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L'informazione al Femminile

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mercoledì 8 gennaio 2020

ALLATTAMENTO, facciamo chiarezza. Che cosa significano AGALATTIA e IPOGALATTIA?

 
ALLATTAMENTO, FACCIAMO CHIAREZZA
 
COSA SIGNIFICANO AGALATTIA E IPOGALATTIA? 

Mancanza totale o parziale di latte materno

Gli ormoni implicati nella produzione (o "non produzione") e nell'emissione (o "non emissione") di latte materno sono gli stessi ormoni che permettono a una donna di restare incinta, di portare avanti una gravidanza e di partorire. 
Ne consegue che, se una donna ha partorito, vuol dire che è sicuramente in possesso di tutto ciò che serve per produrre e far uscire il latte materno.   

Se è così, perché si parla tanto di agalattia, o mancanza totale di latte, e di ipogalattia, o mancanza parziale di latte? Se ne parla spesso a sproposito, ed è perciò utile qualche chiarimento.
 
 
La mancanza totale di latte materno è una condizione rarissima. Può essere dovuta a:
 
Mancanza di tessuto mammario (il tessuto ghiandolare che all'interno della mammella produce il latte). I casi descritti nella letteratura medica si contano sulle dita di una mano, per cui non vale nemmeno la pena di prenderla in considerazione. Oltretutto, la diagnosi si fa solitamente prima che la donna pensi di avere figli, quando si vede che una o entrambe le mammelle non si sviluppano, oppure in gravidanza, quando le mammelle, che normalmente aumentano di volume sotto l'effetto degli ormoni che le preparano a produrre latte, non aumentano di volume. Se l'ipoplasia (così si chiama il mancato sviluppo del tessuto mammario) è bilaterale e totale, il latte non può essere prodotto; se è monolaterale e/o parziale, si produce latte in proporzione alla quantità di tessuto mammario esistente.
 
 
Mancanza degli ormoni prodotti dall'ipofisi, una piccola ghiandola alla base del cervello. Rarissimamente, l'ipofisi può essere parzialmente o totalmente distrutta da complicazioni del parto (emorragie della base del cervello) o da gravi infezioni e tumori. Anche in questo caso, le evenienze si contano sulle dita di una mano e la produzione di latte può essere assente o ridotta, in proporzione alla quantità di tessuto ipofisario non funzionante. Si tratta comunque di gravi situazioni mediche che rendono secondario l'allattamento.

In rari casi, una chirurgia per la riduzione di mammelle troppo grandi può comprendere anche parti della circolazione e dell'innervazione delle mammelle (o della mammella, se la chirurgia è stata fatta da un solo lato) che sono essenziali per la produzione e la fuoriuscita del latte. Anche in questi rari casi la mancanza può essere totale o parziale, a seconda dell'estensione della chirurgia.

 
A volte, su richiesta della madre o per indicazioni mediche (per esempio, in caso di psicosi grave, di dipendenza da droghe pesanti, di carcinoma bilaterale del seno), si blocca la produzione di latte con appositi farmaci. Si tratta ovviamente di agalattia voluta. Più raramente la mancata produzione di latte conseguente all'uso di farmaci che ne bloccano la produzione non è voluta, ma accidentale, o resa necessaria per trattamenti che non possono giovarsi di farmaci alternativi.
 
Il totale di questi casi, comunque, è di molto inferiore al numero di madri che devono usare formula artificiale per vere controindicazioni all'allattamento, come per esempio alcune malattie congenite del neonato (galattosemia), o alcune infezioni che si possono trasmettere con il latte materno, come l'HIV (anche se in molti Paesi le linee guida non la considerano più una controindicazione se madre e bambino sono controllati dal medico e assumono regolarmente farmaci antiretrovirali).
 
Risulta chiaro che la mancata produzione di latte è:
A) rarissima, e
B) quasi sempre legata a situazioni mediche gravi.
 
