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giovedì 11 ottobre 2018

11/10: Settima Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze: per celebrarla, al via a MILANO la #OrangeRevolution di Terre des Hommes. Oltre 100 comuni si tingeranno di arancione per dire NO alla violenza di genere.

11 ottobre 2018
Settima Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze
La celebrazione a Milano con la #OrangeRevolution di Terre des Hommes

Ascolto e monitoraggio, lavoro di rete, formazione, innovazione: quattro assi formidabili per il contrasto e la prevenzione della violenza e stereotipi di genere

Milano raccoglie la sfida lanciata da Terre des Hommes per guidare la lotta contro la violenza sulle bambine, le discriminazioni e gli stereotipi di genere. Grazie alla collaborazione di istituzioni locali, organizzazioni della società civile e ragazzi è possibile creare un circuito virtuoso e arrivare a un vero cambiamento culturale sulle questioni di genere. 

La celebrazione della settima Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze a Palazzo Marino nell'ambito della Campagna Indifesa è stata l'occasione per Terre des Hommes di ribadire la necessità di far rete e promuovere il protagonismo dei ragazzi per assicurare l'ascolto dei loro bisogni e proposte, ma anche offrire formazione agli insegnanti e agli stessi studenti per contribuire a farne cittadini consapevoli in grado di superare la violenza e gli stereotipi. Come hanno dimostrato alcune delle realtà attive nel campo dell'educazione e comunicazione, è necessario innovare linguaggi e modalità d'intervento per avvicinarsi sempre di più ai giovani e contribuire alla costruzione di un ecosistema digitale rispettoso delle persone.

"Il drammatico aumento delle vittime minorenni di reati richiede un maggiore impegno per il contrasto e la prevenzione della violenza contro i bambini, in particolar modo le bambine, che sono la maggioranza dei 5.788 casi registrati in Italia nel 2017[1]," dichiara Donatella Vergari, Segretario Generale di Terre des Hommes. "Milano è stata tra le prime città ad aderire al nostro Manifesto #indifesa, impegnandosi a mettere in atto azioni efficaci per la protezione dei bambini attraverso l'elaborazione di politiche e piani specifici di sensibilizzazione per la prevenzione e il contrasto della violenza e le discriminazioni di genere, il bullismo e il cyberbullismo. Siamo molto felici di questa risposta così entusiasta della nostra città, anche perché abbiamo già avviato un progetto con la Garante per l'Infanzia di Milano per la collaborazione su questi temi."

"Ogni istituzione dovrebbe raccogliere, nel suo piccolo, la sfida che ci pongono davanti le migliaia di bambine che ogni giorno subiscono violenza e discriminazioni. – dichiara l'assessore alle Politiche sociali e Diritti del Comune di Milano, Pierfrancesco MajorinoIl Comune di Milano non si tira indietro ed è a fianco di Terre des Hommes nella sua battaglia, che è anche la nostra, per tradurre in realtà quel cambiamento necessario affinché lo scempio di una bambina violentata o discriminata non si ripeta mai più".

Tre i premi indifesa 2018 assegnati durante la conferenza:
-          a Freeda, per il rilevante impegno messo in campo per superare le discriminazioni e gli stereotipi di genere partendo dall'empowerment delle ragazze e per aver contribuito a diffondere una cultura del rispetto reciproco, mantenendo una grande attenzione sulla qualità e sulla bellezza della comunicazione. Ritira il premio Gianluigi Casole, Co-Founder di Freeda Media;
-          a Parole O_Stili, per aver contribuito a ridurre, arginare e combattere le pratiche e i linguaggi negativi in Rete, riuscendo a coinvolgere, in maniera innovativa,  istituzioni, opinion maker, media, cittadini e il vasto mondo delle scuole di ogni ordine e grado. Ritira il premio l'esperta di comunicazione Anna Maria Testa;
-          al progetto #Dalla Parte di Nice di Hic Sunt Leones per aver raccontato con uno stile sempre avvincente la storia di Nice, Mariam e di tante altre ragazze che con coraggio e determinazione, in varie parti dell'Africa, hanno spezzato la catena della tradizione delle mutilazioni genitali femminili, del controllo maschile sul corpo e sulla vita delle donne/bambine. Hanno ritirato il premio il giornalista Angelo Ferrari e Mariam Konaté.

