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Milano, 07 marzo 2018 – Nonostante la riconferma che l'Italia non è un Paese che facilita le carriere in rosa, ci sono alcuni timidi segnali che fanno ben sperare per il futuro delle professioniste nel Belpaese. È quanto emerge dall'indagine "Donne e Lavoro" condotta da Hays, società leader del recruitment specializzato, su un campione di 400 professioniste, per offrire un quadro aggiornato su come stanno evolvendo le carriere al femminile nel nostro Paese. Il 33% delle intervistate, per esempio, afferma di essere riuscita a diventare Manager o Director, ma sono ancora tante, troppe, le donne che si sentono discriminate o svantaggiate rispetto ai colleghi uomini (53%). Inoltre, 3 su 10 (33%) possono contare su stipendi che oscillano tra i 40 e gli oltre 60 mila Euro, ma 1 su 2 (50%) non crede ci sia uguaglianza salariale tra uomo e donna.
"I tempi stanno piano piano maturando: oggi la società inizia a capire che le donne sono un vero e proprio asset e che le aziende dovrebbero valorizzare sempre di più le professioniste di talento– afferma Sofia Cortesi, Finance Director di Hays –. Purtroppo la strada da percorrere rimane ancora molto lunga: è allarmante che, ancora oggi, per esempio quasi tutte le donne (98%) ritenganol'Italia un Paese non adatto alle professioniste che vogliono fare carriera, e che il 76% guardi all'estero con invidia per poter trovare una situazione migliore".
Tuttavia molte aziende italiane si stanno evolvendo per venire incontro alle esigenze delle donne lavoratrici, eliminando gli ostacoli che ne limitano le carriere. L'indagine Hays mette in luce anche alcuni segnali positivi, che si collocano in un quadro generale di continuo miglioramento e di cauto ottimismo.
In primis, quasi 1 donna su 2 (49%), per esempio, ritiene di avere pari opportunità di carriera in azienda rispetto ai colleghi uomini. Un altro dato positivo, segno dei tempi che cambiano,riguarda il delicato equilibrio fra lavoro e vita privata. Il 70% si ritiene appagata, dichiarando di riuscire a conciliare attività lavorativa e vita familiare. Inoltre, le lavoratrici non si sentono più in dovere di rinunciare a qualcosa di sé per raggiungere il successo sul lavoro: più della metà del campione (57%), infatti,sostiene di non aver dovuto sacrificare la propria famiglia, mentre il 55% non ha rinunciato alla propria femminilità, non sentendo la necessità di adottare un atteggiamento più maschile per potersi fare strada sul lavoro.
Tuttavia sono ancora tante le tematiche su cui si dovrebbero fare ulteriori passi avanti: dalle retribuzioni, per le donne più basse rispetto agli uomini, alle posizioni apicali, ricoperte ancora quasi esclusivamente dai colleghi maschi. Il 49% del campione, per esempio, crede che gli stipendi maggiori siano appannaggio prevalentemente maschile e nessuna delle intervistate crede che le donne guadagnino di più. Inoltre, quasi 7 donne su 10 confermano che, nella propria azienda, la prima linea del management è ancora in gran parte territorio dei colleghi maschi.
L'indagine Hays mette in luce un altro aspetto interessante nella linea di comando: il 60% delle intervistate ritiene che i colleghi reagiscano in maniera diversa riportando a un capo uomorispetto a un capo donna. I professionisti sembrano sentirsi meno a loro agio se al comando c'è una donna. Un uomo manager al contrario viene considerato più "affidabile" e per questo i lavoratori sono più propensi ad ascoltarlo e a raggiungere gli obiettivi che assegna.
Infine, si chiede alle intervistate di esprimere un giudizio sul team di lavoro composto in prevalenza da donne. Per più della metà del campione (51%) in un ambiente tutto al femminile è facile che si accenda la competizione e la rivalità, con effetti negativi sulle performance lavorative. E solo per 2 su 10 una squadra tuttaal femminile può rappresentare un vantaggio per la produttività, perché le colleghe sono più propense ad aiutarsi tra loro, riuscendo a raggiungere i migliori traguardi.
