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venerdì 20 novembre 2020

Lavorare in smart working fa male all'amore: 7 donne su 10 non ha più voglia di farlo


 

Il 74% delle donne italiane che lavorano da casa lamenta un drastico calo del desiderio. Ecco le regioni più colpite.

 

Che amore e pandemia non vadano d'accordo è ormai assodato: già questa estate uno studio di Gleeden, il sito leader degli incontri extraconiugali in Europa con oltre 7 milioni di utenti attivi, aveva rilevato come quasi 8 donne su 10, quest'anno, facesse davvero fatica a raggiungere l'orgasmo. Tra i motivi figuravano ansia, lo stress da quarantena, la paura del contagio e lo smartworking.

 

Adesso che gran parte d'Italia è nuovamente in lockdown, Gleeden ha voluto approfondire il fenomeno e ha lanciato una survey sulla sua community femminile per capire se lavorare da casa - un contesto che, almeno sulla carta, dovrebbe facilitare una vita più rilassata - favorisca o meno la propensione all'amore.

 

La risposta? Ovviamente è no. Almeno stando al 74% delle partecipanti* che afferma che da quando lavora da casa ha detto addio all'intimità.

 

Stress, preoccupazioni e outfit inadeguato uccidono il mood.

 

"Chi non lavora, non fa l'amore", cantava Adriano Celentano. Ma chi lavora da casa nemmeno, a quanto pare. I motivi sono molteplici, ma al primo posto risulta l'incapacità di staccare totalmente la testa dagli impegni lavorativi (82%), che per molte iniziano prima e finiscono molto più tardi di quando andavano in ufficio. Non essendoci più un cambio di scenario, quando il tragitto casa-lavoro consentiva un tempo tecnico di aggiustamento ai due diversi contesti, molte donne non riescono a staccare del tutto e continuano a rimuginare sulle loro to-do list.

 

In secondo luogo, la mancanza di tempo (69%): l'assenza di un controllo esterno come quello del capo e dei colleghi fa sì che, paradossalmente, chi lavora in smartworking si senta nella condizione di essere costantemente reperibile, per evitare di apparire come "quello che se ne approfitta". Di conseguenza si inizia prima, si finisce più tardi, non si prendono pause e anche il pranzo finisce per essere consumato alla scrivania. Ecco quindi che, anche se lo smartworking darebbe la possibilità di ritagliarsi dei momenti di intimità estemporanei e impossibili da avere con la routine precedente, in realtà sta togliendo tempo anche a quelli convenzionali.

 

Per moltissime anche lo stile (62%) che hanno iniziato ad adottare in lockdown sta influendo negativamente sull'eccitazione sessuale. Pigiami, tute e yoga pants, così come il non truccarsi o acconciarsi più i capelli con la stessa frequenza di prima, non aiutano a sentirsi sexy e provocanti. E anche se il compagno è di quelli a cui non importa molto di queste cose, tanto basta a molte donne per non sentirsi "in mood". Ovviamente questo è valido anche per gli uomini, sicuramente meno attraenti in felpone e joggers che ben pettinati e in un completo da lavoro.

 

No Martini? No party.

 

Infine, a sorpresa, anche la scomparsa dell'aperitivo tra colleghi (24%) è tra i motivi imputabili del calo della libido delle donne lavoratrici da remoto. Era infatti un momento distensivo, che consentiva di rilasciare lo stress e la tensione accumulata durante la giornata, condito con quella giusta dose di alcol capace di lasciare andare l'inibizione e mettere nel mood giusto per approdare felici e vogliose tra le braccia del compagno una volta varcata la porta di casa. E invece, il nuovo Coronavirus si è portato via anche questo.

 

Calo del desiderio da smartworking, le regioni più colpite.

 

Tra le regioni dove il fenomeno sembra essere il più sviluppato, al primo posto figura la Lombardia (what else?) seguita da Piemonte, Veneto, Lazio e Friuli. Le donne più affette da questo calo del desiderio da smartworking sono infatti le milanesi, le bergamasche, le varesotte, le torinesi, le padovane, le romane e le udinesi**. In zona gialla, per il momento, toscane, campane, lucane e molisane.

