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martedì 11 maggio 2021

MODA: LA RIPRESA POST-COVID È ALL'INSEGNA DELL'ECONOMIA CIRCOLARE. IL DISTRETTO DI PRATO DÀ IL BUON ESEMPIO AL L'EUROPA, MA SERVONO NORMATIVE COERENTI

MODA: LA RIPRESA POST-COVID È ALL'INSEGNA DELL'ECONOMIA CIRCOLARE. IL DISTRETTO DI PRATO DÀ IL BUON ESEMPIO ALL'EUROPA, MA SERVONO NORMATIVE COERENTI

Nel percorso verso l'economia circolare dettato dall'Unione europea, l'Italia ha la fortuna di giocare in casa. Ad affiancare diverse realtà del distretto pratese è 4sustainability®, il primo marchio italiano ad attestare la sostenibilità delle aziende fashion & luxury. "Eccellenze come Manteco e Comistra ci dimostrano che la circolarità è un modello vincente", dichiara la fondatrice e Ceo Francesca Rulli. "Ora spetta alla politica passare dalle dichiarazioni d'intenti ai fatti, costruendo un quadro normativo all'altezza".

 

 

Firenze, 10 maggio 2021 – Anche il tessile, alla pari dell'elettronica o degli imballaggi, è tra le "principali catene del valore" su cui l'Unione europea ha impostato il suo ambizioso piano d'azione per l'economia circolare. Il motivo è presto detto: a partire dal 2000, con l'avvento del fast fashion, la produzione globale di capi d'abbigliamento è raddoppiata fino a sfiorare i 100 miliardi di unità, proprio mentre scendeva del 36% il numero medio di utilizzi di ciascuno di essi. Secondo la Fondazione Ellen MacArthur, ogni anno i consumatori mandano in fumo 460 miliardi di dollari buttando nella spazzatura vestiti che hanno indossato solo una manciata di volte. Poi è arrivato il Covid-19 che si è abbattuto sull'intero comparto con l'irruenza di uno tsunami: McKinsey prospetta per il 2020 un crollo dei profitti globali pari al 90%, indicando l'Europa come la zona più in difficoltà viste le vendite in calo del 22-35%. 

 

"Ora più che mai la moda è costretta a ripensarsi in fretta, abbandonando il modello lineare (produci, consuma e butta) e abbracciando il paradigma dell'economia circolare, in cui i capi vengono progettati nell'ottica di essere riparati, riutilizzati o riciclati", spiega Francesca Rulli, fondatrice e CEO della società di consulenza Process Factory, proprietaria del marchio 4sustainability® che garantisce l'autenticità del percorso delle aziende della filiera moda verso la sostenibilità.

 

"Sarà una transizione epocale, ma noi Italiani partiamo avvantaggiati perché un campione di economia circolare ce l'abbiamo in casa: è lo storico distretto tessile di Prato", continua Rulli. Con 2mila imprese e oltre 15mila addetti, è il polo più grande d'Europa e resta il vero motore economico di territorio. Nel solo 2019 ha raggiunto i 2 miliardi di dollari di export, cioè l'80% del totale provinciale (dati CDP – "L'economia toscana: le 5 eccellenze da cui ripartire"). Più volte il distretto pratese ha subito pesanti crisi, dal tracollo della domanda di lana negli anni Ottanta alla crisi finanziaria globale del 2009, fino al lockdown che ha costretto il 95% degli addetti a fermarsi. Ogni volta, però, ha reagito all'insegna dell'innovazione, della collaborazione di filiera e della sostenibilità ambientale.

 

Proprio dal recupero degli stracci inizia un secolo fa la storia imprenditoriale della famiglia Tesi, da quattro generazioni alla guida di Comistra"La nostra azienda è nata con la missione di trasformare un problema, quello della gestione dei materiali a fine vita, in risorsa. Questo compito richiede tecnologie di primo livello e una profonda conoscenza dei materiali e dei mercati", spiega Fabrizio Tesi, titolare di Comistra. L'azienda recupera la lana da maglie e vestiti usati e le dà una nuova vita attraverso il suo impianto completo di carbonizzazione e stracciatura ad acqua, l'unico al mondo ancora operativo. Classificando gli stracci a seconda del colore e mescolandoli tra di loro, arriva a realizzare oltre 250 tonalità. "Ci piace dire di essere sostenibili e circolari da quando nessuno immaginava l'esistenza di una green economy. Abbiamo voluto portare questa nostra vocazione a un livello successivo, iniziando un percorso con Process Factory che ad oggi si è concretizzato nell'implementazione del progetto Chem 4sustainability® per l'eliminazione delle sostanze chimiche tossiche e nocive dai cicli produttivi".