 
La mancanza parziale di latte materno è molto più frequente, ma è quasi sempre dovuta a una cattiva gestione dell'allattamento, soprattutto delle sue fasi iniziali (primi giorni e prime settimane). La cattiva gestione dell'allattamento, a sua volta, è quasi sempre imputabile ai servizi e agli operatori sanitari; si può affermare senza timore di essere smentiti che si tratta di ipogalattia iatrogena, derivante cioè da cure inappropriate con effetti secondari negativi, ad esempio:

mancate o inadeguate informazioni sull'allattamento in gravidanza;
mancato attacco al seno nella prima ora dopo la nascita;
inibizione dei riflessi neonatali e materni primitivi;
separazione tra madre e neonato;
orari fissi per le poppate;
mancata prevenzione di problemi comuni del seno (dolore, ragade, ingorgo);
supplementazione inappropriata di formula artificiale;
mancata identificazione di problemi facilmente risolvibili (ad esempio, frenulo corto);
mancanza di competenze nel gestire l'allattamento in neonati prematuri;
inappropriata gestione di comuni problemi materni (per esempio, depressione post-parto, fumo e uso di sostanze);

Più raramente, la cattiva gestione è indipendente dai servizi e dagli operatori sanitari, associata a problemi di cultura e di educazione della madre e/o della famiglia. Si tratta, comunque, di ostacoli all'allattamento prevenibili e/o risolvibili, tra l'altro facilmente se solo i servizi fossero organizzati per la protezione, la promozione e il sostegno dell'allattamento, e se solo tutti gli operatori fossero adeguatamente formati e se attorno alla madre che allatta si formasse una "catena calda" che veda servizi e operatori collaborare attivamente con consulenti in allattamento e mamme alla pari, oltre che con la famiglia (allargata a persone di fiducia nella comunità).
 
Ancora più rari sono i casi di mancanza parziale di latte materno non dovuti a cattiva gestione dell'allattamento. Oltre ai pochi descritti all'inizio si possono aggiungere quelli dovuti a:

- Alcune malattie della madre (per esempio, alcune malattie autoimmuni, disturbi psichiatrici e dell'appetito, grave insufficienza epatica o renale, gravi patologie della tiroide, ovaie policistiche)
- Alcune malattie del neonato (per esempio, labbro leporino, problemi di sviluppo neurologico e/o motorio, alcune malattie congenite, prematurità, infezioni gravi)
- Previa chirurgia della mammella (per carcinomi o per aumento o riduzione)
- Capezzoli veramente invertiti (ma la maggioranza dei capezzoli cosiddetti invertiti permette lo stesso di allattare)
- Complicazioni del parto (gravi emorragie, ritenzione di placenta)
- Nuova gravidanza (ma non si tratta di controindicazione ad allattare)
 
In tutti questi casi, e altri più rari, la gestione dell'allattamento diventa più complessa e c'è bisogno di servizi e di operatori più qualificati e competenti, che operino in rete. Si tratta comunque di casi risolvibilispesso senza che sia necessario ricorrere alle formule artificiali.
 

Il totale quindi delle donne che partoriscono in Italia e che sono sogget­te ad agalattia o ipogalattia si attesta intorno al 3%. Tutte le altre… no.

 
I riferimenti bibliografici su quanto scritto sopra sono numerosissimi e non possono essere citati in un testo così breve e divulgativo. Più facile trovarli in un buon libro di testo, come per esempio:  Riordan J, Wanbach K. Breastfeeding and human lactation. Jones & Bartlett, 2015


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venerdì 27 dicembre 2019

Axpo: Cecilia Gatti nuovo Direttore Affari Regolatori

Axpo Italia: Cecilia Gatti nuovo Direttore Affari Regolatori

La manager, già alla guida delle relazioni esterne di Arera, vanta una lunga esperienza in società e istituzioni del settore energetico e contribuirà allo sviluppo del percorso di crescita del Gruppo.

 

 

 

 

Milano, dicembre 2019 – Con effetto dal 1° dicembre 2019, Cecilia Gatti entra a far parte del Gruppo multinazionale Axpo, con la carica di Direttore Affari regolatori di Axpo Italia. 

Cecilia Gatti, laurea in Scienze politiche, vanta una significativa e pluriennale esperienza nel settore energetico avendo operato al servizio di importanti società italiane e di istituzioni. 

Dopo aver ricoperto diversi ruoli in Italgas, è passata alla consulenza in Energy Advisors, collaborando sia con gruppi industriali che a iniziative di comunicazione, tra cui Quotidiano Energia, per essere poi consulente presso l'Autorità per l'energia elettrica e il gas (oggi ARERA).

Ha, quindi, maturato una prima esperienza nelle istituzioni, supportando l'allora Capo Dipartimento per l'energia del Ministero dello sviluppo economico, per poi diventare prima assistente del Collegio dell'Arera e poi direttore della Direzione Relazioni Esterne e Istituzionali, e da ultimo tornare al mondo delle imprese in Snam, dove ho operato in ambito istituzionale.

 

L'ingresso di Cecilia Gatti come Direttore Affari Regolatori nel top team di Axpo fa parte del processo di investimento e di sviluppo intrapreso dal leader energetico svizzero che consolida in questo modo la propria strategia di crescita per rispondere al meglio alle sfide del mercato italiano.