 

Tra le scuse più usate, invece, per declinare le avances di mariti e fidanzati figurerebbero il sempre verde mal di testa, un ciclo mestruale senza fine apparente, i figli nella stanza accanto e la semplice verità: amore, sto ancora pensando al lavoro!

 
 

 

*Sondaggio online condotto dal 2 al 16 novembre 2020 su 1.982 donne italiane a Gleeden che hanno dichiarato di lavorare in smartworking.
**Classifica stilata in base alla provenienza delle utenti che hanno risposto al sondaggio.

 

A proposito di Gleeden

Fondato nel dicembre 2009, Gleeden.com è il pioniere e il punto di riferimento degli incontri extraconiugali in Italia e in Europa. Le persone sposate (o in coppia) non hanno più bisogno di mentire riguardo il proprio status matrimoniale per fare nuovi incontri e possono finalmente concretizzare il loro desiderio di avventure extraconiugali su una piattaforma sicura e anonima.
Gleeden rappresenta oggi una community di oltre 7 milioni di iscritti nel mondo. Pensato da un team 100% al femminile e animato da una folta cerchia di esperti (scrittori, sociologi, psicologi, coach...), Gleeden è il sito dove le donne conducono il gioco.


domenica 27 settembre 2020

Sondaggio rivela: il 92,8% dei pazienti pronti a tornare dai chirurghi plastici ed estetici. Trattamenti viso e filler i trattamenti più richiesti


Pubblicato su Aesthetic Surgery Journal lo studio "Pazienti e medicina estetica al tempo del Covid-19" realizzato su 8.000 pazienti

Sondaggio rivela: il 92,8% dei pazienti pronti a tornare dai chirurghi plastici ed estetici. Trattamenti viso e filler i trattamenti più richiesti

I risultati dell'indagine realizzata durante il lockdown dal gruppo di medici di SecurityMed: desiderio di prendersi cura di sé e fiducia nei medici sono omogenei in tutte le regioni. Tendenze confermate con le prime impressioni degli specialisti dopo i primi mesi di riapertura: «I pazienti sono pronti a tornare in clinica. La nostra priorità dev'essere la sicurezza» spiega il chirurgo plastico Bruno Bovani, fra i coordinatori dello studio

 

Bellezza e sicurezza. Due desideri che vanno di pari passo per i pazienti italiani di medicina estetica e chirurgia plastica, che dopo l'emergenza Covid-19 sono tornati a riprogrammare visite, trattamenti e interventi pianificati in precedenza. E, pur con una maggiore attenzione verso la sicurezza e qualche condizionamento economico per i più giovani, ritengono che investire per vedersi belli, soprattutto in viso, sia importante per sentirsi bene in questo momento difficile.

Queste le conclusioni a cui è giunto lo studio "Pazienti e medicina estetica al tempo del Covid-19": un'indagine realizzata ad aprile fra oltre 8.000 pazienti dai medici del gruppo SecurityMed e che è stata recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista americana Aesthetic Surgery Journal. «Durante l'emergenza sanitaria – spiega Bruno Bovani, chirurgo plastico di Perugia, tra i coordinatori dello studio– abbiamo costituito un gruppo che oggi conta oltre 1.250 medici estetici, chirurghi plastici, dermatologi e specialisti afferenti alla Medicina Estetica, in modo da condividere conoscenze e strategie per pianificare la ripartenza in totale sicurezza. La survey ci ha permesso di conoscere desideri, esigenze e percezione dei nostri pazienti, in modo da garantire, alla riapertura, servizi in linea con le aspettative del mondo post-Covid». Oltre a Bruno Bovani, fanno parte della faculty scientifica dello studio i chirurghi Fabrizio Melfa, Pierfrancesco Cirillo, Matteo Tretti Clementoni e Alessandro Gennai.

 

Il sondaggio di SecurityMed, che rappresenta in modo omogeneo tutte le regioni italiane e riflette la netta prevalenza di donne (94.3% del campione) fra i 46 e i 60 anni (48,1%) fra i consumatori di medicina e chirurgia estetica, evidenzia che la quasi totalità dei pazienti (92,8%) con il ritorno alla normalità tornerà a rivolgersi allo specialista: il 46,9% lo farà nelle stesse modalità di prima, il 45,9% con necessità di spiegazione dei protocolli di sicurezza. Per quanto riguarda le visite e i trattamenti già fissati prima del lockdown, il 45% dei pazienti ha dichiarato di volerli riprogrammare subito, mentre il 23,4% posticiperà per motivi economici.