Hanno consegnato i premi i ragazzi e le ragazze di Radio USB – Network indifesa, dell'Istituto Borsi di Milano assieme a Donatella Vergari – Segretario Generale Terre des Hommes e Gaetano Galeone, Presidente del Comitato Permanente di Terre des Hommes.

Sono intervenuti: Diana De Marchi, Presidente Commissione Pari Opportunità Comune di Milano, Cristina Carelli, Coordinatrice Casa delle Donne Maltrattate di Milano – Consigliera nazione Rete DiRe, Francesca Maria Montemagno, Presidente Pari o Dispare, Anna Maria Caruso, Garante dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza – Città di Milano, Betty Pagnin, People&Culture Director in OneDay Group ScuolaZoo, Nicola Iannacone, ATS Città Metropolitana di Milano –Educapari – Programma di Educazione tra pari, Laura Galimberti, Assessora Istruzione Comune di Milano.

L'evento a Palazzo Marino sarà seguito stasera alle 20.30 da Stand Up for Girls: una serie di short talks organizzati da Terre des Hommes e 5x15 Italia presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano per cambiare il nostro modo di guardare alle questioni di genere. Intervengono Nina Zilli, cantautrice e musicista; Gianluca Foglia, vignettista; Veronica Yoko Plebani, atleta; Sara Melotti, fotografa; Brando Pacitto, attore, e i ragazzi della rete di Educapari dell'ATS Città Metropolitana di Milano Emanuela De Souza, Chiara Piccoli e Gabriel Borbei. Introdurrà Massimiliano Tarantino, Segretario Generale Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

Prima dell'evento, a sottolineare l'adesione al Manifesto di indifesa, Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, si illuminerà di arancione per dire NO alla violenza sulle bambine e sulle ragazze.

Sempre nell'ambito della Campagna di Terre des Hommes lunedì 15 ottobre allo Spazio Sala Colonne - Fabbrica del Vapore di Milano alle 18, sarà inaugurato il Premio artistico MENOTRENTA indifesa-Arte contro la violenza di genere. Mostra di Opere e Progetti di giovani Artisti organizzato dall'Associazione Le Belle Arti - Progetto Artepassante. 

LA #ORANGEREVOLUTION PER SOSTENERE INDIFESA DI TERRE DES HOMMES
Terre des Hommes ha organizzato una celebrazione speciale della Settima Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze l'11 ottobre coinvolgendo un centinaio di Comuni e Regioni italiane che hanno aderito al Manifesto #indifesa impegnandosi a mettere in atto azioni efficaci per la protezione dei bambini e in particolar modo delle bambine, attraverso l'elaborazione di politiche e piani specifici di sensibilizzazione per la prevenzione e il contrasto della violenza e le discriminazioni di genere, il bullismo e il cyberbullismo e la mappatura dei progetti che sul loro territorio si occupano di questi fenomeni. Ai Comuni abbiamo anche chiesto di dotarsi di una vera e propria Carta dei diritti delle bambine, sottolineando così quanto ancora ci sia da lavorare sul fronte delle discriminazioni e delle violenze. In particolare abbiamo deciso di promuovere la Carta delle Bambine elaborata da Fidapa BPW Italia, coerentemente con l'obiettivo di trasformare sempre di più indifesa in una campagna "di rete".
Per rendere visibile questo impegno i Comuni aderenti esporranno uno striscione arancione, colore che è, da anni, il colore scelto da Terre des Hommes e dalle Nazioni Unite per dire NO alla violenza di genere.