Riconosciuta un'eccellenza nella gestione dei clienti Business, sempre attenta ai cambiamenti sociali, Axpo Italia è ora anche attiva nel settore retail con il recente lancio di Pulsee energy company con nuovi servizi semplici, trasparenti, innovativi, 100% digital e paperless che rispondono alla granularità delle esigenze di consumatori nuovi e tradizionali con l'obiettivo di migliorare la vita di tutti i giorni. 

 

 

Salvatore Pinto, Presidente di Axpo Italia, commenta: "Cecilia Gatti arricchisce ulteriormente il nostro team sia per le sue competenze nel settore energetico sia per le importanti esperienze sviluppate nel corso della sua carriera. La sua presenza in qualità di responsabile agli Affari Regolatori e di supervisore dell'analisi dell'evoluzione normativa dell'energia elettrica e del gas, è fondamentale per rafforzare ulteriormente la nostra presenza sul mercato energetico nazionale."

 

 

Axpo Italia è parte del Gruppo svizzero Axpo, attivo da oltre 100 anni nel mercato dell'energia, presente in oltre 30 paesi (in Europa e negli Usa). In Italia è il quarto operatore nel mercato libero. 

Axpo è leader mondiale nell'Energy Power Trade ed è attiva anche nel nostro Paese nel trading, con un ruolo primario nelle differenti borse di commodity energetiche e derivati. 

Precursore nel campo delle energie rinnovabili, Axpo è impegnata da anni nello sviluppo di soluzioni green su misura per le aziende che decidono di ridurre il proprio impatto sull'ambiente e nell'evoluzione della mobilità elettrica cittadina. 

Negli ultimi anni Axpo ha lavorato ad un progetto e ha preso parte ad una joint venture con numerosi gruppi internazionali per il consorzio TAP, Trans Adriatic Pipeline che porterà gas naturale in Italia dai confini occidentali della Turchia attraverso la Grecia, l'Albania e il mar Adriatico.

 

 

 

 

AXPO, FULL OF ENERGY

Da oltre 100 anni il Gruppo Axpo produce e fornisce energia con la competenza di un leader nel trading energetico per oltre 3 milioni di persone e migliaia di aziende. 

Nata in Svizzera nel 1914, Axpo è presente oggi in oltre 30 paesi in Europa e occupa 4.500 persone che combinano competenze nella produzione di energia elettrica sostenibile e capacità di innovare grazie alla ricerca. Sostenibilità e affidabilità sono i valori fondanti di Axpo per lo sviluppo di soluzioni e servizi innovativi lungo tutta la filiera energetica, dalla produzione alla fornitura per il cliente finale. 

Axpo Italia è stata fondata nel 2000 durante la transizione al libero mercato ed è oggi uno dei maggiori player con una presenza lungo l'intera catena dell'energia. 

Axpo Italia porta l'esperienza internazionale del gruppo Axpo all'interno dei mercati locali, creando valore all'interno della filiera dell'energia italiana, convinti del ruolo fondamentale rappresentato dall'approvvigionamento di energia nel determinare la competitività di un'azienda. 

Axpo Italia ha la sua sede centrale a Genova, e sedi commerciali e di rappresentanza a Milano e Roma.



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venerdì 20 dicembre 2019

Natale & Co: i consigli salva linea di Emanuela Caorsi, prima nutrizionista olistica d'Italia

Natale & Co, come "sopravvivere" a pranzi e cenoni con golosa saggezza:

i consigli salva linea di Emanuela Caorsi, prima nutrizionista olistica d'Italia

 

Milano, dicembre 2019 – Il Natale, si sa, porta con sé la magia dell'attesa e la gioia della convivialità, ma fra pranzi e cenoni il rischio è quello che la "troppa bontà" appesantisca la silhouette. Eppure, con i giusti accorgimenti a tavola, è possibile gustare a pieno i piatti delle feste, senza rinunciare a qualche sana trasgressione. Parola di Emanuela Caorsi, prima nutrizionista olistica d'Italia, che ci svela alcuni preziosi consigli:   

 

1.    Un'insalata ci salverà:

per favorire il senso di sazietà e depurare l'organismo è consigliabile assumere un bel piatto di verdure ricche di fibra. Non "tristi" verdure al vapore, ma insalate sfiziose, come quella di finocchi, arance e pistacchi o broccoli al forno con noci, feta e melograno.

Il consiglio furbo:

per tenere a bada l'appetito, provate la mia ricetta speciale, ispirata a profumi e sapori della Sicilia. 