Quanto al desiderio di trattamenti o interventi estetici, per quasi il 50% dei pazienti non è stato influenzato dalla pandemia. Durante la chiusura il 40% degli intervistati ha rilevato che l'aspetto fisico ha avuto un impatto importante sull'aspetto psicologico; in questo periodo ciò che mancato di più sono i trattamenti viso (72% per le donne e 57% per gli uomini).

E venendo invece alle risorse finanziarie che i pazienti di medicina e chirurgia estetica sono disposti a mettere in campo, il 60,5% ha risposto che saranno le stesse di prima, senza differenze di genere ma con una disponibilità minore nelle fasce più giovani. «Le risposte a tutte queste domande – sottolinea Bruno Bovani – non sono correlate al diverso impatto che l'emergenza sanitaria ha avuto nelle varie regioni italiane».

 

L'esperienza dei medici nei primi mesi di riapertura degli studi conferma le tendenze evidenziate dallo studio. «La domanda è rimasta stabile e i pazienti dimostrano fiducia nelle misure di sicurezza messe in campo – conclude Bovani –. Un effetto della pandemia è che la stagionalità è saltata: molti hanno cancellato o posticipato le ferie, perciò abbiamo avuto una consistente richiesta di procedure che normalmente d'estate sono poco praticate, come i trattamenti fotosensibilizzanti. Il focus è sicuramente sul viso, con i filler iniettabili per zigomi e labbra al primo posto fra i desiderata».

 


SecurityMed – Gruppo composto da oltre 1.250 medici estetici, chirurghi plastici, dermatologi e specialisti afferenti alla Medicina Estetica Italiani riunitisi durante l'emergenza sanitaria per gestire la riapertura degli studi e garantire ai pazienti le migliori cure in totale sicurezza. SecurityMed ha realizzato lo studio multicentrico "Pazienti e medicina estetica al tempo del Covid-19", coordinato dalla faculty scientifica composta da Fabrizio Melfa, Bruno Bovani, Pierfrancesco Cirillo, Matteo Tretti Clementoni e Alessandro Gennai.


martedì 22 settembre 2020

Studio del Burlo conferma la bontà dell'allattamento al seno in maniera rilassata

ALLATTARE AL SENO IN MANIERA RILASSATA È POSSIBILE E BENEFICO

Uno studio condotto dall'Irccs materno infantile "Burlo Garofolo" di Trieste conferma la bontà del biological nurturing: allattare in posizione rilassata e semi reclinata favorisce l'allattamento e diminuisce le problematiche del seno

 

Il biological nurturing, concepito e studiato dall'ostetrica inglese Suzanne Colson, è un nuovo approccio che permette alla madre di allattare in posizione rilassata e semi reclinata, con il neonato posto ventralmente sopra di sé, in modo che ogni parte del corpo del bambino sia a stretto contatto con la mamma. Questo metodo si contrappone a quello tradizionale secondo cui la madre, seguendo regole e posizioni precise, allatta seduta dritta, con il bambino sorretto in braccio; in questo modo, a causa della forza di gravità, il neonato tenderà a essere allontanato dalla madre. La posizione semi reclinata invece "apre" il corpo della mamma promuovendo il movimento del piccolo verso il seno, attraverso l'attivazione dei riflessi neonatali primitivi che stimolano l'allattamento, riducendo notevolmente i problemi al seno.

A dimostrarlo è stato uno studio condotto dall'Irccs materno infantile "Burlo Garofolo" di Trieste, recentemente  pubblicato sulla prestigiosa rivista "International Breastfeeding Journal" (https://internationalbreastfeedingjournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s13006-020-00261-4).

«L'importanza dello studio – riferisce Laura Travan, responsabile della Struttura Semplice Nido e Rooming-in dove è stata condotta la ricerca – tiene anche conto della fattibilità del nuovo approccio in un ambiente complesso come quello del Burlo, ospedale specializzato di terzo livello, e in una situazione di vita reale. A seguito degli ottimi risultati dello studio, il biological nurturing è diventato il metodo di scelta per l'avvio dell'allattamento presso il nostro Irccs, al punto da prevedere la formazione obbligatoria di tutti gli operatori sanitari per promuoverlo e sostenerlo».

