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martedì 1 agosto 2017

VIOLENZA E SOCIAL NETWORK: QUANDO LA RETE SI SCATENA (CONTRO LE DONNE) | OSSERVATORIO CENTRO STUDI ERICKSON


PRIMO CONVEGNO INTERNAZIONALE PER AFFRONTARE LA VIOLENZA SULLE DONNE

OSSERVATORIO CENTRO STUDI ERICKSON
VIOLENZA e social network:
QUANDO LA RETE SI SCATENA (CONTRO LE DONNE)


Palacongressi di Rimini |13 e 14 ottobre 2017


 
Il mondo dei social spesso si trasforma in uno strumento di discriminazione e minaccia verso le donne: oltre 1 miliardo i tweet sessisti riscontrati dalle Mappe dell'intolleranza. 
Milano e Roma le città dove si twitta di più l'odio.
Trento, 1 agosto 2017 - Il mondo del web (e dei social network in particolare), spesso associato a libertà di espressione e possibilità di conoscenza infinita, può diventare uno strumento di discriminazione, controllo e minaccia. Anche per questo, nel maggio del 2016, è stata istituita alla Camera dei deputati la Commissione sull'intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio, intitolata alla memoria della parlamentare inglese Jo Cox, uccisa prima di un comizio elettorale per le sue posizioni a favore della permanenza del Regno Unito nell'Unione europea.

La relazione finale redatta dalla Commissione Jo Cox si è concentrata anche sul tema della violenza di genere e ha messo in evidenza come questo tipo di violenza abbia una matrice culturale fortissima, che nasce innanzitutto dalla convinzione di "debolezza e inferiorità" femminile. "Le manifestazioni di odio nei confronti delle donne si esprimono nella forma del disprezzo, della degradazione e spersonalizzazione, per lo più con connotati sessuali", si legge nel documento conclusivo. 


Nell'era del web, la violenza corre anche in rete e le donne sono le principali vittime del "discorso d'odio" online, come dimostrato dal fenomeno degli haters scatenati in gruppi chiusi di Facebook, dove spesso si registrano insulti sessisti e volgari. Non solo: secondo il recente progetto delle Mappe dell'intolleranza curato da Vox - l'Osservatorio italiano sui diritti che attraverso Twitter è riuscito a geolocalizzare le zone dove razzismo, odio verso le donne, omofobia e discriminazione verso i diversamente abili sono maggiormente diffusi - uno dei social più attivi nel condividere l'odio verso le donne è Twitter, con oltre 1 miliardo di tweet sessisti rilevati (su un campione di oltre 2 miliardi complessivi). Secondo la ricerca sulla misoginia condotta da Vox, i tweet contro le donne sono i più numerosi. Si twitta l'odio in tutta Italia: Milano, insieme a Roma, sono le città più intolleranti (rispettivamente con 8.134 e 8.361 tweet contro le donne).

La diffusione dei social media sembra alimentare un bisogno di visibilità sociale: postare o condividere immagini e contenuti, anche personali e intimi, cercare consensi (like) e via dicendo. 

Questi comportamenti costituiscono esempi di un «esibizionismo mediatico» che spinge adulti e minori a atteggiamenti disinvolti, disinibiti, spesso incuranti degli effetti reali delle condotte online. Secondo un'indagine dell'Osservatorio Nazionale Adolescenza del 2016, su un campione di oltre 7.000 adolescenti italiani il 4% dichiara di aver inviato – attraverso Instagram o Facebook - foto e video di se stesso in atteggiamenti sessuali attraverso i canali social e il 10%, tra cui anche ragazzi non ancora adolescenti, ha scattato selfie intimi. In questo contesto, è facile immaginare che si possa cadere in trappole come grooming, sexting e revenge porn.

«Questi comportamenti aggressivi e denigratori on line, in particolare quando riguardano minori, rientrano in quel più ampio fenomeno di sfruttamento e abuso sessuale ai loro danni che il legislatore italiano, anche alla luce della normativa sovranazionale ed europea, ha definito come "nuove forme di schiavitù"», ha commentato Natalina Folla, ricercatrice e docente di Diritto penale dell'Università di Trieste e relatrice al Convegno Erickson "Affrontare la violenza sulle donne". 