 

2.    Non esagerate con il Mix & Match:

più alimenti si mangiano durante lo stesso pasto, più la digestione diventa difficile perché l'organismo non capisce cosa debba assimilare prima o dopo.

Il consiglio furbo:

cercate di trattenervi con gli antipasti, scegliendone solo un paio, per poi concedervi le altre portate.

 

3. Less is more!

se riuscite ad arrivare a fine pasto senza sentirvi esplodere è già un'ottima cosa: la vostra digestione non ne risentirà e vi sveglierete senza quei fastidiosi occhi gonfi dovuti ad una digestione lenta e ad un fegato affaticato.

Il consiglio furbo:

Il segreto è assaggiare un po' di tutto senza esagerare.

 

4. Senza guscio è meglio:

"La frutta a guscio contiene delle sostanze che inibiscono il funzionamento dei nostri enzimi digestivi: meglio non esagerare con noci, nocciole, pistacchi e affini, per non rischiare di rallentare la nostra digestione", raccomanda la nutrizionista.

Il consiglio furbo:

la frutta a guscio andrebbe sempre messa in ammollo, almeno per dodici ore, per poter eliminare i suoi "anti-nutrienti" ed essiccata per una conservazione ottimale.

 

5. Frutta a fine pasto? Preferite quella disidratata

la frutta fresca a fine pasto andrebbe evitata perchè fa fermentare gli alimenti appena ingeriti.

Il consiglio furbo:

Meglio la frutta disidratata, ma senza esagerare, perché è pur sempre molto zuccherina e se abbinata a panettone, pandoro e torrone rischia di far impennare l'apporto calorico.

 

6. Lotta all'acidosi:

visto che spesso le cene sono accompagnate da vino e bollicine che tendono ad acidificare il corpo e a sovraccaricare il fegato, già affaticato dalle abbuffate natalizie, per evitare di svegliarsi con il cerchio alla testa il giorno dopo, è consigliabile assumere un basificante prima del riposo notturno, ovvero un mix di minerali facile da trovare anche in farmacia.

Il consiglio furbo:

provate anche il classico rimedio della nonna: la limonata calda con una foglia di alloro può essere portentosa per stimolare la digestione.

 

7. Il giorno dopo un pasto in meno:

"Il mio consiglio è di digiunare, saltando un pasto e bevendo solo acqua calda fino al pasto successivo", spiega Emanuela Caorsi. "Quindi se fate il cenone, saltate la colazione e pranzate il giorno dopo oppure, se fate il pranzo, saltate la cena e fate colazione il giorno dopo. Mangiare il pasto successivo solo quando si ha genuinamente fame e si sente il famoso buco nello stomaco è importantissimo".

 

8. Godetevi il momento:

"Questo è il mio consiglio di cuore: godetevi il momento senza pensare troppo alle calorie o alla linea: non sarà un pasto un po' più abbondante a mandare all'aria ciò che avete fatto fino a quel momento", conclude la nutrizionista.

 

 

Profilo di Emanuela Caorsi

 

Emanuela Caorsi, la prima Nutrizionista Olistica in Italia, ha deciso di lasciare il suo precedente lavoro da Ingegnere Strutturista per seguire la sua "missione": insegnare alle persone la stretta connessione tra alimentazione e salute, purtroppo ancora trascurata dalla maggior parte della classe medica in Italia.

La sua formazione all'avanguardia grazie al percorso di studi svolto presso la Canadian School of Natural Nutrition in Canada la porta spesso a diffondere informazioni "scomode" (ma incredibilmente vere!) e controcorrente circa alimentazione e salute. Per Emanuela il conteggio di calorie e "macros" è ormai anacronistico: quello che conta sono la qualità e la provenienza del cibo che si mangia. Inoltre, per Emanuela, non esistono tabelle standardizzate valide per tutti: ogni

persona è unica, con una sua storia medica, ma soprattutto con un vissuto e un bagaglio di emozioni che non possono essere trascurati.

Emanuela ha ricevuto il premio come Miglior Healthy Food Blog ai Cucina Blog Award de Il Corriere della Sera del 2018.

 

 

Le ricette salva linea di Emanuela Caorsi

 

 

Insalata di arance, finocchi e pistacchi

 

 

 


Per 6-8 persone:

 

Ingredienti

3 finocchi (con la barbetta verde)

3 arance

2 cucchiai di olio EVO

1 bel pizzico di sale integrale

3 cucchiai di pistacchi al naturale

Chicchi di melograno per decorare

 

 

 

Procedimento

Tenete da parte qualche ciuffetto verde della barba del finocchio.