 «Un approccio in grado allo stesso tempo di promuovere l'allattamento al seno con tutti i benefici che esso comporta, e di dimezzare l'incidenza dei fastidi che ne possono derivare, ha il potenziale per diventare un'importante misura di salute pubblica. Sarà interessante capire se, con il medesimo protocollo adottato al Burlo, in contesti totalmente differenti i risultati si manterranno», aggiunge Luca Ronfani, Direttore della Struttura di Epidemiologia del Burlo Garofolo e coordinatore dello studio.

A partire dal ricovero in ospedale dopo il parto, 208 donne sono state divise in due gruppi e hanno seguito i due diversi metodi di allattamento: quello innovativo del biological nurturing e quello tradizionale. «Si tratta del primo studio sperimentale realizzato a livello mondiale su questo approccio; quanto emerso – dichiara Mariarosa Milinco, della Struttura Complessa di Epidemiologia Clinica e Ricerca sui Servizi Sanitari – dimostra che i problemi al seno, come le dolorose ragadi che si possono formare sui capezzoli, sono più che dimezzati nelle donne che hanno allattato in posizione rilassata e semi reclinata. Con il biological nurturing viene promossa la continuità tra vita fetale e vita neonatale, in termini di contatto fisico e frequenza di alimentazione».

La vera innovazione del biological nurturing è rappresentata dal grande spazio lasciato all'istintività della madre e del bambino. «Le mamme non hanno più un compito da imparare ed eseguire, come avviene con le posizioni di allattamento tradizionali – prosegue Enrica Causin, infermiera del Nido ospedaliero –, semplicemente sono incoraggiate ad accomodarsi con la schiena semi reclinata e rilassata così da favorire il naturale percorso del bambino verso il seno: viene di fatto attuato un potenziamento di ciò che madre e figlio saprebbero naturalmente fare se lasciati liberi di conoscersi in modo istintivo e non supervisionato»Con il biological nurturing si assiste a un totale cambiamento rispetto al metodo tradizionale che prevede invece spiegazioni dettagliate da parte degli operatori sanitari che valuteranno la correttezza dell'operazione, ponendo la mamma nella stressante condizione di essere quasi sottoposta a un esame.

«Questa ennesima importante pubblicazione internazionale – sottolinea il Direttore Generale dell'Ircss, Stefano Dorbolò – costituisce la conferma della qualità del lavoro svolto da ricercatori e medici del nostro Istituto. Nello specifico – conclude -, il lavoro oggetto della pubblicazione conferma l'attenzione continua che il Burlo dedica alle condizioni di vita delle madri e dei bambini in ogni momento, attraverso un approccio teso al miglioramento continuo delle cure, delle tecniche e delle metodologie applicate».



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mercoledì 16 settembre 2020

Coppette mestruali: un vademecum per non sbagliare, firmato dalla ginecologa e dalla sessuologa



Raccolte le risposte alle più frequenti domande sulle coppette mestruali
Il vademecum per un corretto e facile utilizzo delle coppette mestruali
Una ginecologa e una sessuologa hanno raccolto le principali domande tra le loro pazienti che già utilizzano le coppette mestruali e altre che vorrebbero saperne di più

Milano, 16 settembre 2020 – "Le basi!", direbbero tra loro le ragazzine per sciogliere i dubbi delle coetanee incuriosite e combattute dal voler abbandonare l'assorbente (interno o esterno) per utilizzare le coppette mestruali.
Sono proprio quelle (le basi!) che abbiamo voluto raccogliere in un vademecum che contiene risposte semplici e precise fornite da una ginecologia (Manuela FARRIS) e una sessuologia (Roberta ROSSI) sul corretto e facile utilizzo delle coppette mestruali. 
Un tema ampiamente discusso e reso popolare da Intimina - la linea di coppette mestruali compatte in silicone medicale – che da sempre promuove grazie anche alla campagna  #WhileBleeding per stimolare le donne a voler condividere virtualmente le situazioni piacevoli anche in "quei giorni" .