 

Sul fronte del chemical management si è impegnata anche Manteco, altra eccellenza pratese nella galassia di oltre 160 imprese che già hanno aderito alla roadmap 4sustainability®. Il monitoraggio delle sostanze chimiche impiegate nell'intero ciclo di produzione (catena di fornitura compresa) è uno dei pilastri di un ampio percorso ribattezzato MantEco for Planet®. "Manteco nasce sostenibile già durante la Seconda Guerra Mondiale, quando inizia la produzione di filati ottenuti dalla rigenerazione di vecchi indumenti e coperte militari", racconta Matteo Mantellassi, Ceo di Manteco. Nei decenni, l'azienda riesce a portare il riciclato alla moda di lusso, grazie a continue innovazioni e investimenti in nuove tecnologie che hanno come esito anche il deposito di diversi brevetti. "Sempre in ottica di economia circolare, per concretizzare il nostro impegno nel ridurre gli scarti di produzione del settore abbiamo avviato due progetti che sono uno l'evoluzione dell'altro. Dopo aver portato a regime il riutilizzo dei nostri scarti di produzione, con Project43 recuperiamo, gestiamo e ricicliamo in modo totalmente tracciato anche i ritagli di confezione dei nostri clienti. Con Project53, invece, recuperiamo dai clienti anche i ritagli di confezione di tessuti prodotti da altre imprese e maglie invendute o difettate, creando da questi materiali sulla carta a fine vita nuovi tessuti di lusso".

 

"Questi esempi dimostrano in modo incontrovertibile che l'economia circolare non è un ideale ma una realtà", commenta Francesca Rulli"Affinché questi esempi virtuosi diventino sistema, però, serve un apparato normativo che li agevoli. Attualmente accade proprio il contrario perché dal 2017 gli scarti di lavorazione tessile sono inquadrati come rifiuti speciali, il che porta con sé una serie di adempimenti molto onerosi soprattutto per le microimprese che, in Italia, sono l'assoluta maggioranza. Mi sento quindi di sposare la battaglia che Fabrizio Tesi porta avanti in questo senso da tempo. Proprio di recente, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha tessuto le lodi della nostra cultura dell'economia circolare, promettendo di darle ulteriore impulso attraverso il recovery fund. Basterebbe qualche piccola modifica al Testo Unico Ambientale per spianare la strada a chi lavora con serietà per il recupero e il riciclo dei materiali".

 

Da gennaio 2022, intanto, la raccolta differenziata dei "rifiuti tessili" diverrà obbligatoria. Anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) presentato dal premier Mario Draghi fissa il target del 100% di recupero dei rifiuti tessili mediante i "Textile hubs". Un'altra occasione importante per innovare logistica e produzione massimizzando la riduzione di impatto ambientale sulle variabili acqua, energia ed emissioni di CO2 riferibili alle pratiche di recupero e riuso. 

giovedì 15 aprile 2021

Health Friendly Company: il nuovo network di Fondazione Onda per promuovere la salute di genere nelle aziende


Health Friendly Company (HFC): è nato il nuovo network di Fondazione Onda per promuovere la salute di genere nelle aziende

Sono 21 le aziende premiate con il primo Bollino HFC (Health Friendly Company) da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

Il nuovo riconoscimento è stato attribuito alle aziende che si sono distinte per l'impegno nella tutela della salute e del benessere delle proprie dipendenti o hanno avviato un percorso in tal senso.

Milano, 15 aprile 2021 – Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, ha premiato con il Bollino HCF le aziende che si sono distinte nel garantire la tutela della salute delle proprie dipendenti o che hanno avviato un percorso virtuoso in tal senso. Health Friendly Company (HFC) è il nuovo progetto di Onda, che offre un riconoscimento biennale alle realtà che hanno dimostrato di avere a cuore il benessere psichico e fisico delle donne, manifestando la volontà di affiancarle nel processo di informazione e sensibilizzazione in merito a salute della donna, prevenzione primaria e salute mentale.

"L'emergenza Covid-19 ci ha portato a riflettere su quanto sia ancora più importante tutelare e promuovere la salute in tutti gli ambiti di vita, compreso quello lavorativo", afferma Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda. "In questo contesto, riteniamo che le aziende possano svolgere un ruolo molto attivo a livello di welfare fornendo alle proprie dipendenti tutti gli strumenti necessari per preservare e tutelare la propria salute in serenità e sicurezza. Il progetto HFC è da un lato un riconoscimento aziendale, dall'altro un modo per spronare le aziende a far sempre di più e meglio nell'ambito della salute di genere. L'attenzione alla salute dei dipendenti, non solo delle donne, e l'introduzione di nuove pratiche di welfare potrebbero favorire di riflesso anche l'occupazione femminile".

Secondo l'Istat, infatti, su 10 posti di lavoro solo 4 sono occupati da donne e solo una donna su due è occupata in Italia, a conferma del fatto che l'ambiente di lavoro non favorisca il lavoro femminile. I numeri dimostrano, inoltre, quanto la pandemia stia peggiorando la situazione: gran parte dei lavoratori che hanno perso il proprio impiego è composto da donne. Rispetto a dicembre 2019, infatti, ci sono 444 mila lavoratori in meno, 312 mila dei quali sono donne.

