al Polo di Biotecnologie dell'Ospedale Cardarelli in Napoli e un Dottorato di Ricerca in Chirurgia Plastica, Anatomia e Dermatologia all'Università degli Studi "La Sapienza" in Roma. In questi anni ha raggiunto un'elevata competenza nei trattamenti chirurgici plastico-estetici della mammella e del corpo. Dal 2011 al 2017, il professor Rauso è stato docente al CLOPD dell'Università degli Studi di Foggia insegnando la chirurgia malformativa cranio-facciale agli studenti del V anno. Dal 2008, è chirurgo plastico volontario per associazioni di volontariato che si occupano di operare bambini affetti da deformità del volto ed esiti di ustione in paesi in via di sviluppo. Tra le diverse nazioni ove ha prestato la sua opera si annoverano: Etiopia, Senegal, Gabon, Uganda, Giordania, Paraguay, Brasile, etc. Da sempre coinvolto nella ricerca scientifica, è autore di numerosi articoli presenti su pubmed.com (la biblioteca informatica medica più importante al mondo) e di capitoli su opere chirurgiche nell'ambito della Chirurgia Plastica Estetica, della Medicina Estetica e della Chirurgia Cranio Facciale. Relatore ai più importanti congressi Europei e Mondiali (tra cui Dermatology 2013  a Chicago, Usa), è socio delle più importanti società europee nel campo plastico estetico e maxillo-facciale come: EAFPS (European Academy of Facial Plastic Surgery), EACMFS (European Association for Cranio Maxillo Facial Surgery), AICPE (Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica), SICPRE (Società Italiana Chirurgia Plastica Estetica), etc. Oltre all'attività universitaria, il professor Rauso lavora come libero professionista nel campo della chirurgia plastica estetica a Roma, Napoli e Caserta, seguendo standard elevatissimi ed eseguendo buona parte degli interventi in sedazione (evitando pertanto l'anestesia generale) per garantire ai suoi pazienti una rapidissima ripresa nel post-operatorio, con risultati naturali e duraturi.




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giovedì 20 dicembre 2018

Nuove aperture. Il design di Nava si specchia sulla centralissima via Italia, a Monza.

Nuove aperture. Il design di Nava si specchia sulla centralissima via Italia, a Monza.

 

Dopo il negozio di Roma e il flagship store di via Durini 2, a Milano, Nava sceglie Monza come nuova location per i suoi prodotti di design.

Gli zaini, le borse, gli orologi, i calendari, i notes, le agende del noto brand milanese, distintosi nei suoi 50 anni di storia per le numerose collaborazioni con designer internazionali come Max Huber, Massimo Vignelli, Bob Noorda, Giulio Confalonieri, Enzo Mari, Hanz Waibl, Pino Tovaglia, Kuno Prey ed Ettore Sottsass, si specchiano ora sulle vetrine di via Italia 3, ex spazio C'Art.

Creazioni evolute, quelle di Nava, caratterizzate tutte da un "urban mood" attento allo stile ma allo stesso tempo pratico. Un mondo da scoprire. Anche a Monza.

mercoledì 19 dicembre 2018

Imprenditoria femminile. ALLARME: ANCORA TROPPO BASSA LA PRESENZA FEMMINILE AI VERTICI DELLE AZIENDE ITALIANE.


ALLARME: ANCORA TROPPO BASSA LA PRESENZA FEMMINILE AI VERTICI DELLE AZIENDE ITALIANE.

Anche tra le 724 Imprese Eccellenti, identificate dall'OSSERVATORIO PMI 2018 di Global Strategy, le donne occupano solo il 19% delle posizioni apicali.

 

 

Global Strategy, società di consulenza strategica e finanziaria fondata e guidata da Antonella Negri-Clementi, ha presentato lo scorso ottobre i risultati della decima edizione dell'Osservatorio PMI: sono state identificate 724 aziende Eccellenti, che hanno registrato negli ultimi 5 anni risultati sistematicamente migliori rispetto ai competitor di settore in termini di crescita, redditività e solidità finanziaria.

Dall'analisi è emerso che il 75% delle 724 Eccellenti è amministrata da un Consiglio di Amministrazione, mentre il restante 25% da un Amministratore Unico, per un totale di 2.369 tra Amministratori e Consiglieri, di cui 1.913 uomini e 456 donne (cioè il 19% del totale).

In particolare, il 57% degli Organi Amministrativi delle aziende eccellenti è costituito esclusivamente da uomini.  Nel restante 43% è presente una componente femminile, che però, in molti casi, si limita ad una presenza "obbligata" per le "quote rosa". Con il crescere del numero di Consiglieri aumentano le Aziende con donne nel CdA ma non la percentuale di donne sul totale degli Amministratori.

Gli Amministratori hanno un'età media di 56,4 anni; in media le Amministratrici donna sono più giovani di 2,1 anni rispetto agli Amministratori uomo (54,7 vs 56,8 anni).

A livello geografico la maggior penetrazione di Eccellenti con presenza di donne tra gli Amministratori e Consiglieri sul totale delle Eccellenti si registra nelle regioni del Nord Ovest (il 50% contro il 43% a livello nazionale) e la minore nel Sud e nelle Isole

(18%).

I macrosettori nei quali è maggiore, in percentuale, la presenza di Aziende Eccellenti con almeno una componente femminile nell'Organo Amministrativo sono il Manifatturiero (45%), e i Servizi (46%), il Commercio si attesta al 37%. Nella fattispecie, Meccanica e Alimentari e Bevande sono i settori che più si distinguono.

"Abbiamo recentemente presentato i risultati della decima edizione dell'Osservatorio PMI - dichiara Antonella Negri-Clementi, Presidente e AD di Global Strategy - e ne sono orgogliosa. Abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano un'Italia che cresce in maniera straordinaria. Ho però avuto modo di constatare con rammarico, ancora una volta, la scarsa presenza di donne in posizioni di vertice ed apicali, soprattutto se confrontata con l'universo delle Società quotate, ovviamente più avanti delle altre Aziende in termini di governance e prassi manageriali: ed è un peccato perché ritengo che l'approccio femminile in molte situazioni, per sensibilità, senso pratico e vision, apporterebbe un notevole valore aggiunto e permetterebbe all'economia italiana il salto di qualità che ci porterebbe ai livelli auspicati".

 

Nell'immagine: Antonella Negri-Clementi, Presidente e AD di Global Strategy.



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