Quale coppetta scegliere? 
Esistono diversi tipi di coppetta. Alcune sono particolarmente adatte alle principianti, altre adatte a chi ha una vagina più lunga, altre ancora per chi vuole avere rapporti sessuali anche durante il ciclo.
Come faccio a scegliere la misura giusta per me? 
Esistono due taglie: 
taglia A, per flussi mestruali non abbondanti e per chi non ha partorito (o ha partorito con taglio cesareo) 
taglia B, per chi ha un flusso mestruale più abbondante o donne che hanno partorito spontaneamente 
E' difficile metterla? 
Mettere la coppetta è molto più facile di quanto si pensi. Basta piegarla a metà e inserirla in vagina verso il basso. In genere è preferibile usare la stessa posizione che si usa abitualmente per inserire gli assorbenti interni, ma alcune ragazze preferiscono una posizione di squat. Una volta inserita bisogna passare il dito intorno per assicurarsi che sia aperta. Se così fosse, ripeti l'operazione
La coppetta potrebbe andare troppo su? 
Non può andare  troppo su perché la vagina ha una lunghezza limitata che si può facilmente controllare mettendo un dito in vagina
Cosa devo fare se non riesco a toglierla? 
Innanzitutto rilassati. Togliere il vuoto è facile basta schiacciare leggermente la coppetta sopra l'anello per togliere il vuoto che si è creato e successivamente tirare l'anello.
Nel caso in cui questa manovra non funzioni, bisogna inserire pollice e indice delicatamente in vagina, spingere con i muscoli vaginali verso il basso e provare a schiacciare qualche volta la coppetta tra le due dita fino a quando non si toglie il vuoto. Se anche questa manovra non funziona bisogna inserire un dito fino a sentire il bordo della coppetta e toglierlo dal collo dell'utero
Per quanto tempo posso tenerla inserita? 
La coppetta può essere usata fino a 12 ore consecutive. In base alla quantità del flusso mestruale potrebbe essere necessario toglierla prima
Ogni quanto tempo devo comprarne una nuova?
Le coppette mestruali possono durare fino a 10 anni se tenute bene. In genere però può essere indicato cambiarla dopo 3 anni
Possono provocare allergie o infezioni?
La coppetta mestruale è fatta in materiale anallergico ed è indicata soprattutto per chi è allergica agli assorbenti. Non c'è nessun aumento di infezioni con l'uso della coppetta mestruale
Non ho mai avuto rapporti, posso utilizzare la coppetta mestruale? 
Ci sono coppette adatte a ragazze che non hanno ancora avuto rapporti. Sono più piccole, (ma non meno capaci di trattenere il flusso) più morbide e più facilmente utilizzabili. Quindi nessun timore nell'utilizzare la coppetta anche se non è ancora iniziata una attività sessuale penetrativa. Magari conviene, prima di provare a introdurla, prendere un poco di confidenza con la zona e quindi provare a inserire un dito all'interno della vagina e spostarlo delicatamente avanti e indietro. Questo permetterà di muoversi più agevolmente quando si inserirà la coppetta la prima volta. Successivamente sarà tutto molto più semplice. 
Posso avere rapporti sessuali con la coppetta? 
Si: è possibile rimuovere il tabù del sesso durante le mestruazioni utilizzando la coppetta adatta. Si tratta di una coppetta che ricorda un diaframma. E' facile da utilizzare, è sicura e comoda. Con questa coppetta (Ziggy Cup non avrai il timore di sporcarti durante i rapporti sessuali e ti aiuterà a superare il disagio di non sentirsi desiderabili durante il ciclo.  Con la coppetta si è libere di mantenere e soddisfare il proprio desiderio sessuale anche durante le mestruazioni.  
Se uso la coppetta durante la penetrazione, il mio partner la sentirà? 
La coppetta che si usa durante i rapporti sessuali penetrativi è fatta appositamente, realizzata in silicone sottile, perché il partner non possa arrivare a percepirla, quindi si può utilizzare con tranquillità e senza timore che disturbi la sessualità.  