Per questa prima edizione sono 21 le aziende virtuose premiate con il riconoscimento HFC per il biennio 2021-2022. Si tratta di realtà molto eterogenee per dimensioni, settore merceologico e percorsi avviati: Angelini Pharma, Azienda Ulss2 Marca Trevigiana, Banca Mediolanum, Cantabria Labs Difa Cooper, Daiichi Sankyo Italia, Danone, DHL Express Italy, Edwards Lifesciences Italia s.r.l., Esselunga S.p.A., EY S.p.A., GlaxoSmithKline e consociate, Gruppo Enav, Ipsen S.p.A., Janssen Italia, Leonardo Assicurazioni, Lundbeck Italia, Mediobanca - Banca Di Credito Finanziario, Merck, Novartis Farma, Roche S.p.A. - Roche Diagnostics S.p.A. - Roche Diabetes Care Italy S.p.A. e Teva Italia.

"La promozione della salute in ambito aziendale è il futuro della medicina del lavoro", commenta Giovanna Spatari, Presidente della Società Italiana Medicina del Lavoro. "I questionari delle aziende premiate hanno messo in luce un impegno importante a tutela della salute e del benessere dei propri dipendenti ancora più in epoca Covid. Tale impegno sarà ancor più rilevante nella campagna vaccinale contro la pandemia da Sars Covid19 nei luoghi di lavoro. L'attenzione verso la salute diviene ancora più cruciale e occorrerà vigilare sul rispetto di tutte le norme".

"La pandemia ha provocato un pesante impatto sulla salute mentale in particolare delle donne: ansia, depressione problemi legati al ritmo sonno-veglia sono peggiorati", sostiene Claudio Mencacci, Presidente della Società di NeuroPsicoFarmacologia, "anche e soprattutto nella popolazione che ha cambiato i propri ritmi lavorativi. Un recente studio su 6.700 italiani pubblicato su una rivista di Nature ha evidenziato come i lavoratori che hanno potuto uscire di casa e recarsi sul luogo di lavoro mantenendo così le loro abitudini, pur nella paura di infettarsi, sono stati i soggetti meno colpiti da sintomi depressive. Lo smart working, pur se apprezzato dai lavoratori, provocando alterazioni delle routine familiari e del work-life-balance, impatta negativamente sulla salute mentale: unitamente all'aumento di peso ha comportato un aumento nel consumo di psicofarmaci, in particolare di ansiolitici e ipnoinduttori in percentuali superiori al 12%".

Alle aziende che hanno ottenuto il Bollino, per questa prima edizione parliamo di un bacino di circa 65.000 dipendenti, verrà offerto nel primo anno un percorso formativo composto da 3 incontri di approfondimenti scientifici periodici su salute di genere, salute mentale e stili di vita, pubblicazioni in formato e-book sui medesimi argomenti e video pillole di salute su stili di vita, salute mentale ed emicrania. Nel secondo anno invece il percorso formativo verrà costruito partendo delle necessità delle aziende, che selezioneranno le tematiche da affrontare.

L'attribuzione del Bollino avviene sulla base di un questionario strutturato su specifici requisiti e validato da un apposito Advisory Board. Include domande relative all'impegno dell'azienda verso la tutela della salute dei propri dipendenti, tra cui attenzione al welfare aziendale, come retribuzione, orario flessibile, smart working, alle molestie sessuali di genere in ambito lavorativo, alle politiche a sostegno della maternità e della famiglia, alla promozione di campagne informative con l'obbiettivo di facilitare l'assunzione di stili di vita corretti. Da quanto è emerso la salute mentale e l'attenzione per gli stili di vita sono gli ambiti in cui le aziende si sono dimostrate maggiormente sensibili. Sono, inoltre, molte le realtà che hanno potenziato i propri servizi per i dipendenti rispondendo alle esigenze emerse in epoca Covid-19 (servizi digitali, sportelli, ecc.).

L'iniziativa gode del patrocinio dell'Associazione Italiana Broker di Assicurazione e Riassicurazioni (AIBA), dell'Associazione Italiana Welfare Aziendale (AIWA), dell'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (ANIA), di Assolombarda, del CSR Manager Network, di Egualia - Industrie Farmaci Accessibili, di Farmindustria, della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (FERPI), del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML).


sabato 10 aprile 2021

Come superare la prova costume, rimodellando la silhouette con le microonde e i campi magnetici. La combinazione last minute di Onda Coolwaves e Schwarzy

Come superare la prova costume, rimodellando la silhouette con le microonde e i campi magnetici

La combinazione last minute di Onda Coolwaves e Schwarzy per eliminare cellulite e grasso, tonificare i muscoli e arrivare prontissimi all'estate

 

Eliminare cellulite, adiposità localizzate e tonificare i muscoli con una sinergia di trattamenti veloci, che agiscono selettivamente in modo sicuro sugli inestetismi corporei. Poche sedute, indolori, senza preparazione pre o accortezze post trattamento, per ottimizzare i risultati che sono prolungati nel tempo e visibili già dopo 3/4 sedute.

E' quello che da sempre cerchiamo, soprattutto in vista della tanto preoccupante prova costume, un tempo temuta prevalentemente dalle donne, ma oggi anche da tantissimi uomini.