Hays plc è il gruppo leader a livello mondiale nel recruitment di professionisti specializzati e, quest'anno, festeggia il suo 50° anniversario. Il Gruppo è leader di mercato sia nel Regno Unito sia nell'Asia Pacifica, oltre a essere uno dei più importanti player nel recruitment in Europa Continentale e in America Latina. Hays opera sia nel settore pubblico, sia in quello privato, trattando contratti di lavoro di tipo permanente, temporaneo e contracting. Al 31 dicembre 2017, il gruppo può contare su 10.800 dipendenti operanti in 20 diverse specializzazioni, per un totale di 256 uffici distribuiti in 33 diversi mercati. Per l'anno fiscale terminato il 30 giugno 2017:
- il gruppo ha registrato ricavi netti per 954.6£ milioni e profitti operativi di 211.5£ milioni (senza considerare attività straordinarie)
- sono circa 70.000 i professionisti che hanno trovato lavoro a tempo indeterminato grazie al gruppo Hays, mentre sono 240.000 quelli che hanno trovato un impiego di tipo temporaneo
- il 27% dei ricavi netti viene generato nel Regno Unito e in Irlanda, il 24% in Asia Pacifica, mentre il restante 49% in Europa Continentale e nel resto dei Paesi in cui il gruppo è operativo
- approssimativamente il 41% dei ricavi netti del gruppo Hays deriva da contratti di tipo continuativo, mentre il restante 59% deriva da impieghi di tipo temporaneo
- Hays opera nei seguenti Paesi: Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Colombia, Cile, Cina Continentale, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Honk Kong, India, Irlanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Malesia, Messico, Olanda, Nuova Zelanda, Polonia, Portogallo, Russia, Singapore, Spagna, Svezia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Stati Uniti d'America e Ungheria.
Milano, 8 marzo 2018 – ManoMano.it, il più grande eCommerce di bricolage e giardinaggio in Europa, che da sempre con il suo bricolage collaborativo punta alla creazione di una community di appassionati sfruttando le potenzialità della rete, presenta la prima youtuber donna italiana nel mondo del bricolage. Sara Ortenzi, in arte So Maker, ha lanciato il suo canale dedicato ai tutorial fai da te grazie all'aiuto fornito da ManoMano. Sull'eCommerce la crescita degli acquisti da parte dell'universo femminile ha infatti avuto una crescita esponenziale: nei primi due mesi del 2018 le clienti donne sono cresciute del 180%, quasi il doppio rispetto agli uomini, che sono aumentati solo del 91%. L'universo femminile si dedica dunque sempre di più in modo autonomo al fai da te, alle riparazioni domestiche e a strumenti tipicamente maschili come trapani, viti e chiodi.
La nascita di una youtuber
Sara Ortenzi è una ragazza di 29 anni della provincia di Roma con la passione per il bricolage: una passione che si è manifestata fin da piccola, quando cercava di aiutare il papà e il fratello a realizzare i loro progetti, tra chiodi e attrezzi. "Mi è sempre piaciuto sporcarmi le mani, ma sono cresciuta sentendomi dire che non è una cosa da ragazze. Eppure, ho passato gli ultimi 6 anni della mia vita a comprare trapani e viti, invece di scarpe e vestiti, per dare vita ai miei progetti".
Sara ha deciso nel 2017 di lanciarsi nel mondo di YouTube aprendo il canale So Maker grazie all'aiuto di ManoMano, che ne ha percepito le capacità e ha deciso di supportarla in questo percorso. L'eCommercele ha infatti fornito un corso di montaggio e realizzazione di video, nonché tutti gli attrezzi del mestiere, l'affiancamento di alcuni dei più noti youtuber di bricolage e una grande dose di sostegno morale.