«Il grooming, ad esempio, si verifica quando gli adulti per mezzo delle tecnologie di comunicazione e di informazione, propongono intenzionalmente ai minori, con condotte insidiose, ingannatorie o minacciose, volte a carpirne la fiducia, degli incontri con lo scopo di commettere atti sessuali o a carattere pornografico. La pratica del sexting, sempre più diffusa anche tra i minori e con risvolti giurisprudenziali contrastanti, consiste nell'invio di immagini connotate sessualmente con il mezzo del cellulare o via Internet. La pubblicazione di foto o video intimi e pedopornografici sul web, posta in essere generalmente dopo la fine di una relazione sentimentale o affettiva, a scopo di vendetta (revenge porn), vede colpite soprattutto ragazze per mano dei loro ex partner». Tutte queste azioni «ledono gravemente la dignità delle persone coinvolte e, quanto ai minori, ne compromettono lo "sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale"», ha concluso Folla. «Per tutelarli il legislatore ha previsto strumenti penali repressivi, all'interno del codice penale, potenziati anche da riforme recenti, che vanno a rafforzare le strategie di protezione di natura preventiva ed educativa».

L'obiettivo da raggiungere è quello di rendere la rete e i social network un luogo aggregativo e di confronto positivo. In questo scenario, il ruolo dell'informazione (giornali, telegiornali, programmi d'informazione tramite stampa, tv e web) continua a rimanere centrale nell'influenzare la percezione di un problema e nel creare o meno distorsioni nell'immaginario collettivo. È opportuno, ad esempio, evitare di riferirsi alle donne come "soggetti deboli" o vittime predestinate.

Tutte queste tematiche verranno discusse in occasione del Convegno Internazionale organizzato dal Centro Studi Erickson al Palacongressi di Rimini il prossimo 13 e 14 ottobre.

Gli appuntamenti dedicati al tema violenza e media durante il Convegno Erickson al Palacongressi di Rimini sono:

Venerdì 13 ottobre 2017 |Intervento in plenaria | Prima di tutto riconoscerla: la violenza di genere comincia dalle parole che usiamo |Relatrice: Monica Lanfranco

Venerdì 13 ottobre 2017 |Workshop | 14:00 – 16:00 - La violenza contro le donne nei media. Strumenti per una comunicazione non sessista | Relatrici: Monica Lanfranco e Nadia Somma

Sabato 14 ottobre 2017 |Workshop | 09:00 – 11:00 - Grooming, cyberstalking e revenge porn. Se i social media diventano una minaccia | Relatrici: Elisabetta Kolar e Natalina Folla




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domenica 27 novembre 2016

Violenza donne: gli psicologi e il Pastificio Rummo lanciano la campagna ‘l’unico pacchero’

Nel 2016 102 vittime di femminicidio in Italia, una ogni 74 ore. 10 casi in Campania. 

L’Ordine degli Psicologi della Campania, il Pastificio Rummo e la Regione Campania uniti in difesa delle donne. 

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Onu per il 25 novembre, nei supermercati si potranno acquistare delle confezioni speciali di Paccheri Rummo Lenta Lavorazione® con lo slogan ‘L’unico pacchero’.

Il nome di uno dei più famosi formati di pasta della tradizione campana viene scelto, per la sua accezione dialettale di schiaffo, come simbolo di questa campagna di contrasto alla violenza di genere, patrocinata dalla Regione Campania.

L'obiettivo della campagna, presentata stamattina in Consiglio regionale, è quello di far arrivare nelle case dei cittadini campani informazioni sul fenomeno della violenza di genere attraverso un prodotto di grande utilizzo come la pasta. Anche la scelta di Rummo non è casuale: in questo modo l’Ordine ha voluto sostenere il pastificio di Benevento, che ha subito notevoli danni in seguito all’alluvione che nell’ottobre 2015 ha colpito il Sannio. 


“Come purtroppo la cronaca quotidiana ci racconta – sottolinea il presidente e amministratore dell’omonimo pastificio beneventano, Cosimo Rummo – la violenza sulle donne è ancora una piaga della società contemporanea. Il pastificio Rummo ha aderito con grande consapevolezza alla richiesta di collaborazione dell’Ordine degli Psicologi e insieme abbiamo realizzato la campagna ‘L’unico pacchero’. La speranza è che queste campagne di sensibilizzazione aiutino tutti a riflettere, dalle donne che devono trovare il coraggio di denunciare, agli uomini che devono capire che non possono abbandonarsi all’ira e alla violenza, fino allo Stato che deve mettere in campo tutti gli strumenti per tutelare in maniera veloce ed efficace chi denuncia e chi subisce violenza”. 