Oggi la tecnologia di ultima generazione propone trattamenti di body shaping non invasivi, efficacie sicuri, ma anche piacevoli. Un approccio "su misura" del paziente per ottenere il massimo risultato.  Il medico programma il protocollo di trattamento in base all'inestetismo, alla condizione fisica e all'obiettivo desiderato.

Nello specifico parliamo della tecnologia di Onda Coolwaves che utilizza le microonde selettive e confinate e che è la soluzione ottimale per sconfiggere cellulite, adiposità e lassità cutanea rendendo anche la pelle più tonica soprattutto nelle zone più critiche del corpo, quali braccia, glutei, fianchi, addome, in modo sicuro e non invasivo e i risultati si apprezzano fin dalla prima seduta. Onda Coolwaves agisce in modo mirato sugli accumuli adiposi localizzati, anche nella zona del sottomento.

Ci sono anche soluzioni con "abbinate vincenti". Tecnologie "Made in Italy", per ottenere il massimo dal rimodellamento corporeo perché oggi il successo del body shaping nasce dall'unione di metodiche diverse, indolori e non invasive, senza ricorrere al bisturi.

 

Con Schwarzy, è possibile tonificare e potenziare la muscolatura di glutei, braccia, addome, gambe in meno di trenta minuti con oltre 20.000 contrazioni per seduta grazie ai programmi personalizzati che agiscono su 3 livelli di stimolazione muscolare: aerobico, rimodellamento e potenziamento. Schwarzy aiuta a migliorare anche la qualità della vita con un perfezionamento della postura che si è in grado di ottenere con il miglioramento del sostegno muscolare derivante dalla stimolazione magnetica ad alta intensità. Questa stimolazione, induce una contrazione del muscolo intensa per ottenere così risultati ottimali, senza sollecitare le articolazioni. Il trattamento è inoltre indolore poiché non vi è passaggio di corrente elettrica attraverso la pelle.

Il Dottor Tommaso Battistella, Chirurgo Plastico e Direttore Sanitario di Arte Clinica a Falzè di Trevignano (Treviso) utilizza le tecnologie Schwarzy ed Onda Coolwaves da diversi mesi e dichiara: "Per un trattamento completo di body shaping non invasivo, occorre agire su grasso, cellulite e sul tono muscolare che è fondamentale per il rimodellamento della silhouette. Le richieste dei pazienti, soprattutto donne, sono spesso inerenti a come perdere peso, ridurre la cellulite senza trascurare il tono cutaneo e muscolare con percorsi veloci e mirati" continua il Dottor Battistella – "La perdita di peso può essere raggiunta con una corretta alimentazione ed attività fisica, per le altre richieste noi proponiamo pacchetti vantaggiosi con Onda, 1 trattamento al mese, associato a Schwarzy con almeno 2 trattamenti a settimana.  Con la combinazione di Onda e Schwarzy otteniamo risultati soddisfacenti su tutto il corpo, in particolare il gluteo ci dà grandi soddisfazioni in termini di risultato. È l'area dove la utilizzo di più, il gluteo si alza, si tonifica e la cellulite si riduce notevolmente. Le braccia, il cui inestetismo è conosciuto come "ali di pipistrello" sono altre zone dove la combinazione dei due dispositivi è molto utile. Sono aree difficili da trattare perché la lassità cutanea del braccio è molto spiccata e la pelle è molto sottile, pertanto tonificare il muscolo con Schwarzy riduce notevolmente la lassità e l'azione di Onda è efficace anche nella contrazione della pelle e nella stimolazione alla formazione del nuovo collagene.  Siamo a ridosso dell'estate e rimodellare il corpo in modo non invasivo e senza tempi di recupero grazie alle nuove tecnologie è ora possibile: con Onda, in combinazione a Schwarzy, siamo in grado migliorare contemporaneamente il tono, la definizione muscolare, la riduzione del grasso localizzato e della cellulite e arrivare pronti alla sempre temuta prova bikini" conclude in Dottor Battistella.

Cellulite e tonificazione muscolare, oggi la medicina estetica cambia approccio: Onda Coolwaves e Schwarzy sono le tecnologie più moderne oggi sul mercato che, combinate in protocolli differenziati e personalizzati per ogni singolo paziente, ci consentono un'ottimizzazione del risultato finale per ritrovare tonicità e rimodellare la silhouette.

giovedì 14 gennaio 2021

BNP Paribas Cardif e il valore della diversità: ottenuta la certificazione «Gender equality» del Winning Women Institute

Il valore della diversità. BNP Paribas Cardif ottiene la certificazione «Gender equality» da parte dell'associazione Winning Women Institute

 

Dai percorsi di mentoring dedicati alle giovani collaboratrici donne alla creazione di una community al femminile, dai progetti sulla sicurezza a un programma di accelerazione dedicato all'imprenditoria femminile fino all'istituzione del Chief Diversity Officer. Ecco il modello di BNP Paribas Cardif per affrontare il tema della diversity e dell'inclusione nell'ambiente lavorativo

 