Lavate i finocchi, divideteli a metà nel senso della lunghezza e tagliateli a fettine sottili con una mandolina o con il coltello. Teneteli da parte.

Pelate a vivo due arance e tenete i segmenti di arancia.

In una ciotola, unite il succo della terza arancia, l'olio Evo e il sale. Emulsionate tutto con una frusta o una forchetta.

In una ciotola capiente mettete i finocchi e i segmenti di arancia, aggiungete il condimento a base di succo di arancia e olio Evo. Mescolate bene con le mani o con un cucchiaio.

Lasciate marinare per almeno un'ora in frigorifero.

Togliete l'insalata dal frigo 30 minuti prima di servirla.

Tritate grossolanamente i pistacchi e aggiungieteli insieme al melograno e ai ciuffetti verdi di finocchio all'insalata un attimo prima di servirla.

 

Broccoli al forno con feta, noci e melograno

 

 

 

Per 6-8 persone:

Ingredienti

2 broccoli grandi o 3 piccoli

100 gr di feta di capra e pecora bio

2 cucchiai di olio EVO

Sale integrale q.b.

60 gr di noci sgusciate

Chicchi di melograno per decorare

 

 

 

 

 

Procedimento

Preriscaldate il forno a 180 gradi (statico).

Lavate e dividete in cimette i broccoli.

Tagliatele in due se troppo grandi.

Disponetele in una pirolifa di ceramica da portata.

Conditele con olio EVO e sale e mescolate con le mani o con un cucchiaio.

Infornate per 15 minuti.

Togliete dal forno, aggiungiete la feta sbriciolata e le noci spezzate grossolanamente con le mani.

Infornate per altri 10 minuti.

Decorate con i chicchi di melograno e servi subito.

 

Christmas Tips:

fate cuocere i broccoli per 15 minuti qualche ora prima del pranzo o della cena e metteteli in forno con gli ultimi ingredienti solo quando gli ospiti saranno arrivati.

 

                                                                                     



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giovedì 19 dicembre 2019

Un libro per rompere i tabù ed avvicinare la donna alle cure per il benessere intimo. Dieci storie narrate dal Dr. Paolo Mezzana descrivono queste tematiche sotto una nuova luce. Il Dr. Mezzana sarà ospite di El.En. Spa,

Un libro per rompere i tabù ed avvicinare la donna alle cure per il benessere intimo

L'imbarazzo e la poca consapevolezza dei disturbi legati alla salute vulvo vaginale sono spesso un ostacolo per rivolgersi al proprio medico e scegliere la soluzione più adeguata.

Dieci storie narrate dal Dr. Paolo Mezzana descrivono queste tematiche sotto una nuova luce. Il Dr. Mezzana sarà ospite di El.En. Spa, azienda fiorentina che ha scoperto la luce terapeutica del laser MonnaLisa Touch, per raccontare le problematiche intime dell'universo femminile, con la moderazione di Susanna Bonfanti, giornalista e conduttrice televisiva.

 

 

Quanta confidenza abbiamo con la parola "vagina"? Purtroppo ancora poca.

 

L'intuizione del Dr. Paolo Mezzana, attraverso il libro "I dialoghi della vagina" è quella di farla dialogare, siamo oltre il monologo della vagina, ora essa può relazionarsi con l'altro e ritrovarsi oltre l'intimità, unico spazio che le è concesso.

Paolo sprona a sradicare il tabù intorno a questo termine che deve esser pronunciato con naturalezza, come quando pronunciamo la parola cuore o mani, gambe, bocca... quella che serve per denunciare una società che ancora vuole censurare le parti intime di una donna. La paura di svincolarsi, ovvero di rendere il linguaggio della sessualità limpido ed elastico, altera spesso anche il concetto di "cura" che dovrebbe ruotare attorno alla possibilità di concedere agli esseri umani di abbassare i livelli di pregiudizio, concedendo una "giusta" educazione sessuo-affettiva. Secondo recenti statistiche il 45% delle donne, nell'arco della loro vita, riscontrano problemi a livello dei genitali esterni che compromettono la loro vita sessuale e di coppia, ma solo il 15% si rivolge al medico.

 

"I dialoghi della vagina" è anche un modo per relazionarsi con l'altro da sé e quindi per riappacificare il dialogo tra sessi opposti ormai deteriorato è il dialogo tra vecchi femminismi e gli uomini di oggi, ricerca di equità ed equilibrio tra il maschile e il femminile.

