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venerdì 5 giugno 2015

Agorafobia e la “paralisi” delle emozioni

Vogliamo introdurre l'argomento dell'articolo (l'agorafobia) con il seguente elenco di manuali:
  • Manuale di gruppoanalisi. Oltre l'individuo: teoria, tecnica e indicazioni della psicoanalisi “attraverso” il gruppo, di Marco Zanasi e Nicola Ciani;
  • manuale dell'aura Soma, di Mike Booth;
  • Disturbo di panico e agorafobia. Manuale per chi soffre del disturbo, di Pierluigi Morosini, Daniele Piacentini, Daniela Leveni;
  • L'arte dell'ovvio. Nella psicoterapia e nella vita di ogni giorno, di Bruno Bettelheim e Alvin A. Rosenfeld;
  • Disturbi d'ansia in medicina interna, di Roberto Manfredini;
  • Panico e fobie. Le risposte a tutti i dubbi, di Vittorio Cei;
  • Panico, ossessione e fobie: psicobiologia dell'ansia. Dalle origini del comportamento ai rapporti familiari, di Giulio Meldolesi


In cosa consiste l'agorafobia?


Vi sentite inferiori o poco fiduciosi in voi stessi e vi tenete a “debita distanza” dai posti non familiari? Nella vostra mente prevalgono pensieri aggressivi? Temete di non sapervi comportare nelle situazioni sociali? Avete paura di essere osservati e di fare brutte figure? Tendete ad evitare sempre più i contesti che potrebbero arrecarvi imbarazzo? Queste ed altre sensazioni sono piuttosto ricorrenti in tutti coloro che soffrono di un noto disturbo d'ansia: l'agorafobia. Essa consiste in una costante sensazione di paura o di disagio che una persona prova quando si ritrova in ambienti non familiari o in luoghi da cui risulterebbe difficile (o anche imbarazzante) allontanarsi.

Una vita fatta di evitamenti
Più studiosi sono concordi nel pensare all'agorafobia come una delle manifestazioni ansiose più invalidanti che ci siano e tale pensiero non si discosta poi tanto dalla realtà. Il soggetto agorafobico sente la sua esistenza compromessa, sviluppa una sorta di dipendenza dalle mura domestiche ed è “costretto” ad uscire solo se in compagnia di una persona fidata. Il suo “handicap” è alimentato da comportamenti e ripetuti evitamenti fobici, rituali compulsivi e porta ad una vera e propria “paralisi” delle emozioni. In altre parole, chi soffre di agorafobia si tiene alla larga (o sopporta con grande disagio) da situazioni come:  l'essere fuori casa da soli, in mezzo alla folla, in coda al supermercato o in un ufficio postale affollato, l'attraversamento di un ponte, il viaggiare in autmobile o con altrri mezzi di trasporto (treni, autobus, pullman...), così come il trovarsi in luoghi chiusi e angusti.
È importante non trascurare il disturbo per nessun motivo. L'agorafobia, infatti, in assenza di terapia può divenire cronica (con fasi altalenanti).


L'agorafobia e gli attacchi di panico
Forse non tutti sanno che quella dell'agorafobia è una condizione psicopatologica spesso associata ad un altro noto disturbo d'ansia: il panico. Non tutti conoscono tale “associazione”, tuttavia è errore comune scambiare i due malesseri. Ad ogni modo, a differenza dell'agorafobia, il panico consiste in una forte sensazione di paura o terrore slegato dalla riflessione e dalla logica, che scatta di fronte ad un pericolo (presunto o reale che sia). Un attacco di panico domina la ragione e può manifestarsi in qualsiasi momento e luogo. Si caratterizza inoltre per l'insorgenza improvvisa di svariati sintomi, come:  nause, dolori al petto, formicolio agli arti superiori, tremori, sensazione di instabilità e sbandamento, iperventilazione, principio di parestesia agli arti, sensazione di perdere il controllo, palpitazioni, sudorazione e così via.

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