La #OrangeRevolution di Terre des Hommes vive anche sui social media dove combatteremo parole ostili e violenza contro le donne con una pioggia di fiori, simbolo di gentilezza e bellezza. Fiori arancioni naturalmente, scaricabili dalla pagina indifesa .org con cui scattare una foto e postarla l'11 di ottobre sui social usando gli hashtag #indifesa e #OrangeRevolution. In alternativa è possibile cambiare la foto del proprio profilo FB usando la cornice arancione della Campagna indifesa, disponibile nella pagina facebook/terredeshommesitalia.

Alla Campagna "indifesa" è stata conferita la medaglia del Presidente della Repubblica.
La Campagna "indifesa" ha il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell'ANCI.
Partner della Campagna Indifesa sono FIDAPA BPW Italia e Kreattiva.
Sostengono la campagna BIC®, Douglas, Limoni, La Gardenia e MainAd Srl.

I PROGETTI DI TERRE DES HOMMES A FAVORE DI BAMBINE E RAGAZZE
La Campagna indifesa di Terre des Hommes, nata nel 2012, ha come obiettivo quello di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulle gravi violazioni dei diritti delle bambine e delle ragazze che ogni giorno si verificano nel mondo e sull'importanza di assicurare loro protezione e sostegno.
Nel corso degli anni, la Fondazione Terre des Hommes si è impegnata per cambiare la vita di bambine e ragazze con significativi interventi internazionali, come i progetti in Giordania, Bangladesh e Mozambico in favore delle baby spose e in Costa d'Avorio per le baby mamme. Terre des Hommes fa parte della Coalizione internazionale Girls Not Brides (Spose Non Bambine) per eliminare il fenomeno dei matrimoni precoci. In Libano e nel Kurdistan Iracheno, la Fondazione si è impegnata nel contrasto allo sfruttamento lavorativo delle bambine e bambini rifugiati. In Perù molte baby schiave domestiche hanno riavuto il diritto ad un'adeguata istruzione scolastica, in grado di offrire la prospettiva di un lavoro qualificato. Numerose ragazze vittime di sfruttamento e abusi, ospiti del Centro (Hogar) Yanapanakusun, hanno beneficiato di borse di studio per specializzarsi professionalmente.
In Bangladesh, Paese dove la violenza di genere è molto diffusa (il 73% delle ragazze e delle donne consultate nell'ambito di un nostro progetto negli slum di Dacca ha detto di aver subito violenza dal proprio partner almeno una volta), Terre des Hommes ha sviluppato una APP con cui più di 2000 ragazze sono collegate virtualmente tra di loro con telefoni cellulari di nuova e vecchia generazione e possono accedere ad una lista di servizi relativi a salute, sicurezza, aiuto legale, istruzione, formazione professionale e lavoro disponibili nella zona in cui vivono.  

IL NETWORK RADIOFONICO INDIFESA PER COMBATTERE LA VIOLENZA DI GENERE, PARTENDO DAI RAGAZZI E DALLE RAGAZZE
Terre des Hommes, assieme alla associazione Kreattiva, ha dato vita anche al Network indifesa, la prima rete italiana di web radio e giovani ambasciatori contro la discriminazione, gli stereotipi e la violenza di genere, bullismo, cyber-bullismo e sexting. È una rete fondata sulla partecipazione e il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze, attraverso il coinvolgimento attivo in tutte le fasi del progetto, dalla ideazione dei contenuti alla creazione di percorsi di peer education, dall'attivazione delle comunità locali all'organizzazione di eventi. L'iniziativa nasce da un progetto pilota che nel 2018 ha visto la partecipazione di diverse web radio scolastiche pugliesi stimolando gli studenti degli istituti secondari di secondo grado a realizzare programmi radio mirati alla conoscenza e alla riflessione su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere. Dopo essere stata ospite dell'ultimo Radio City Milano, adesso Radio Indifesa si estenderà a tutto il territorio nazionale grazie anche al finanziamento del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di BIC® e BIC Foundation e del gruppo Douglas, Limoni, La Gardenia. Al network hanno già aderito Radio Kreattiva e Radio Panetti di Bari, Radio Sonora dei comuni della Bassa Romagna, Radio USB di Milano, Radio daSud di Roma, Radio Gel di Assisi, Mare di Libri di Rimini e Radio Revolution Parma insieme all'Associazione San Martino.