Il Dr. Paolo Mezzana, con delicata apprensione e tecnicismo che derivano dalla sua pratica professionale, accoglie il limite della malattia, dell'età, della violenza, della fisicità violata, della prigionia di una sessualità ignorata o di un corpo per restituire spazio alla bellezza, alla dignità ed al diritto inalienabile di ogni donna alla vita in ogni suo aspetto.

"Vagina" non è solo l'organo che assurge a dignitosa esistenza in funzione della vita che è in grado di generare... "vagina" è vita che ha voglia di comunicare e Paolo Mezzana la racconta questa vita, senza inibizioni.

L'Ingegner Paolo Salvadeo, direttore generale di El.En. SpA ha dichiarato "Sono felice di ospitare di nuovo in El.En. il dottor Paolo Mezzana, per la presentazione del suo libro, destinato a divenire uno dei best seller più intriganti dell'inverno. Come ha appena fatto Paolo, sfatare un tabù (parlare di vagina, dei suoi problemi, o di quelli ad essa correlati, e risolverli), ha determinato un vero successo per il nostro gruppo. A Firenze siamo praticamente nella culla del "Rinascimento della Vagina", con il primo laser al mondo che è stato inventato per trattamenti di atrofia vaginale, e per altre enne disfunzioni dell'organo genitale femminile. Oggi abbiamo all'attivo circa 50 pubblicazioni internazionali, su riviste scientifiche di grande rilevanza, la metà delle quali effettuate da primari ospedali ed università americane. Il laser CO2 è oggi la soluzione non chirurgica e non farmacologica più efficace per prevenire e trattare l'atrofia vaginale, e le sue conseguenze, sintomi di cui soffrono molte donne in menopausa, nel post parto, o dopo intervento di rimozione del tumore al seno. Fino a pochi anni fa si parlava poco di sesso, con le bambine che crescevano nella pressoché totale ignoranza sull'argomento. Questo clima di censura ha alimentato il divulgarsi di tabù, di cui in parte ci siamo liberati, anche grazie alle lotte femministe e, a seguire, alla letteratura, alla filmografia, a persone straordinarie come il dottor Mezzana, e ai nostri laser, che rivedono finalmente protagoniste donne sessualmente attive" conclude l'Ing. Salvadeo.



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Un libro per rompere i tabù ed avvicinare la donna alle cure per il benessere intimo. Dieci storie narrate dal Dr. Paolo Mezzana descrivono queste tematiche sotto una nuova luce. Il Dr. Mezzana sarà ospite di El.En. Spa,

Un libro per rompere i tabù ed avvicinare la donna alle cure per il benessere intimo

L'imbarazzo e la poca consapevolezza dei disturbi legati alla salute vulvo vaginale sono spesso un ostacolo per rivolgersi al proprio medico e scegliere la soluzione più adeguata.

Dieci storie narrate dal Dr. Paolo Mezzana descrivono queste tematiche sotto una nuova luce. Il Dr. Mezzana sarà ospite di El.En. Spa, azienda fiorentina che ha scoperto la luce terapeutica del laser MonnaLisa Touch, per raccontare le problematiche intime dell'universo femminile, con la moderazione di Susanna Bonfanti, giornalista e conduttrice televisiva.

 

 

Quanta confidenza abbiamo con la parola "vagina"? Purtroppo ancora poca.

 

L'intuizione del Dr. Paolo Mezzana, attraverso il libro "I dialoghi della vagina" è quella di farla dialogare, siamo oltre il monologo della vagina, ora essa può relazionarsi con l'altro e ritrovarsi oltre l'intimità, unico spazio che le è concesso.

Paolo sprona a sradicare il tabù intorno a questo termine che deve esser pronunciato con naturalezza, come quando pronunciamo la parola cuore o mani, gambe, bocca... quella che serve per denunciare una società che ancora vuole censurare le parti intime di una donna. La paura di svincolarsi, ovvero di rendere il linguaggio della sessualità limpido ed elastico, altera spesso anche il concetto di "cura" che dovrebbe ruotare attorno alla possibilità di concedere agli esseri umani di abbassare i livelli di pregiudizio, concedendo una "giusta" educazione sessuo-affettiva. Secondo recenti statistiche il 45% delle donne, nell'arco della loro vita, riscontrano problemi a livello dei genitali esterni che compromettono la loro vita sessuale e di coppia, ma solo il 15% si rivolge al medico.

 

"I dialoghi della vagina" è anche un modo per relazionarsi con l'altro da sé e quindi per riappacificare il dialogo tra sessi opposti ormai deteriorato è il dialogo tra vecchi femminismi e gli uomini di oggi, ricerca di equità ed equilibrio tra il maschile e il femminile.