“L’unico pacchero è un modo ironico, inconsueto, anche irriverente per dire che la violenza contro le donne è qualcosa di intollerabile – spiega la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania, Antonella Bozzaotra – Sosteniamo in tutti i modi il contrasto alla violenza di genere e ringrazio il Pastificio Rummo per aver contribuito alla creazione di questa rete istituzionale e operativa. L’impegno degli psicologi campani si articola su due fronti, gli strumenti normativi e la prevenzione.
Nel primo caso abbiamo ottenuto un risultato storico con l’approvazione in Consiglio regionale della legge ad iniziativa popolare per l’istituzione dello Psicologo del territorio, per la quale abbiamo raccolto 22 mila firme tra i cittadini campani. In sinergia con la Regione, è stata inoltre rafforzata su tutto il territorio la rete dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio. Accanto a questo lavoro è necessario promuovere stili di vita che mettano al centro il benessere, creare le condizioni che portino le donne a denunciare e promuovere una riflessione sulla vita affettiva e relazionale”. 

L’importanza della prevenzione è ancora più sentita in una realtà come la Campania, che è tra le prime regioni in Italia per casi di femminicidio. I dati più aggiornati, relativi all’anno in corso, sono quelli dell’associazione ‘SOS Stalking’. 

Raccontano di 102 vittime a livello nazionale, una ogni 74 ore, in linea con il 2015, che si è chiuso a quota 116. Per il 2016 la maglia nera va alla Lombardia con 17 vittime, seguita da Emilia Romagna (14) e Veneto (12). La Campania è ferma a quota 10, con l’ultimo caso di Stefania Formicola, la 28enne uccisa a colpi di pistola dal marito a Sant’Antimo, in provincia di Napoli. 

“La campagna ‘L’unico pacchero’ è un modo per entrare in tutte le case e sensibilizzare in quei luoghi dove spesso si verificano atti di violenza – dice l’assessore regionale alle Pari opportunità, Chiara Marciani – Con l’Ordine degli Psicologi stiamo lavorando a una serie di iniziative, anche in seguito al protocollo che abbiamo sottoscritto lo scorso anno con l’Ufficio scolastico regionale e all’Anci. È una collaborazione sempre efficace che può dare ottimi risultati. Come Regione abbiamo stanziato 3 milioni di euro per borse lavoro destinate a donne vittime di violenza. Con le risorse ministeriali aggiuntive che arriveranno a gennaio finanzieremo altre Case rifugio perché sono l'elemento da rafforzare. Già avere 57 Centri antiviolenza su tutto il territorio è un buon inizio. Un mese fa abbiamo chiesto ai centri operativi di farci un monitoraggio dei casi dell'ultimo anno, non ho ancora un dato definitivo, manca il dato della città di Napoli, ma dai centri che ci hanno risposto sappiamo che abbiamo più di 2.000 donne che si sono rivolte a loro. La cosa che mi ha più sconvolto è che il 20% hanno meno di 18 anni. Quello che mi conforta è che se 2.000 donne si sono rivolte ai Centri antiviolenza vuol dire che questa è la strada giusta perché viene riconosciuta”.

domenica 15 novembre 2015

25 novembre Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Le iniziative

Iniziative per il 25 novembre
Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

(VIOL)AZIONE E NARRAZIONE:
la violenza maschile contro le donne.
Basta chiamarlo raptus: stereotipi fuorvianti e (dis)informazione

Con la partecipazione di Serena Dandini

Scarica la locandina con tutte le informazioni e il calendario in dettaglio!

Il prossimo 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l'Università degli Studi di Torino e il Comitato Unico di Garanzia con la collaborazione dell’Associazione Volontarie Telefono Rosa Piemonte di Torino e del Teatro della Caduta, organizzano una serie di eventi e di iniziative dal titolo “(VIOL)AZIONE E NARRAZIONE: la violenza maschile contro le donne. Basta chiamarlo raptus: stereotipi fuorvianti e (dis)informazione”.