La diversità vista come valore e arricchimento culturale, in grado di stimolare e unire anziché dividere. E' questo l'approccio di BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia[1], che grazie al proprio impegno concreto sul tema della diversity ha recentemente ottenuto la certificazione «Gender equality» da parte dell'associazione Winning Women Institute, ente finalizzato a diffondere il principio della parità di genere all'interno del mondo del lavoro. Un importante riconoscimento che arriva a seguito di un percorso consolidato attraverso le molte iniziative messe in campo dalla Compagnia assicurativa guidata da Isabella Fumagalli, da anni in prima linea per costruire un ambiento lavorativo meritocratico ed equo e favorire la diffusione di una cultura inclusiva anche fuori dall'azienda. Con questo importante obiettivo nel 2020 ha istituito la figura del Chief Diversity Officer affidando il ruolo a Paola Del Curatolo, CFO della Compagnia e membro del Comitato Esecutivo.

 

L'emergenza generata dalla pandemia non ha fermato l'impegno in ambito diversity di BNP Paribas Cardif che anche nel 2020 ha lanciato numerosi progetti che coinvolgono sia i propri collaboratori sia il mondo esterno. Partendo dalle giovani collaboratrici, le under 35 che più di altre fanno parte di questo processo di cambiamento, con "4U YOUNG WOMEN MENTORSHIP" la Compagnia ha avviato un percorso di mentoring interno dedicato a 26 collaboratrici che sono state affiancate da 26 senior manager donne dell'azienda. Un'idea nata proprio dalle donne con funzioni apicali che hanno messo a disposizione di altre donne più junior la loro esperienza, condividendo percorsi, successi, difficoltà e consigli attraverso 6 incontri. L'iniziativa è partita nei mesi del lockdown, rivelandosi un valido supporto in un momento in cui le giovani colleghe erano alle prese con la gestione dei figli piccoli e il lavoro a casa, e ha posto le basi per la formazione di una community che si è già estesa, coinvolgendo molte altre donne dell'azienda e anche colleghi uomini.

 

Sempre nell'ottica della formazione, l'adesione a "INSPIRING WOMEN", un progetto della Camera di Commercio Italo-francese che ha visto il coinvolgimento dal 2019 di 11 giovani donne e 2 mentor di BNP Paribas Cardif, e la collaborazione con l'associazione "Valore D", di cui BNP Paribas Cardif è da anni sostenitrice, che ha consentito nel 2020 a 16 collaboratrici di partecipare gratuitamente a 12 percorsi formativi e a 4 di mentorship.

 

La Compagnia non ha trascurato il tema della sicurezza, sempre più al centro del dibattito mediatico, coinvolgendo la start-up innovativa a vocazione sociale Women Security con cui ha avviato "A Fior di pelle", un programma di formazione e prevenzione per il rispetto di genere in azienda e nella vita quotidiana. A ottobre sono partiti una serie di incontri informativi sulle tematiche di sicurezza delle donne e dei loro familiari, per aiutarle a prevenire, gestire e ridurre le situazioni di rischio con il supporto di professionisti esperti, tecnologie e formazione. Il supporto e la collaborazione con startup e Pmi innovative al femminile è un percorso consolidato anche grazie a "MIA - MISS IN ACTION", il primo programma di accelerazione dedicato all'imprenditoria femminile, lanciato nel 2018 da BNP Paribas Cardif insieme ad altre società del Gruppo BNP Paribas e a Digital Magics, il più importante business incubator italiano.

 

La diversità di genere rappresenta per BNP Paribas Cardif una tematica importante, parte di un modello sostenibile più ampio che riguarda l'inclusione in generale, rendendo l'assicurazione più accessibile, e che mette le persone al centro, inclusi naturalmente i suoi collaboratori. La Compagnia offre un programma di welfare aziendale trasversale che tocca diverse sfere della vita privata e lavorativa a supporto dell'istruzione e della formazione dei figli (asili nido, rette scolastiche, ecc.), dell'assistenza familiare (baby sitter, assistenza anziani, ecc.), della previdenza, dei trasporti, dei viaggi, dello sport e del benessere (palestre, piscine, ecc.), della cultura e del tempo libero (cinema, teatro, ecc.), oltre alla possibilità di poter lavorare in smart working. Inoltre, nel 2020 è stata posta una particolare attenzione al tema salute, per cui, oltre alle coperture tradizionali di cui beneficiano tutti i collaboratori, sono state introdotte soluzioni innovative per far fronte al Covid-19, tra cui la chatbot, la "Centrale assistenza info Covid H24", lo sportello psicologico e la possibilità di effettuare da remoto visite mediche specialistiche con le televisite.



[1] Classifica ANIA 2019

venerdì 20 novembre 2020

Lavorare in smart working fa male all'amore: 7 donne su 10 non ha più voglia di farlo


 

Il 74% delle donne italiane che lavorano da casa lamenta un drastico calo del desiderio. Ecco le regioni più colpite.