[1] Dati Interforze elaborati per il Dossier Indifesa 2018 di Terre des Hommes

lunedì 19 febbraio 2018

Elezioni 2018: un voto e un impegno per combattere la violenza sulle donne. Al via la campagna “Lascia il segno. Quello giusto!”

Elezioni 2018: un voto e un impegno per combattere la violenza sulle donne.

Al via la campagna "Lascia il segno. Quello giusto!"

ActionAid lancia un appello alla classe politica e ai cittadini che il 4 marzo prossimo saranno chiamati alle urne. Per dire basta alla violenza sulle donne, coinvolgere il pubblico e chiedere ai candidati di tutti gli schieramenti strategie efficaci.

19 febbraio 2015 - ActionAid lancia la campagna "Lascia il segno. Quello giusto!" per mobilitare gli elettori e chiedere a partiti e candidati alle prossime elezioni di impegnarsi per fare della lotta alla violenza di genere una priorità. 

Per tutti i cittadini aderire alla campagna è semplice: basta disegnare sulla propria mano un cerchio rosso con una "X" nera, girare un video o scattare un selfie e condividerlo sui social network con l'hashtag ufficiale #lasciailsegno e la menzione di @actionaiditalia

Sul sito web di ActionAid è inoltre disponibile un kit per personalizzare i propri account social con logo e visual della campagna.

Solo in Italia, nel 2016, sono state uccise 149 donne. Almeno una volta nella vita, una donna su tre in tutto il mondo ha subito violenza fisica o sessuale. 

Si tratta di un fenomeno strutturale e trasversale a tutti i paesi e a tutte le classi sociali: la violenza sulle donne è infatti tra le violazioni dei diritti umani più diffuse. Le conseguenze possono essere diverse, fisiche, psicologiche, economiche.

Di fronte alla cronaca quotidiana di violenze contro le donne, ActionAid chiede ai partiti e ai candidati alle elezioni di garantire strategie continuative ed efficaci nel tempo, di realizzare un sistema di monitoraggio dell'utilizzo dei fondi antiviolenza e nuove e più efficienti forme di assistenza a sostegno alle donne. 

È inoltre indispensabile una rete più forte, per proteggere le donne e iniziare la battaglia culturale dalle scuole, oltre a rifiutare stereotipi e sessismo anche nel linguaggio della politica.

"Il nostro è un vero e proprio appello a stimolare un dibattito serio sul tema, coinvolgendo l'opinione pubblica e la politica. Vogliamo cambiare anche i comportamenti delle persone, non soltanto politiche e leggi. ActionAid sostiene le donne e le ragazze nella sfida contro le barriere di ordine socio-culturale che sono all'origine della violenza e le aiuta a identificare i cambiamenti che vorrebbero attuare nelle loro case e nelle loro comunità. Lavoriamo anche nelle scuole, proprio perché siamo convinti che sia importante fin da piccoli capire quali sono i ruoli imposti a donne e uomini per ragioni socio-culturali e le conseguenze negative che possono avere in termini di discriminazioni e disuguaglianze di genere", dichiara Marco De Ponte, Segretario Generale di ActionAid Italia.


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venerdì 8 dicembre 2017

VIOLENZA DONNE: REGIONE LAZIO FINANZIA PROGETTO PER ASCOLTARE "UOMINI MALTRATTANTI", OVVERO AUTORI DI VIOLENZA DI GENERE


Non colpirla. "Parla con noi"

LA REGIONE LAZIO FINANZIA "PARLA CON NOI".
IL PROGETTO PER CONTRASTARE LA VIOLENZA SULLE DONNE


La linea telefonica 371. 3564730 sarà collegata a uno sportello di ascolto per gli uomini "maltrattanti" che vogliono intraprendere un percorso educativo alla relazione di coppia contro la violenza di genere.

