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mercoledì 10 ottobre 2018

RICOSTRUZIONE DEL SENO CON ADIPE PER METTERE FINE AL CANCRO

CLINICA SAN FRANCESCO: GRAZIE ALLA RICOSTRUZIONE DEL SENO CON TESSUTO ADIPOSO, LE DONNE MASTECTOMIZZATE METTONO "FINE" ALLA PAROLA CANCRO.

La mastectomia resta la traccia indelebile del passaggio del cancro, ma grazie alla ricostruzione della mammella per molte donne, è stato possibile mettere la parola "fine" alla malattia e ripartire.

Quasi tutte le donne che hanno subito un intervento di mastectomia scelgono la chirurgia ricostruttiva. Si tratta di una pratica chirurgica che molto spesso è consigliata dallo stesso oncologo e si può realizzare da subito, durante lo svuotamento totale o parziale della mammella, è possibile ricostruire grazie all'innesto di una protesi o di tessuto adiposo.

In occasione del mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, ci siamo fatti raccontare proprio dal pioniere della ricostruzione della mammella con il grasso prelevato attraverso liposuzione, il chirurgo plastico della Clinica San Francesco, Gino Rigotti, di cosa si tratta e quali sono i vantaggi di questo tipo di ricostruzione.

Dottor Rigotti, lei è il pioniere della procedura di ricostruzione del seno con l'utilizzo del tessuto adiposo. Si tratta di un'operazione chirurgica che può essere proposta a tutte le pazienti che hanno affrontato una mastectomia?
"La ricostruzione del seno, post mastectomia, è una procedura chirurgica che si propone al 100% delle pazienti, poiché non vi sono controindicazioni o impedimenti tecnici. L'unico caso in cui non è possibile effettuare questo tipo di ricostruzione è quando nella paziente non vi è presente grasso corporeo, perché il tessuto adiposo che innestiamo per riempire il seno della paziente lo preleviamo dalla stessa".

Quanto tempo deve trascorrere tra l'intervento di mastectomia e quello di ricostruzione della mammella?
"La ricostruzione della mammella con l'innesto del tessuto adiposo può essere realizzata anche  durante l'intervento di demolizione a meno che non si debba aspettare un lasso di tempo tale per ottenere i risultati istologici sul tessuto prelevato oppure perché prima devono essere somministrate terapie complementari come radioterapia o chemioterapia".
Quali sono i vantaggi della ricostruzione del seno con il tessuto adiposo rispetto a quella realizzata con protesi?

 "I vantaggi della ricostruzione della mammella con tessuto adiposo sono essenzialmente tre. Dopo un intervento di ricostruzione con tessuto adiposo la paziente recupera completamente la sensibilità di tutta la parte coinvolta dall'intervento di svuotamento. Questo è un aspetto fondamentale, che da un'operazione di ricostruzione con protesi, non è contemplato. Da punto di vista morfologico, quella con adipe è la ricostruzione migliore perché diminuisce la necessità di rendere simmetrico il seno interessato con quello non operato e diminuisce anche la necessità di rimodellamento. Ultimo grande vantaggio della ricostruzione grazie al tessuto adiposo è quello di mettere la parola "fine" alla malattia. Infatti, una volta realizzato l'intervento di riempimento con il tessuto adiposo, la paziente è consapevole che lo fa per tutta la vita, contrariamente all'innesto di una protesi che, dopo un numero di anni, deve essere necessariamente sostituita".