 

Che amore e pandemia non vadano d'accordo è ormai assodato: già questa estate uno studio di Gleeden, il sito leader degli incontri extraconiugali in Europa con oltre 7 milioni di utenti attivi, aveva rilevato come quasi 8 donne su 10, quest'anno, facesse davvero fatica a raggiungere l'orgasmo. Tra i motivi figuravano ansia, lo stress da quarantena, la paura del contagio e lo smartworking.

 

Adesso che gran parte d'Italia è nuovamente in lockdown, Gleeden ha voluto approfondire il fenomeno e ha lanciato una survey sulla sua community femminile per capire se lavorare da casa - un contesto che, almeno sulla carta, dovrebbe facilitare una vita più rilassata - favorisca o meno la propensione all'amore.

 

La risposta? Ovviamente è no. Almeno stando al 74% delle partecipanti* che afferma che da quando lavora da casa ha detto addio all'intimità.

 

Stress, preoccupazioni e outfit inadeguato uccidono il mood.

 

"Chi non lavora, non fa l'amore", cantava Adriano Celentano. Ma chi lavora da casa nemmeno, a quanto pare. I motivi sono molteplici, ma al primo posto risulta l'incapacità di staccare totalmente la testa dagli impegni lavorativi (82%), che per molte iniziano prima e finiscono molto più tardi di quando andavano in ufficio. Non essendoci più un cambio di scenario, quando il tragitto casa-lavoro consentiva un tempo tecnico di aggiustamento ai due diversi contesti, molte donne non riescono a staccare del tutto e continuano a rimuginare sulle loro to-do list.

 

In secondo luogo, la mancanza di tempo (69%): l'assenza di un controllo esterno come quello del capo e dei colleghi fa sì che, paradossalmente, chi lavora in smartworking si senta nella condizione di essere costantemente reperibile, per evitare di apparire come "quello che se ne approfitta". Di conseguenza si inizia prima, si finisce più tardi, non si prendono pause e anche il pranzo finisce per essere consumato alla scrivania. Ecco quindi che, anche se lo smartworking darebbe la possibilità di ritagliarsi dei momenti di intimità estemporanei e impossibili da avere con la routine precedente, in realtà sta togliendo tempo anche a quelli convenzionali.

 

Per moltissime anche lo stile (62%) che hanno iniziato ad adottare in lockdown sta influendo negativamente sull'eccitazione sessuale. Pigiami, tute e yoga pants, così come il non truccarsi o acconciarsi più i capelli con la stessa frequenza di prima, non aiutano a sentirsi sexy e provocanti. E anche se il compagno è di quelli a cui non importa molto di queste cose, tanto basta a molte donne per non sentirsi "in mood". Ovviamente questo è valido anche per gli uomini, sicuramente meno attraenti in felpone e joggers che ben pettinati e in un completo da lavoro.

 

No Martini? No party.

 

Infine, a sorpresa, anche la scomparsa dell'aperitivo tra colleghi (24%) è tra i motivi imputabili del calo della libido delle donne lavoratrici da remoto. Era infatti un momento distensivo, che consentiva di rilasciare lo stress e la tensione accumulata durante la giornata, condito con quella giusta dose di alcol capace di lasciare andare l'inibizione e mettere nel mood giusto per approdare felici e vogliose tra le braccia del compagno una volta varcata la porta di casa. E invece, il nuovo Coronavirus si è portato via anche questo.

 

Calo del desiderio da smartworking, le regioni più colpite.

 

Tra le regioni dove il fenomeno sembra essere il più sviluppato, al primo posto figura la Lombardia (what else?) seguita da Piemonte, Veneto, Lazio e Friuli. Le donne più affette da questo calo del desiderio da smartworking sono infatti le milanesi, le bergamasche, le varesotte, le torinesi, le padovane, le romane e le udinesi**. In zona gialla, per il momento, toscane, campane, lucane e molisane.

 

Tra le scuse più usate, invece, per declinare le avances di mariti e fidanzati figurerebbero il sempre verde mal di testa, un ciclo mestruale senza fine apparente, i figli nella stanza accanto e la semplice verità: amore, sto ancora pensando al lavoro!

 
 

 

*Sondaggio online condotto dal 2 al 16 novembre 2020 su 1.982 donne italiane a Gleeden che hanno dichiarato di lavorare in smartworking.
**Classifica stilata in base alla provenienza delle utenti che hanno risposto al sondaggio.

 

A proposito di Gleeden

Fondato nel dicembre 2009, Gleeden.com è il pioniere e il punto di riferimento degli incontri extraconiugali in Italia e in Europa. Le persone sposate (o in coppia) non hanno più bisogno di mentire riguardo il proprio status matrimoniale per fare nuovi incontri e possono finalmente concretizzare il loro desiderio di avventure extraconiugali su una piattaforma sicura e anonima.
Gleeden rappresenta oggi una community di oltre 7 milioni di iscritti nel mondo. Pensato da un team 100% al femminile e animato da una folta cerchia di esperti (scrittori, sociologi, psicologi, coach...), Gleeden è il sito dove le donne conducono il gioco.