Il Dr. Paolo Mezzana, con delicata apprensione e tecnicismo che derivano dalla sua pratica professionale, accoglie il limite della malattia, dell'età, della violenza, della fisicità violata, della prigionia di una sessualità ignorata o di un corpo per restituire spazio alla bellezza, alla dignità ed al diritto inalienabile di ogni donna alla vita in ogni suo aspetto.

"Vagina" non è solo l'organo che assurge a dignitosa esistenza in funzione della vita che è in grado di generare... "vagina" è vita che ha voglia di comunicare e Paolo Mezzana la racconta questa vita, senza inibizioni.

L'Ingegner Paolo Salvadeo, direttore generale di El.En. SpA ha dichiarato "Sono felice di ospitare di nuovo in El.En. il dottor Paolo Mezzana, per la presentazione del suo libro, destinato a divenire uno dei best seller più intriganti dell'inverno. Come ha appena fatto Paolo, sfatare un tabù (parlare di vagina, dei suoi problemi, o di quelli ad essa correlati, e risolverli), ha determinato un vero successo per il nostro gruppo. A Firenze siamo praticamente nella culla del "Rinascimento della Vagina", con il primo laser al mondo che è stato inventato per trattamenti di atrofia vaginale, e per altre enne disfunzioni dell'organo genitale femminile. Oggi abbiamo all'attivo circa 50 pubblicazioni internazionali, su riviste scientifiche di grande rilevanza, la metà delle quali effettuate da primari ospedali ed università americane. Il laser CO2 è oggi la soluzione non chirurgica e non farmacologica più efficace per prevenire e trattare l'atrofia vaginale, e le sue conseguenze, sintomi di cui soffrono molte donne in menopausa, nel post parto, o dopo intervento di rimozione del tumore al seno. Fino a pochi anni fa si parlava poco di sesso, con le bambine che crescevano nella pressoché totale ignoranza sull'argomento. Questo clima di censura ha alimentato il divulgarsi di tabù, di cui in parte ci siamo liberati, anche grazie alle lotte femministe e, a seguire, alla letteratura, alla filmografia, a persone straordinarie come il dottor Mezzana, e ai nostri laser, che rivedono finalmente protagoniste donne sessualmente attive" conclude l'Ing. Salvadeo.



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venerdì 13 dicembre 2019

Risveglia il metabolismo prima delle feste, per evitare i sensi di colpa, con i 5 cibi consigliati da Ricettedellanonna.net

Risveglia il metabolismo prima delle feste, per evitare i sensi di colpa

5 cibi consigliati da Ricettedellanonna .net, per accelerare il metabolismo e bruciare più grassi

 

 

Le feste sono sempre più imminenti e iniziano gli inviti a cena per scambiarsi gli auguri, i pranzi di Natale, il veglione di Capodanno… Le tavole si riempiono di cibi prelibati e gustosissimi, ai quali è davvero difficile dire di no, ma poi si dovrà fare i conti con i chili presi. Perché non pensare da subito a mantenersi in linea?

 

Ad aiutarci ad evitare che l'ago della bilancia salga un po' troppo, arriva RicettedellaNonna .net, specializzato in ricette legate alla tradizione italiana, con qualche nota innovativa. Sin dalla sua nascita, il portale ha sempre promosso un'alimentazione varia, di tipo mediterraneo, e, in questi giorni, torna a ricordare l'importanza di adottare uno stile alimentare equilibrato e vario.

 

Per poterci concedere qualche strappo alla regola durante le feste, senza troppi sensi di colpa, Ricettedellanonna consiglia di introdurre nell'alimentazione quotidiana delle settimane precedenti e nei giorni tra una festa e l'altra, 5 cibi amici del nostro metabolismo, abbinandoli a delle belle camminate almeno 2-3 volte alla settimana. Questi, infatti, contribuiscono a risvegliarlo, permettendoci di bruciare più grassi, aiutandoci a non ingrassare.

 

AGLIO

Il suo sapore forte, che resta a lungo in bocca, ne rende quasi impossibile un consumo abbondante, ma l'aglio è un ottimo acceleratore del metabolismo. Provate a lasciarlo in ammollo in acqua fredda per una ventina di minuti, o a togliere l'anima interna. Vedrete che sarà più facile da digerire, e anche il suo sapore risulterà un po' più delicato.

 

ALGHE

Molto usate nella cucina orientale, in Italia non incontrano i gusti di molte persone. Eppure, queste erbette marine sono ricche di fucoxantina, una sostanza presente negli Omega 3, che le rende amiche fedeli della linea. Aiutano, infatti, ad accelerare il metabolismo e a ridurre la percentuale di massa grassa.