Informazioni su Intimina: 
Fondata nel 2009, Intimina è la linea completa di prodotti a marchio svedese per il benessere intimo delle donne. Con tre gamme di cure - Mestruale, Rinforzo del pavimento pelvico e Benessere femminile - Intimina ha prodotti per donne di tutte le età. Ogni prodotto è realizzato con materiali di alta qualità sicuri per il corpo ed è stato progettato e testato con il supporto di un gruppo mondiale di consulenti medici e ginecologi.


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mercoledì 26 agosto 2020

PEPSICO ANNUNCIA CON ORGOGLIO LA SPONSORIZZAZIONE DEL CAMPIONATO FEMMINILE DI CALCIO UEFA



PEPSICO ANNUNCIA CON ORGOGLIO LA SPONSORIZZAZIONE

DEL CAMPIONATO FEMMINILE DI CALCIO UEFA

 

Pepsi®, Lay's® e Gatorade insieme per il campionato europeo femminile di calcio UEFA fino all'estate 2025.

 

MILANO – 26 agosto 2020 In vista della finale femminile di UEFA Champions League che si terrà domenica 30 agosto, PepsiCo (NASDAQ: PEP) annuncia la sua partnership pluriennale con UEFA Women's Football, rafforzando ulteriormente la sua presenza in tutto il panorama calcistico d'élite. La partnership del gruppo PepsiCo con il campionato europeo femminile si affianca alla pluriennale sponsorizzazione della UEFA Champions League maschile.

 

"PepsiCo è orgogliosa di unificare e rafforzare la partnership globale con UEFA includendo anche il campionato europeo femminile", ha dichiarato Ram Krishan, Global Chief Commercial Officer di PepsiCo, proseguendo "Questo è un momento importante per l'evoluzione dello sport e per il nostro business in tutto il mondo. Non vediamo l'ora di accelerare la crescita di questo entusiasmante gioco, impegnandoci per il futuro del calcio femminile."

 

La partnership quinquennale vedrà PepsiCo sostenere il calcio femminile a tutti i livelli fino all'estate 2025. PepsiCo sarà partner principale della UEFA Women's Champions League, della UEFA Women's EURO, della UEFA Women's Championships Under-19 e Under-17, e della UEFA Women's Futsal EURO; sostenendo anche il programma UEFA Together #WePlayStrong che mira a incoraggiare più ragazze e donne a giocare a calcio.

 



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domenica 16 agosto 2020

Polvere (vera) di diamanti sul viso, Seticrei lancia il nuovo "rituale "dei vip

DONATELLA, LA COACH DELLA PELLE CHE INVENTO' IL PRIMO RITUALE ALLA POLVERE DI DIAMANTE
 
 
L'alchimista bresciana della skincare presenta il rivoluzionario trattamento anti-age che fa brillare il volto. È la sua ultima ricetta, arriva dopo decenni di studi. Tutto è iniziato con un'acne adolescenziale, adesso gestisce la beauty routine dei vip


La storia professionale di Donatella Colangelo inizia con un'acne virale. Aveva 16 anni quando il suo viso si deturpò. Lei provò di tutto: creme, consulti, trattamenti. Ma nulla le risolveva il problema, che di tanto in tanto persino peggiorava. Solo a 26 anni è riuscita a trovare la soluzione: da sola, da autodidatta. "A forza di studiare sui manuali le ricette per comporre le creme, sono riuscita a trovare quella che faceva al caso mio: la bava di lumaca purissima al cento per cento", spiega la lady del beauty, che oggi ha 42 anni e che nel 2015 ha fondato Seticrei, azienda che opera nella cosmesi naturale di lusso. "Non me ne ero ancora resa conto. Ma dalla mia esigenza personale era ormai nata una passione, e dalla passione a poco a poco stava per nascere il mio destino professionale".
Mentre Donatella studiava (negli anni, ha anche portato a termine il master in scienze e tecnologie cosmetiche dall'Università di Ferrara) la sua vita era ritmata prima dal lavoro in banca e poi dalla collaborazione con lo studio di commercialisti dei genitori. Fino a quando, dopo aver instaurato delle collaborazioni con dei piccoli laboratori cosmetici artigianali, decise di proporre al mondo le proprie ricette, fondando l'azienda che ha sede a Castelletto di Leno, in provincia di Brescia. Oggi Seticrei è specializzata nella realizzazione di linee di cosmetici naturali per tutti i tipi di pelle. Spiega Donatella: "Ogni mia ricetta è "dermofila": asseconda l'andamento della pelle, organo vivente a volte trascurato".