I dati del tumore al seno in Italia
Il tumore al seno rappresenta il 29% dei tumori che colpiscono le donne, il rischio di ammalarsi aumenta con l'aumentare dell'età e le sue probabilità di sviluppo sono di una donna su 42 fino ai 49 anni, una donna su 18 tra i 50 e i 69 anni e di una donna su 21 tra i 70 e gli 84 anni.
Purtroppo anche il trend d'incidenza del cancro al seno in Italia appare in leggero aumento circa lo 0,9% ogni anno, mentre continua a calare la mortalità (– 2,2 % per anno). Si è osservato che esiste una differenza minima di mortalità tra le diverse zone del nostro Paese: 37,6 casi ogni 100mila donne al Nord, 31,8 casi al Centro e 34,1 casi al Sud e nelle Isole.
Il tumore al seno colpisce le zone del mondo in maniera non eterogenea, nel senso che i tassi più alti si riscontrano nei paesi economicamente più avanzati. "Uno dei fattori che sicuramene influenzano l'aumento del rischio di ammalarsi di cancro al seno, lo possiamo definire, fattore d'urbanizzazione. – ha spiegato il chirurgo Gino Rigotti, padre della ricostruzione mammaria con tessuto adiposo – Non sappiamo se questo fattore sia correlato a cause prettamente ambientali, ma sicuramente abbiamo osservato che anche le donne provenienti da continenti diversi dal nostro, come può essere l'Africa, dove i centri non sono cosi urbanizzati, quando arrivano in Europa, si ammalano con la stessa incidenza delle donne nate e cresciute qui".
La diminuzione della mortalità per tumore al seno è da attribuire, sicuramente, alla sempre maggior diffusione di programmi di prevenzione e diagnosi precoce, che quali tutte le strutture, pubbliche e private, promuovono a livello nazionale. Anche la sopravvivenza a 5 anni delle donne con tumore della mammella in Italia rappresenta una buona percentuale, si parla dell'87%, anche in questo caso esistono piccole differenze relative alle diverse macro aree del Paese: 88% nel Nord, 87% nel Centro e al Sud l'85%.
La diagnosi precoce resta ancora l'unica arma in grado di sconfiggere questa malattia.
Fonte dati: Airc, Associazione italiana per la ricerca sul cancro

sabato 28 ottobre 2017

BRA DAY: Sfilata Martino Midali. Le modelle sono le pazienti.




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MARTINO MIDALI | BRA DAY | PIACENZA
CIRCOLO EX UFFICIALI | VIA ROMAGNOSI, 41   

Giovedì 26 Ottobre 2017,  20 donne, da poco operate per un tumore a seno, hanno sfilato indossando gli abiti della collezione Martino Midali  Fall/Winter 17_18.

L'iniziativa cade all'interno del Bra Day, la giornata internazionale per la consapevolezza della ricostruzione mammaria che si è celebrata ieri.  A Piacenza, per il quinto anno consecutivo, ma per questa edizione, l'evento ha cambiato location, da Palazzo Gotico si è trasferito all'ex Circolo Ufficiali di via Romagnosi.

Una sfilata molto speciale, per parlare di prevenzione ma anche un momento di festa in cui le donne sono protagoniste con le loro storie, le loro vite fatte non solo da malattie, ma di battaglie che sono state vinte.  
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Un'iniziativa promossa e organizzata in collaborazione con Armonia Onlus (Associazione piacentina per la lotta contro i tumori al seno) rappresentata dal suo presidente Romina Cattivelli e l'Unità di Chirurgia Senologica dell'AUSL, diretta dal chirurgo Dante Palli. Nel dibattito che ha preceduto la sfilata, presentato dalla direttrice di Telelibertà Nicoletta Bracchi si è sottolineato come dove c'è una buona senologia, una Breast Unit efficiente, le donne sono tutelate e questo significa aver salva la pelle.