 

CANNELLA

Spezia tipica delle festività natalizie, può essere usata per dolcificare le preparazioni dolci, riducendo il quantitativo di zucchero, per aromatizzare il caffè, che potrà essere poi bevuto amaro, o sottoforma di tisana. Sebbene sia spesso associata a piatti dolci, la cannella può essere usata anche per preparazioni salate, magari insieme alla zucca.

 

PEPERONCINO

Non tutti riescono a sopportare il suo sapore così piccante, eppure, il peperoncino può diventare un vero amico del metabolismo. Inoltre, il peperoncino rende subito ogni ricetta più saporita, e questo consente di ridurre l'utilizzo del sale nella preparazione, con un beneficio anche per la ritenzione idrica e la bellezza delle gambe.

 

ZENZERO

Tra i cibi più noti per accelerare il metabolismo e buttare giù qualche chilo. Lo zenzero può essere consumato sottoforma di tisane calde, ottime durante l'inverno e per contrastare i sintomi influenzali, ma anche per dare una nota esotica a piatti di carne e pesce.



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giovedì 12 dicembre 2019

Aideco spiega i benefici del miele per la cura della pelle

LA BELLEZZA AL GUSTO MIELE
La dott.ssa Alessandra Vasselli di AIDECO spiega i benefici dell'apicosmesi per la cura della pelle

Arriva il Natale e la consueta corsa ai regali, meglio qualche cibo particolare oppure un prodotto beauty? Perché non scegliere? Oggi molti alimenti vengono usati per realizzare dei cosmetici ad hoc.
 
La dottoressa Alessandra Vasselli, cosmetologa AIDECO (Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia), spiega tutti i benefici dei cosmetici realizzati con il miele e altri derivati dall'ape.

"I prodotti dell'alveare sono stati tra i primi rimedi naturali utilizzati nella storia dell'uomo, sin dalle epoche più remote Nell'ambito della cosmetologia, i derivati dell'apicoltura variano grandemente per quantità e qualità di utilizzazo: da quelli destinati all'uso di preparazioni casalinghe (le cosiddette "ricette della nonna"), al campo di applicazione della chimica cosmetologica e farmacologica ove vengono impiegati come ingredienti di base di molti prodotti di consumo" afferma la dottoressa.
 
L'APICOSMESI
Utilizza le medesime sostanze dell'Apiterapia (miele, polline, propoli, pappa reale, cera, veleno). Il miele è emolliente, idratante, seboregolatore; la propoli svolge un'azione dermopurificante; il polline un'azione restituiva mentre la cera d'api svolge un'azione protettiva ed emolliente. Attualmente viene utilizzato anche il veleno delle api soprattutto per la sua azione definita "botox-like" e "liftante".
 
MIELE
Il miele viene da sempre aggiunto ai cosmetici soprattutto per ritardare o combattere gli effetti dell'invecchiamento cutaneo e per il trattamento quotidiano della pelle del viso, delle mani e del corpo. "La presenza di modeste quantità di vitamine, proteine, lipidi e l'alta concentrazione di zuccheri idrosolubili, rendono ragione delle sue proprietà emollienti, idratanti, umettanti, lenitive, anti-irritanti e riepitelizzanti – spiega Alessandra Vasselli e prosegue – È inoltre utile contro la disidratazione, poiché aiuta a mantenere il corretto tasso di umidità epidermica, creando condizioni ottimali di morbidezza, flessibilità ed elasticità dei tessuti. Grazie alle sue funzioni è frequentemente impiegato nelle formulazioni di prodotti cosmetici ad azione antiaging ed è importante il suo utilizzo anche in cosmetici per il buon mantenimento della pelle (creme, latti, gel, bagnoschiuma, saponi)".
 
POLLINE E VELENO D'API
Il polline ristabilisce l'idratazione cutanea, svolge un'azione antiaging ed antirughe, specialmente in caso di pelle precocemente invecchiata. Il polline viene usato principalmente in emulsioni, saponi, syndets, paste.
"Il veleno delle api viene impiegato in cosmetica come ingrediente ad azione "botoxlike" e "liftante". Sembra infatti stimolare la produzione di collagene ed elastina, oltre che rilassare la muscolatura presente nel derma. Inoltre possiede proprietà astringenti" afferma la cosmetologa.
 
Questi ingredienti ancora oggi sono tra i più validi alleati per una cosmesi efficace e naturale al tempo stesso.

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