Il progetto è promosso dall'Associazione Donna e Politiche Familiari e finanziato dalla Regione Lazio. 

Sarà presentato giovedì 14 dicembre, dalle ore 10.00, alla Casa internazionale delle donne di Roma.

La comunicazione è l'arma vincente nel contrasto agli episodi di violenza domestica e di genere. Ecco perché il nome del progetto promosso dall'Associazione Donna e Politiche Familiari, finanziato dalla Regione Lazio, è "Parla con noi": uno sportello e una linea telefonica di primo contatto per gli uomini "maltrattanti" che vogliono uscire dalla morsa del loro comportamento violento.

Il progetto si propone infatti il recupero degli uomini autori di violenza contro le donne e fa seguito a "Colpire non è virile" del 2010, prima esperienza pilota nella Capitale in quest'ambito, che ha riscosso l'apprezzamento delle Istituzioni, delle Forze dell'Ordine e del Tribunale Giudiziario di Roma, per il carattere innovativo ed efficace, per essere strutturato secondo modelli clinici e di ricerca validati per la prevenzione della recidiva.

"Parla con noi", il cui numero è 371. 3564730, viene presentato giovedì 14 dicembre presso la Casa Internazionale delle donne (sala Tosi - via della Lungara, 19 – ore 10.00) in un convegno al quale partecipano numerosi rappresentanti delle Istituzioni, oltre a psicologi e psicoterapeuti.

"Parla con noi" , si rivolge agli uomini "maltrattanti", ovvero che si rendono autori di episodi di violenza nei confronti delle donne, aiutandoli a uscire dal cerchio del loro comportamento violento, acquisendo una maggiore consapevolezza sul piano emotivo dei fattori scatenanti, potenziando gli strumenti cognitivi di riconoscimento e modulazione delle emozioni che generano la collera, per arrivare, infine, a sostituire i comportamenti violenti con modalità di relazione più adeguate, quali il riconoscimento della donna come soggetto alla pari e il dialogo con essa.

Al convegno di presentazione del progetto "Parla con noi" parteciperanno:
Teresa Dattilo, psicoterapeuta e presidente Associazione Donna e Politiche Familiari
Lucia Valente, assessore Lavoro e Pari opportunità Regione Lazio
Marta Bonafoni, consigliera Regione Lazio
Maria Grazia Passuello, Cabina di regia per la prevenzione e contrasto alla violenza di genere
Angela Altamura, dirigente Divisione Anticrimine Questura di Roma
Maria Monteleone, procuratore aggiunto Procura della Repubblica presso Tribunale di Roma
Angelo Proietti, capitano Nucleo investigativo Carabinieri
Anna Costanza Baldry, psicologa e criminologa
Maddalena Cialdella, psicoterapeuta familiare
Simona Stefanile, psicologa
Vera Cuzzocrea, psicoterapeuta, esperta in psicologia giuridica
Chiara Gambino, psicoterapeuta

A margine degli interventi saranno presentate testimonianze di donne e uomini che hanno vissuto storie di violenza.

Cosa prevede il progetto
• L'attivazione della linea telefonica 371. 3564730, a cui gli uomini possano rivolgersi per un primo contatto, uno sportello in grado di recepire le richieste di aiuto per il contenimento del comportamento violento;
• colloqui individuali, finalizzati alla valutazione del rischio di recidiva e alla canalizzazione verso l'attività terapeutica di gruppo;
• la somministrazione del test SARA per la valutazione del rischio di recidiva e la raccolta dati relativi al comportamento violento;
• l'attivazione di un gruppo terapeutico di supporto agli uomini con comportamenti violenti, per elaborare gli stereotipi culturali e le emozioni da cui traggono origine e acquisire maggiore capacità di gestione della rabbia, al fine di trasformare i comportamenti aggressivi in una interazione paritaria.


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venerdì 24 novembre 2017

25 novembre: giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne

TELEFONO ROSA PIEMONTE DI TORINO: SEI ANCHE TU UNO DI LORO?

Un manifesto che invita ogni uomo a porsi seriamente una precisa domanda: "Sei anche tu un maltrattante?"