Ospiti della serata, l'ex primario Giorgio Macellari, il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, la nota conduttrice/attrice televisiva Alessandra Casella, molto sensibile sull'argomento visto che ha vissuto non in prima persona, ma attraverso sorella e mamma questa forte esperienza. Sorridente e solare la giornalista Mediaset Donatella Di Paolo che ha portato la sua testimonianza al Bra Day descrivendo come dalla malattia si può attingere anche aspetti positivi, rimettendo in fila le priorità. Oggi pienamente soddisfatta di essere diventata volontaria della Fondazione Umberto Veronesi.
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Martino Midali, stilista milanese, a quasi 40 anni dal suo esordio, è sempre più convinto del suo concetto chiave "una moda oltre la moda", molto sensibile all'universo femminile ha donato nei mesi precedenti km di stoffe di jersey per la realizzazione di custodie per i drenaggi. Queste borse saranno cucite dalle detenute del carcere come confermato durante la serata della direttrice della Casa Circondariale di Piacenza Caterina Zurlo.
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La passerella ha visto sfilare abiti in jersey ampi, mixati allo chiffon, giacche dai motivi floreali ed esotici, una piccola capsule di un velluto regale, per caban, bluse, pantaloni e top fluttuanti. Il colore ha scansionato magicamente tutte le uscite, dal nero al blu notte, al rosso marsala al verde bottiglia, le tinte di base restano i brown, i grigi argillosi, nuances militari e le infinite sfumature bordeaux.

Abiti, emozioni, serata unica nel suo genere.
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Store Martino Midali
C.so Vittorio Emanuele, 97 |  Piacenza |

sabato 31 ottobre 2015

WD in rosa con il nuovo My Passport Ultra in edizione limitata


WD® supporta la lotta contro il tumore al seno con il nuovo My Passport Ultra "Fierce Pink"

Milano, 31 ottobre 2015 - WD®, azienda del gruppo Western Digital (NASDAQ: WDC) e leader mondiale nelle soluzioni storage, ha annunciato una versione limitata del proprio hard disk portatile My Passport Ultra, tutto in rosa per sostenere una causa importante come la lotta al cancro al seno.

Sicuro e affidabile, disponibile in capacità da 1 a 3 TB, My Passport Ultra consente di proteggere i file personali grazie al software di backup automatico e alla protezione tramite password con crittografia a 256 bit, abbinate all'affidabilità tipica di WD.

Oltre a proteggere tutti i file più importanti - video, foto, documenti e ricordi di ogni tipo - con My Passport Ultra è possibile sostenere la lotta contro il tumore al seno: per ogni unità venduta, WD donerà 1,35 Euro alla Pink Ribbon Foundation, organizzazione che si occupa di sensibilizzazione e prevenzione, con sede nel Regno Unito e associazioni partner in Spagna, Italia e Germania.

Il My Passport Ultra Fierce Pink è disponibile in edizione limitata nel WD Store[1] a un prezzo che va dai 99,99 Euro (versione da 1TB) ai 189,99 Euro (versione da 3 TB).


WD
WD, azienda di Western Digital, è da sempre all'avanguardia e leader del mercato dell'archiviazione. Punto di riferimento nel mondo storage, l'azienda produce hard disk e dischi allo stato solido a elevate prestazioni. Questi dischi vengono utilizzati da OEM e integratori di computer desktop e mobili, sistemi informativi enterprise, sistemi integrati e applicazioni di elettronica di consumo, così come dall'azienda stessa, che fornisce i suoi prodotti storage. I dispositivi e i sistemi storage leader di WD, i prodotti di rete, i lettori multimediali e le soluzioni software consentono agli utenti in tutto il mondo di salvare, archiviare, proteggere e condividere in maniera semplice i loro contenuti su molteplici dispositivi. WD è stata fondata nel 1970 con quartier generale a Irvine, California. Per ulteriori informazioni, visitate il sito dell'azienda www.wd.com.
Western Digital Corp. (NASDAQ: WDC), Irvine, Calif., è un fornitore globale di prodotti e servizi che consentono alle persone e alle organizzazioni di raccogliere, gestire, fruire e preservare i contenuti digitali. Le sue aziende progettano e producono dispositivi storage, sistemi di rete e prodotti di home entertainment sotto i marchi WD, HGST e G-Technology. Visitate la sezione dedicata agli investitori sul sito dell'azienda (www.westerndigital.com) per accedere a una serie di informazioni finanziarie dedicate.



[1] Disponibilità limitata soggetta ad esaurimento scorte

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