Si inizierà il 16 e il 17 novembre con due incontri presso il Campus Luigi Einaudi, dove avvocate e psicologhe/i che da anni lavorano con il Telefono Rosa di Torino interagiranno con studentesse e studenti sui temi della narrazione della violenza. Nel primo appuntamento verrà dato risalto agli stili delle narrazioni delle donne vittime di violenza; nel secondo saranno centrali i linguaggi e le comunicazioni giornalistiche sul tema della violenza di genere: narrazioni che vedono sempre al centro dell'attenzione, anche dei mezzi di comunicazione, la “donnavittimadiviolenza” con pochissimi riferimenti, invece, al responsabile della violenza, il maltrattante o, nei casi più gravi, il femminicida.

Il 25 novembre, dalle ore 14, presso l'Aula Magna del Campus Luigi Einaudi verranno presentati gli esiti dei due incontri e discussi con alcune esperte sul tema. Il convegno vedrà la partecipazione generosa e straordinaria di Serena Dandini, che presenterà brani tratti dal suo libro “Ferite a morte”, letti da Germana Pasquero.

Il 24 e il 25 novembre e il 3, 4, 5 dicembre, alle ore 21, presso il Caffè della Caduta in Torino, Via Eusebio Bava n. 39, saranno messe in scena cinque repliche di “Open Cafè speciale 25 novembre”: si tratta di una performance appositamente ideata e realizzata dal Teatro della Caduta, uno spettacolo interattivo di storytelling, un momento per riflettere sull’educazione sentimentale del maschio. Con Francesco Giorda, Emanuela Currao, Stefano Gorno.

Nella settimana fra il 23 e il 28 novembre, le/i docenti dell’Università degli Studi di Torino dedicheranno alcune ore di lezione al tema della violenza di genere in un’ottica multidisciplinare: temi delle lezioni, orari e sedi saranno disponibili alla pagina web:


Il focus delle iniziative sarà il binomio “violenza e narrazione”: storie non solo di cronache efferate ma anche di culture, di opinioni, di stereotipi e di pregiudizi; linguaggi che riguardano ambiti giuridici, sanitari, dei centri antiviolenza e di chi, a diverso titolo, si occupa di violenza. Con un preciso scopo: affrontare temi importanti, delicati e mai risolti, all’interno dell’università, dove l’argomento della violenza di genere è marginale non solo nei percorsi di studio ma anche nel modo stesso in cui i giovani e le giovani conoscono e affrontano il problema.


Università degli Studi di Torino
Staff Comunicazione e Stampa
Responsabile Eva Ferra
Tel. 011 6702590 - 2222 - 2533
Email: ufficio.stampa@unito.it

Università degli Studi di Torino
Comitato Unico di Garanzia (CUG)
Presidente Silvia Giorcelli
Tel. 011 6704369
Email: cug@unito.it

Associazione Volontarie Telefono Rosa Piemonte di Torino
Via Assietta 13/A - Torino
Tel. 011 530666 - 5628314
Email: telefonorosa@mandragola.com

Caffè della Caduta
Via Bava 39 - Torino
Tel. 011 5781467
Email: info@teatrodellacaduta.org
WhatsApp 340 6906136

sabato 7 novembre 2015

Giornata internazionale contro la violenza sulla donna. Il 25 novembre “Maratona contro la violenza” con il nuovo libro della filosofa Maria Giovanna Farina

Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulla donna, la filosofa Maria Giovanna Farina sarà interprete della Maratona contro la violenza.


Il 25 novembre "Maratona contro la violenza" con il nuovo libro della filosofa Maria Giovanna Farina Il giardino delle mele, la violenza non deve vincere. Un libro di prevenzione contro la violenza sulla donna.

Maria Giovanna sarà al mattino (ore 10.30) a Radio Lombardia,nel pomeriggio (dalle 16) alla libreria Lirus via Vitruvio 43 Milano e alla sera (ore 21) ospite dell'associazione Mille e una voce presso centro culturale Il Pertini di Cinisello Balsamo (MI)

Dalla IV di copertina: "Dobbiamo arrivare prima della violenza, dell'abuso e del massacro del femminile. Il giardino delle mele parte da una riflessione che capovolge ironicamente la storia di Adamo ed Eva e prosegue concentrandosi sulla auspicata parità tra i sessi, sulla prevenzione e sull'amore come antidoto alla violenza. 

Caratterizzato da istruzioni pratiche evidenti ma anche da cogliere tra le righe, è un libro di prevenzione veloce ed accattivante: un alleato prezioso per aiutare le donne a non diventare vittime della violenza."

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