Non si tratta di una campagna ideata da esperti pubblicitari: è invece l'esito di un percorso di alternanza scuola lavoro, finanziato dal Ministero dell'Istruzione – Miur


Allieve ed allievi dell'attuale 5C del Liceo Scientifico Gobetti di Torino hanno svolto - con il supporto di volontarie, psicologhe, supervisori e avvocate del Telefono Rosa Piemonte – un impegnativo percorso, iniziato a gennaio 2017 e concluso solo pochi giorni fa. 

Tanti i risultati: ma il più concreto e visibile  è certamente questo. 

Ideazione grafica, testo e impaginazione sono a cura delle ragazze e dei ragazzi che hanno voluto rivolgersi direttamente a chi causa, volontariamente e violentemente, lesioni fisiche o psicologiche alle donne con le quali entra in relazione.

Il messaggio centra l'obiettivo di focalizzare l'attenzione critica sugli autori della violenza.

Esiste però anche la necessità di rivolgersi alle fasce più giovani della popolazione: nasce quindi, in parallelo, la cartolina "Questo non è amore, è violenza". 


Troppe volte donne di ogni età, ma soprattutto le  più giovani, sono indotte a scambiare forme nemmeno tanto  velate di prevaricazione e prepotenza  per manifestazioni di amore. 
Oppure ad accettare aggressioni verbali o psicologiche, ma sempre più spesso anche fisiche, come espressioni di un legame forte. 

E' un pericoloso errore.  
La sola parola che identifica questi comportamenti è: VIOLENZA.

#Hodettono. Come fermare la violenza contro le donne." Ebook a cura di Alley Oop-Il Sole 24 Ore dal sito www.ilsole24ore.com In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne il "5 Novembre - Il volume è scaricabile gratis

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne il 25 novembre, Alley Oop-Il Sole24 Ore, in uscita ebook

#Ho detto no. Come fermare la violenza contro le donne
Con il patrocinio del Dipartimento delle Pari Opportunità e la prefazione di Maria Elena Boschi

Fare i conti con la violenza di genere contro le donne che solo in Italia, secondo gli ultimi dati Istat, conta 6,7 milioni di vittime

Leggendo un fenomeno sotto gli occhi tutti con la lente dell'economia, dei numeri, dei dati. È questo il cardine dell'ebook "#Ho detto no", pubblicato oggi sul blog Alley Oop- Il Sole 24 Ore che la redazione ha preparato in vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si celebra il 25 novembre. 

Una pubblicazione, patrocinata dal dipartimento per la Pari opportunità e con la prefazione della sottosegretaria Maria Elena Boschi, che fotografa la violenza attraverso i numeri per contribuire a comprenderne la portata e a individuare gli strumenti migliori per combatterla.   

I COSTI DEL FENOMENO  Innanzitutto i costi. Perché la violenza, oltre a un enorme costo sociale e umano, determina anche un costo ingente per l'intero Paese. In termini di spese sanitarie, giudiziarie, mancata produttività sul lavoro della donna vittima di violenza. In materia manca un'indagine statistica comparabile a livello europeo. 

La onlus WeWorld ha stimato nel 2013 un costo per l'Italia di quasi 17 miliardi di euro
L'Eige, l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, partendo dal caso inglese, ha stimato un costo per il nostro Paese di circa 13 miliardi di euro circoscritto alla violenza domestica, cioè alla violenza perpetrata da chi ha un rapporto affettivo o familiare con la vittima.  

IL NODO DEGLI INVESTIMENTI Per la lotta alla violenza contro le donne c'è poi una spesa che affrontano i vari Paesi, spesa che è molto nei vari Stati europei. La Spagna, tra i più virtuosi, ha deciso di finanziare con un miliardo di euro in cinque anni oltre 200 misure contro questo problema. 

L'Italia nel 2013 ha adottato una legge, nota come legge sul femminicidio, che prevede finanziamenti di 10 milioni l'anno per i centri antiviolenza e un piano straordinario di lotta alla violenza che nel 2015 è stato finanziato con 39 milioni di euro. 