Alla base di Seticrei oggi c'è il concetto di rinascita. Ogni giorno ci si può ricreare, ricostruirsi. E Donatella è un coach della pelle, guru della bellezza. "Il mio lavoro si concentra sulla realizzazione di veri e propri rituali di bellezza", così lei spiega la sua filosofia basata sull'educazione cosmetica rivolta al cliente. "Il mio obiettivo principale non è solamente migliorare l'aspetto e la salute della pelle, ma sensibilizzare le mie clienti alla conoscenza dei prodotti cosmetici, insegnare loro a leggere le etichette. Abbiamo anche fondato una Academy, per noi è fondamentale che siano noti gli elementi che vanno a comporre il prodotto. Alla base di tutto c'è l'Inci, l'International nomenclature of cosmetic ingredients, una denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti presenti all'interno di un prodotto cosmetico".

Un percorso formativo, questo, che affascina chi la incontra. E che viene oggi proposto anche in centri estetici esclusivi di Brescia, Milano e Montecarlo. Nel corso degli anni, molti vip del mondo dello spettacolo si sono affidati a lei: sulla sua pagina Instagram ci sono alcuni dei loro volti. Attori e presentatori televisivi che si sono rivolti a Seticrei solo tramite passaparola, per provare trattamenti esclusivi. Come ad esempio l'unico rituale da cabina al mondo che utilizza polvere di diamante nebulizzata, che poi viene massaggiata direttamente sul viso. Esistono peraltro creme al diamante, ma è la prima volta che la polvere di diamante naturale viene usata pura in un trattamento estetico, un'innovazione assoluta che ha un ruolo di anti-age per la pelle e dona anche una preziosa brillantezza al volto.
Il diamante è infatti minerale perfetto per la salute e la gioventù della pelle: le restituisce un aspetto giovanile mediante l'attivazione di naturali processi anti-invecchiamento. Inoltre, la protegge dagli effetti nocivi del sole e dell'inquinamento. Non solo: i diamanti vengono impiegati anche per la loro struttura fisica. Sotto forma di microcristalli o microparticelle di diversa taglia, sono elementi essenziali per rinnovare l'epidermide e rimuovere le impurità che la intossicano.

"Andiamo a nutrire la pelle con oligoelementi che attivano le reazioni chimiche vitali delle cellule, intervenendo nella microcircolazione epidermica", conclude Donatella. "Abbiamo aggiunto i peptidi, aminoacidi utilizzati per la loro efficacia anti-aging. Sono sostanze "messaggere": sull'epidermide si trovano delle strutture composte da zucchero, polisaccaridi, che hanno la funzione di ricettori. Questi recettori captano le sostanze messaggere generate dai peptidi e lo trasmettono al nucleo della cellula, che genera una pelle più sana e luminosa. Siamo orgogliosi di questa linea, è meraviglioso vedere la luce che crea sui volti di chi la usa".


UFFICIO STAMPA VELVET MEDIA / press@velvetmedia.it / 366 2470938

SCHEDA - IL RITUALE DA CABINA ALLA POLVERE DI DIAMANTE
Per ottenere i benefici derivanti dalla polvere nebulizzata di diamante naturale sulla pelle, Seticrei ha creato un rituale da cabina, unico a livello mondiale, che prevede il massaggio del viso. Eccolo:
Inumidire il viso con acqua tiepida
Detergere a fondo la pelle con LATTE DETERGENTE AL CAVIALE
Risciacquare il latte detergente con acqua tiepida
Sulla pelle umida ma non bagnata procedere con:
GOMMAGE VISO, se la pelle si presenta impura, con grana spessa;
LEVIGANTE VISO DELICATO, se la pelle si presenta secca o sensibile;
Risciacquare il viso dal GOMMAGE o LEVIGANTE VISO DELICATO
Preparare l'ALGINATO da stendere sul viso utilizzando le seguenti dosi: 3-4 cucchiaini di polvere con 15 ml di soluzione da mescolare insieme
Lasciare in posa l'alginato 30/40 minuti, dopo 15 minuti la cliente inizia a sentire la pelle che tira e poi sempre di più
Rimuovere l'alginato con acqua tiepida
Asciugare perfettamente il viso
Prendere l'OLIO AL CAVIALE e mescolare la polvere di diamante naturale insieme all'olio e procedere con un massaggio che coinvolga il decoltè, zona cervicale e viso.
Prendere la POLVERE DI DIAMANTI NATURALI (flacone da 5 ml) e cospargere il viso di polvere
Il massaggio dovrà durare almeno 15/20 minuti
A massaggio terminato cospargere nuovamente il viso con il FINISH DIAMOND picchiettando
A massaggio terminato mettere il SIERO DIAMOND da cabina su tutto il viso, che va agitato prima di essere utilizzato
 