domenica 27 settembre 2020

Sondaggio rivela: il 92,8% dei pazienti pronti a tornare dai chirurghi plastici ed estetici. Trattamenti viso e filler i trattamenti più richiesti


Pubblicato su Aesthetic Surgery Journal lo studio "Pazienti e medicina estetica al tempo del Covid-19" realizzato su 8.000 pazienti

Sondaggio rivela: il 92,8% dei pazienti pronti a tornare dai chirurghi plastici ed estetici. Trattamenti viso e filler i trattamenti più richiesti

I risultati dell'indagine realizzata durante il lockdown dal gruppo di medici di SecurityMed: desiderio di prendersi cura di sé e fiducia nei medici sono omogenei in tutte le regioni. Tendenze confermate con le prime impressioni degli specialisti dopo i primi mesi di riapertura: «I pazienti sono pronti a tornare in clinica. La nostra priorità dev'essere la sicurezza» spiega il chirurgo plastico Bruno Bovani, fra i coordinatori dello studio

 

Bellezza e sicurezza. Due desideri che vanno di pari passo per i pazienti italiani di medicina estetica e chirurgia plastica, che dopo l'emergenza Covid-19 sono tornati a riprogrammare visite, trattamenti e interventi pianificati in precedenza. E, pur con una maggiore attenzione verso la sicurezza e qualche condizionamento economico per i più giovani, ritengono che investire per vedersi belli, soprattutto in viso, sia importante per sentirsi bene in questo momento difficile.

Queste le conclusioni a cui è giunto lo studio "Pazienti e medicina estetica al tempo del Covid-19": un'indagine realizzata ad aprile fra oltre 8.000 pazienti dai medici del gruppo SecurityMed e che è stata recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista americana Aesthetic Surgery Journal. «Durante l'emergenza sanitaria – spiega Bruno Bovani, chirurgo plastico di Perugia, tra i coordinatori dello studio– abbiamo costituito un gruppo che oggi conta oltre 1.250 medici estetici, chirurghi plastici, dermatologi e specialisti afferenti alla Medicina Estetica, in modo da condividere conoscenze e strategie per pianificare la ripartenza in totale sicurezza. La survey ci ha permesso di conoscere desideri, esigenze e percezione dei nostri pazienti, in modo da garantire, alla riapertura, servizi in linea con le aspettative del mondo post-Covid». Oltre a Bruno Bovani, fanno parte della faculty scientifica dello studio i chirurghi Fabrizio Melfa, Pierfrancesco Cirillo, Matteo Tretti Clementoni e Alessandro Gennai.

 

Il sondaggio di SecurityMed, che rappresenta in modo omogeneo tutte le regioni italiane e riflette la netta prevalenza di donne (94.3% del campione) fra i 46 e i 60 anni (48,1%) fra i consumatori di medicina e chirurgia estetica, evidenzia che la quasi totalità dei pazienti (92,8%) con il ritorno alla normalità tornerà a rivolgersi allo specialista: il 46,9% lo farà nelle stesse modalità di prima, il 45,9% con necessità di spiegazione dei protocolli di sicurezza. Per quanto riguarda le visite e i trattamenti già fissati prima del lockdown, il 45% dei pazienti ha dichiarato di volerli riprogrammare subito, mentre il 23,4% posticiperà per motivi economici.

Quanto al desiderio di trattamenti o interventi estetici, per quasi il 50% dei pazienti non è stato influenzato dalla pandemia. Durante la chiusura il 40% degli intervistati ha rilevato che l'aspetto fisico ha avuto un impatto importante sull'aspetto psicologico; in questo periodo ciò che mancato di più sono i trattamenti viso (72% per le donne e 57% per gli uomini).

E venendo invece alle risorse finanziarie che i pazienti di medicina e chirurgia estetica sono disposti a mettere in campo, il 60,5% ha risposto che saranno le stesse di prima, senza differenze di genere ma con una disponibilità minore nelle fasce più giovani. «Le risposte a tutte queste domande – sottolinea Bruno Bovani – non sono correlate al diverso impatto che l'emergenza sanitaria ha avuto nelle varie regioni italiane».

 

L'esperienza dei medici nei primi mesi di riapertura degli studi conferma le tendenze evidenziate dallo studio. «La domanda è rimasta stabile e i pazienti dimostrano fiducia nelle misure di sicurezza messe in campo – conclude Bovani –. Un effetto della pandemia è che la stagionalità è saltata: molti hanno cancellato o posticipato le ferie, perciò abbiamo avuto una consistente richiesta di procedure che normalmente d'estate sono poco praticate, come i trattamenti fotosensibilizzanti. Il focus è sicuramente sul viso, con i filler iniettabili per zigomi e labbra al primo posto fra i desiderata».