A seguito dei rilievi della Corte dei Conti che ha sottolineato le criticità nella distribuzione regionale delle risorse, criticità esistenti anche per la mancanza di una mappatura ufficiale dei centri antiviolenza, è stata adottata una serie di norme che tutela la trasparenza della distribuzione dei finanziamenti. 

Inoltre, nella legge di bilancio per il 2018, come ha sottolineato la sottosegretaria Maria Elena Boschi, le risorse per centri antiviolenza e case rifugio sono previste in aumento a oltre 30 milioni.    

IL NUOVO PIANO DEL GOVERNO  L'importanza dei centri antiviolenza nella lotta al fenomeno è sottolineata anche nel nuovo piano strategico del governo per il 2017-2020. Un piano messo a punto dopo una lunga concertazione con tutti gli attori coinvolti. La nuova strategia si basa sul presupposto, contenuto nella Convenzione di Istanbul ratificata dall'Italia, che la violenza sia un fenomeno radicato nella società patriarcale, un fenomeno che si può e si deve combattere a livello strutturale e culturale, partendo soprattutto dalla prevenzione. 

Il piano, infatti, si basa su tre pilastri: la prevenzione, attraverso la scuola, l'università e la formazione, il sostegno alle vittime, e la punizione dei colpevoli. Grazie a due accordi con Istat e Cnr, i due istituti provvederanno rispettivamente a fornire rilevazioni puntuali sul fenomeno, e a realizzare una mappatura ufficiale dei centri antiviolenza, oltre a un monitoraggio del piano. 

Della nuova strategia, al mondo delle associazioni e dei centri antiviolenza, piace in maniera unitaria l'approccio innovativo strutturale. Su altri aspetti, come la governance dei finanziamenti e le risorse necessarie per attuarlo, le associazioni sono più critiche e non hanno una visione univoca.   

VOCE ALLE DONNE CHE HANNO VINTO LA VIOLENZA  Oltre a una panoramica su investimenti, costi della violenza, mappatura dei centri antiviolenza, l'ebook tratta dell'importanza della formazione e della prevenzione, come suggerito dalla Convenzione di Istanbul, e del modo corretto di raccontare la violenza, a partire dal mondo delle televisioni e dei media. 

Infine si dà voce a quelle donne che la violenza l'hanno subita sulla loro pelle, ma grazie alla loro forza e alla grande determinazione, sono riuscite a rialzare la testa, a vincere la violenza. Ci sono le storie di due donne, Antonella e Valeria, che sono riuscite a 'rinascere'. E la storia di chi è riuscita a supportare le donne vittime di violenza aiutandole a fare impresa: è il caso di Led by her

#hodettono

scarica gratis l'ebook: www.ilsole24ore.com



domenica 27 novembre 2016

Violenza donne: gli psicologi e il Pastificio Rummo lanciano la campagna ‘l’unico pacchero’

Nel 2016 102 vittime di femminicidio in Italia, una ogni 74 ore. 10 casi in Campania. 

L’Ordine degli Psicologi della Campania, il Pastificio Rummo e la Regione Campania uniti in difesa delle donne. 

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Onu per il 25 novembre, nei supermercati si potranno acquistare delle confezioni speciali di Paccheri Rummo Lenta Lavorazione® con lo slogan ‘L’unico pacchero’.

Il nome di uno dei più famosi formati di pasta della tradizione campana viene scelto, per la sua accezione dialettale di schiaffo, come simbolo di questa campagna di contrasto alla violenza di genere, patrocinata dalla Regione Campania.

L'obiettivo della campagna, presentata stamattina in Consiglio regionale, è quello di far arrivare nelle case dei cittadini campani informazioni sul fenomeno della violenza di genere attraverso un prodotto di grande utilizzo come la pasta. Anche la scelta di Rummo non è casuale: in questo modo l’Ordine ha voluto sostenere il pastificio di Benevento, che ha subito notevoli danni in seguito all’alluvione che nell’ottobre 2015 ha colpito il Sannio. 