 
Donatella Colangelo

giovedì 23 luglio 2020

Estate e fertilità, la stagione più calda è la migliore per concepire un bambino.

IVI: estate e fertilità, la stagione più calda è la migliore per concepire un bambino.
  • In estate i ritmi più rilassati determinano un calo delle tensioni, una crescita dell'intimità e dunque delle possibilità di concepimento.
  • L'aumento della melatonina, dovuto alla luce, rappresenta un regolatore naturale del ciclo mestruale.
  • La vitamina D migliora la qualità degli ovociti.

Roma, 23 luglio 2020

L'estate è la stagione ideale per provare ad avere un bambino. I ritmi sono più rilassati e distesi, le tensioni calano e le vacanze rappresentano un momento ideale per coltivare l'intimità e lo stare insieme. Tuttavia, non sono solo ragioni antropologiche e sociali che spingono gli esperti a sostenere questa tesi, ma anche ragioni scientifiche.

"La vitamina D gioca un ruolo fondamentale per le donne." Afferma Daniela Galliano, medico, chirurgo, ginecologo, direttrice del Centro IVI di Roma. "D'estate, con l'allungarsi delle giornate e l'aumento delle ore di luce, i livelli di questa preziosa vitamina si innalzano determinando un miglioramento nella qualità degli ovuli femminili. In più, il conseguente innalzamento del livello di melatonina, determina una naturale regolazione del ciclo mestruale." "Così – continua la dottoressa – per le coppie che sono in cerca di un figlio, non solo sarà molto più semplice calcolare il periodo dell'ovulazione ma anche più preciso."

"Inoltre, il periodo estivo è fondamentale anche per alleviare lo stress, uno dei principali nemici della fertilità. È importante dedicare tempo a sé stessi, concedendosi il giusto riposo e recuperando un ciclo naturale di sonno – veglia, non cadenzato dai pressanti ritmi della quotidianità".

 

"Anche se la diffusione del Covid-19 ha determinato l'insorgere di numerose paure e preoccupazioni per il futuro, parallelamente l'emergenza sanitaria ha generato un desiderio di rinascita per molte coppie, che, ritrovandosi durante il lockdown, si sono riscoperte e hanno scoperto un forte desiderio di genitorialità. La convivenza forzata di questi mesi ha anche spinto coloro le quali sospettavano un problema di fertilità a confrontarsi, ad affrontare finalmente il problema e a rivolgersi a medici specialisti, una volta riaperte le attività di pma. I nostri dati IVI, raccolti dalla riapertura di giugno ad oggi, dimostrano infatti come le prime visite siano in aumento rispetto allo scorso anno. Un dato che in parte rincuora, considerando come il Bilancio Demografico Istat 2019 ci confermi di essere in presenza del più forte calo demografico dall'Unità d'Italia. Speriamo – conclude Daniela Galliano – che questo possa essere l'inizio di una ripresa del Paese, anche dal punto di vista demografico."

 

"Anche quindi per coloro che stanno affrontando un trattamento di Fecondazione Assistita, l'estate può essere una stagione in cui il relax e la serenità del tempo libero possono essere utili per affrontare il trattamento nel migliore dei modi, con alcune precauzioni. Ad esempio, dopo il transfer di embrioni è consigliabile evitare situazioni in cui la temperatura del corpo possa salire, come la sauna o l'abbronzatura.  Attenzione anche alla disidratazione e a sport che prevedano movimenti bruschi. E niente alcol o farmaci, senza prima aver chiesto consiglio a un medico."



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