"Non è facile lanciarsi in un contesto così spesso stereotipato al maschile: le donne con questa passione esistono, ma molto spesso non emergono proprio per timore di scontrarsi con una realtà lontana da loro. Io vedo il fai da te come una sfida con me stessa, un'opportunità per creare da sola quello che voglio".
ManoMano è una piattaforma che da sempre si fonda sul concetto di bricolage collaborativo, soprattutto nell'impegno di formare una community di appassionati di fai da te in cui figure come gli youtuberhanno un ruolo fondamentale in quanto diffusori di contenuti. Grazie a questa approccio, ManoMano è in grado di riportare nel reale una passione che si sta sviluppando sempre di più nel mondo virtuale di Internet: l'eCommerce mira a connettere le persone che svolgono un'attività estremamente concreta come il bricolage tramite la rete.
ManoMano.it
ManoMano nasce nel 2013 da un'idea di due colleghi di lavoro, Philippe de Chanville e Christian Raisson, grandi appassionati di fai da te. Entrambi si rendono conto che c'è qualcosa che manca nel mondo del bricolage e del giardinaggio: la scelta online di prodotti specifici per realizzare i loro progetti è molto limitata. È così che nasce l'idea di creare ManoMano, oggi primo e-commerce dedicato al fai da te e al giardinaggio in Europa. ManoMano ha chiuso il 2017 con un volume d'affari di 250 milioni di euro e una serie di collaboratori in continua crescita che dalla sede parigina gestiscono le operazioni internazionali in Italia, Spagna, Belgio, Regno Unito e Germania.
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| La moda etica all'Australia House di Londra La mostra "The Commonwealth Fashion Exchange", dopo la suntuosa inaugurazione a Buckingham Palace, si sposta all'Australia House di Londra: in esposizione una selezione di abiti sostenibili provenienti dai 53 paesi del Commonwealth. L'Australia House di Londra ospita fino al 6 marzo "The Commonwealth Fashion Exchange", un progetto che mette in mostra una selezione di abiti accomunati dal rispetto di principi di sostenibilità, provenienti dai 53 Paesi del Commonwealth. Inaugurata a Buckingham Palace, la mostra è stata uno degli eventi più fotografati della Fashion Week londinese. Dopo l'esclusivo vernissage, gli abiti sono stati sposati nella raffinata cornice dell'Australia House in un'esposizione aperta al pubblico. Qui visitatori possono ammirare le creazioni di straordinari designer: capi unici nel loro genere, realizzati nel pieno rispetto dei principi di sostenibilità ed eccellenza stabiliti dal Green Carpet Challenge® (GCC®). Tra i nomi di primo piano: Karen Walker per la Nuova Zelanda, Bibi Russell per il Bangladesh, Burberry e Stella McCartney per il Regno Unito. Il vernissage di "The Commonwealth Fashion Exchange" si è svolto il 22 febbraio presso Buckingham Palace. Un vero e proprio ricevimento, che ha visto la presenza della Duchessa di Cambridge, Kate Middleton e della Contessa del Wessex, Sophie Rhys-Jones, insieme a designer, artigiani ed esponenti di primo piano del mondo della moda, tra cui Anna Wintour, Edward Enniful, Livia Firth, Nadja Swarovski, Neelam Gill, Naomi Campbell, Stella McCartney, Adwoa Aboah e Caroline Rush. Unico contribuito italiano all'iniziativa è la presenza di Bonaveri – l'azienda di Renazzo di Cento (FE) leader mondiale nei manichini di alta gamma - che ha sostenuto il progetto con i propri manichini biodegradabili. Dopo la Residenza Reale, è ora l'Australia House a fare da scenario a 30 creazioni sostenibili, firmate dai più talentuosi stilisti del Commonwealth ed esposte su manichini in B Plast: la bioplastica brevettata da Bonaveri e derivata al 72% da canna da zucchero. |
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