Come purtroppo la cronaca quotidiana ci racconta – sottolinea il presidente e amministratore dell’omonimo pastificio beneventano, Cosimo Rummo – la violenza sulle donne è ancora una piaga della società contemporanea. Il pastificio Rummo ha aderito con grande consapevolezza alla richiesta di collaborazione dell’Ordine degli Psicologi e insieme abbiamo realizzato la campagna ‘L’unico pacchero’. La speranza è che queste campagne di sensibilizzazione aiutino tutti a riflettere, dalle donne che devono trovare il coraggio di denunciare, agli uomini che devono capire che non possono abbandonarsi all’ira e alla violenza, fino allo Stato che deve mettere in campo tutti gli strumenti per tutelare in maniera veloce ed efficace chi denuncia e chi subisce violenza”. 

L’unico pacchero è un modo ironico, inconsueto, anche irriverente per dire che la violenza contro le donne è qualcosa di intollerabile – spiega la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania, Antonella Bozzaotra – Sosteniamo in tutti i modi il contrasto alla violenza di genere e ringrazio il Pastificio Rummo per aver contribuito alla creazione di questa rete istituzionale e operativa. L’impegno degli psicologi campani si articola su due fronti, gli strumenti normativi e la prevenzione.
Nel primo caso abbiamo ottenuto un risultato storico con l’approvazione in Consiglio regionale della legge ad iniziativa popolare per l’istituzione dello Psicologo del territorio, per la quale abbiamo raccolto 22 mila firme tra i cittadini campani. In sinergia con la Regione, è stata inoltre rafforzata su tutto il territorio la rete dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio. Accanto a questo lavoro è necessario promuovere stili di vita che mettano al centro il benessere, creare le condizioni che portino le donne a denunciare e promuovere una riflessione sulla vita affettiva e relazionale”. 

L’importanza della prevenzione è ancora più sentita in una realtà come la Campania, che è tra le prime regioni in Italia per casi di femminicidio. I dati più aggiornati, relativi all’anno in corso, sono quelli dell’associazione ‘SOS Stalking’. 

Raccontano di 102 vittime a livello nazionale, una ogni 74 ore, in linea con il 2015, che si è chiuso a quota 116. Per il 2016 la maglia nera va alla Lombardia con 17 vittime, seguita da Emilia Romagna (14) e Veneto (12). La Campania è ferma a quota 10, con l’ultimo caso di Stefania Formicola, la 28enne uccisa a colpi di pistola dal marito a Sant’Antimo, in provincia di Napoli. 

La campagna ‘L’unico pacchero’ è un modo per entrare in tutte le case e sensibilizzare in quei luoghi dove spesso si verificano atti di violenza – dice l’assessore regionale alle Pari opportunità, Chiara Marciani – Con l’Ordine degli Psicologi stiamo lavorando a una serie di iniziative, anche in seguito al protocollo che abbiamo sottoscritto lo scorso anno con l’Ufficio scolastico regionale e all’Anci. È una collaborazione sempre efficace che può dare ottimi risultati. Come Regione abbiamo stanziato 3 milioni di euro per borse lavoro destinate a donne vittime di violenza. Con le risorse ministeriali aggiuntive che arriveranno a gennaio finanzieremo altre Case rifugio perché sono l'elemento da rafforzare. Già avere 57 Centri antiviolenza su tutto il territorio è un buon inizio. Un mese fa abbiamo chiesto ai centri operativi di farci un monitoraggio dei casi dell'ultimo anno, non ho ancora un dato definitivo, manca il dato della città di Napoli, ma dai centri che ci hanno risposto sappiamo che abbiamo più di 2.000 donne che si sono rivolte a loro. La cosa che mi ha più sconvolto è che il 20% hanno meno di 18 anni. Quello che mi conforta è che se 2.000 donne si sono rivolte ai Centri antiviolenza vuol dire che questa è la strada giusta perché viene riconosciuta”.

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