 


SecurityMed – Gruppo composto da oltre 1.250 medici estetici, chirurghi plastici, dermatologi e specialisti afferenti alla Medicina Estetica Italiani riunitisi durante l'emergenza sanitaria per gestire la riapertura degli studi e garantire ai pazienti le migliori cure in totale sicurezza. SecurityMed ha realizzato lo studio multicentrico "Pazienti e medicina estetica al tempo del Covid-19", coordinato dalla faculty scientifica composta da Fabrizio Melfa, Bruno Bovani, Pierfrancesco Cirillo, Matteo Tretti Clementoni e Alessandro Gennai.


martedì 22 settembre 2020

Studio del Burlo conferma la bontà dell'allattamento al seno in maniera rilassata

ALLATTARE AL SENO IN MANIERA RILASSATA È POSSIBILE E BENEFICO

Uno studio condotto dall'Irccs materno infantile "Burlo Garofolo" di Trieste conferma la bontà del biological nurturing: allattare in posizione rilassata e semi reclinata favorisce l'allattamento e diminuisce le problematiche del seno

 

Il biological nurturing, concepito e studiato dall'ostetrica inglese Suzanne Colson, è un nuovo approccio che permette alla madre di allattare in posizione rilassata e semi reclinata, con il neonato posto ventralmente sopra di sé, in modo che ogni parte del corpo del bambino sia a stretto contatto con la mamma. Questo metodo si contrappone a quello tradizionale secondo cui la madre, seguendo regole e posizioni precise, allatta seduta dritta, con il bambino sorretto in braccio; in questo modo, a causa della forza di gravità, il neonato tenderà a essere allontanato dalla madre. La posizione semi reclinata invece "apre" il corpo della mamma promuovendo il movimento del piccolo verso il seno, attraverso l'attivazione dei riflessi neonatali primitivi che stimolano l'allattamento, riducendo notevolmente i problemi al seno.

A dimostrarlo è stato uno studio condotto dall'Irccs materno infantile "Burlo Garofolo" di Trieste, recentemente  pubblicato sulla prestigiosa rivista "International Breastfeeding Journal" (https://internationalbreastfeedingjournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s13006-020-00261-4).

«L'importanza dello studio – riferisce Laura Travan, responsabile della Struttura Semplice Nido e Rooming-in dove è stata condotta la ricerca – tiene anche conto della fattibilità del nuovo approccio in un ambiente complesso come quello del Burlo, ospedale specializzato di terzo livello, e in una situazione di vita reale. A seguito degli ottimi risultati dello studio, il biological nurturing è diventato il metodo di scelta per l'avvio dell'allattamento presso il nostro Irccs, al punto da prevedere la formazione obbligatoria di tutti gli operatori sanitari per promuoverlo e sostenerlo».

 «Un approccio in grado allo stesso tempo di promuovere l'allattamento al seno con tutti i benefici che esso comporta, e di dimezzare l'incidenza dei fastidi che ne possono derivare, ha il potenziale per diventare un'importante misura di salute pubblica. Sarà interessante capire se, con il medesimo protocollo adottato al Burlo, in contesti totalmente differenti i risultati si manterranno», aggiunge Luca Ronfani, Direttore della Struttura di Epidemiologia del Burlo Garofolo e coordinatore dello studio.

A partire dal ricovero in ospedale dopo il parto, 208 donne sono state divise in due gruppi e hanno seguito i due diversi metodi di allattamento: quello innovativo del biological nurturing e quello tradizionale. «Si tratta del primo studio sperimentale realizzato a livello mondiale su questo approccio; quanto emerso – dichiara Mariarosa Milinco, della Struttura Complessa di Epidemiologia Clinica e Ricerca sui Servizi Sanitari – dimostra che i problemi al seno, come le dolorose ragadi che si possono formare sui capezzoli, sono più che dimezzati nelle donne che hanno allattato in posizione rilassata e semi reclinata. Con il biological nurturing viene promossa la continuità tra vita fetale e vita neonatale, in termini di contatto fisico e frequenza di alimentazione».

La vera innovazione del biological nurturing è rappresentata dal grande spazio lasciato all'istintività della madre e del bambino. «Le mamme non hanno più un compito da imparare ed eseguire, come avviene con le posizioni di allattamento tradizionali – prosegue Enrica Causin, infermiera del Nido ospedaliero –, semplicemente sono incoraggiate ad accomodarsi con la schiena semi reclinata e rilassata così da favorire il naturale percorso del bambino verso il seno: viene di fatto attuato un potenziamento di ciò che madre e figlio saprebbero naturalmente fare se lasciati liberi di conoscersi in modo istintivo e non supervisionato»Con il biological nurturing si assiste a un totale cambiamento rispetto al metodo tradizionale che prevede invece spiegazioni dettagliate da parte degli operatori sanitari che valuteranno la correttezza dell'operazione, ponendo la mamma nella stressante condizione di essere quasi sottoposta a un esame.

«Questa ennesima importante pubblicazione internazionale – sottolinea il Direttore Generale dell'Ircss, Stefano Dorbolò – costituisce la conferma della qualità del lavoro svolto da ricercatori e medici del nostro Istituto. Nello specifico – conclude -, il lavoro oggetto della pubblicazione conferma l'attenzione continua che il Burlo dedica alle condizioni di vita delle madri e dei bambini in ogni momento, attraverso un approccio teso al miglioramento continuo delle cure, delle tecniche e delle metodologie applicate».



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