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domenica 14 gennaio 2018

ActionAid e Camaieu insieme per l’indipendenza economica delle donne che hanno subito violenza

Per tutto il periodo dei saldi invernali, negli store Camaieu di tutta Italia sarà possibile sostenere il progetto Donne: identità al lavoro


14 gennaio 2018 – Ha preso il via in occasione dei saldi invernali l'importante collaborazione fra il marchio d'abbigliamento francese Camaieu e ActionAid in favore dei diritti delle donne. Dall'8 gennaio, infatti, in tutti i negozi Camaieu d'Italia, è possibile supportare il progetto Donne: identità al lavoro, scegliendo di arrotondare in eccesso alla cassa il totale della propria spesa e di donare ad ActionAid.

Donne: identità al lavoro sarà realizzato a Milano a partire da marzo e coinvolgerà circa 20 donne che hanno subito violenza: l'obiettivo del progetto è infatti quello di promuoverne l'indipendenza economica, dando loro l'opportunità di entrare nel mondo del lavoro, formarsi e raggiungere la propria autonomia.

"Siamo molto contenti che Camaieu abbia deciso di sostenerci nell'avvio di questo importante progetto – ha dichiarato Beatrice Costa Responsabile del Dipartimento Programmi di ActionAid Italia – Ci auguriamo che tutti i clienti che entreranno negli store Camaieu nei prossimi giorni, vorranno unirsi a noi in questa iniziativa, scegliendo di supportare questo percorso che consentirà alle donne coinvolte di riprendere in mano la propria vita lavorativa".

Da quanto emerge dal rapporto di ActionAid "Una via d'uscita dalla violenza. Politiche e pratiche per promuovere l'indipendenza economica delle donne" realizzato nell'ambito del Progetto Europeo WE G0! (Women Economic-independence & Growth Opportunity)[1], l'82,5%[2] delle donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza ha un basso livello di indipendenza economica, contro il 17,5% che è economicamente indipendente. Il 40,9% delle donne che ha subito violenza lavora, mentre il 59,1% non ha un'occupazione. Il 73,7% ha figli a carico e solo il 13,3% vive in una casa propria, contro il 14,8% che ne condivide la proprietà con il marito/partner. L'indipendenza economica si rivela dunque un fattore decisivo per uscire da situazioni di violenza domestica.

Le protagoniste di Donne: identità al lavoro seguiranno dei percorsi di empowerment finalizzati a far emergere i propri talenti e risorse e a rafforzare la propria autostima. Parallelamente, le partecipanti seguiranno  degli incontri di orientamento lavorativo per favorire la ricerca attiva del lavoro, ricevendo informazioni sul funzionamento generale del mercato del lavoro, sui canali da attivare, su come affrontare un colloquio e preparare un buon curriculum vitae. 

Sono previsti anche dei corsi di formazione specifica e l'attivazione di alcuni percorsi di tirocinio. Fra le aziende che offriranno questa possibilità alle partecipanti, figura anche Camaieu, che ha deciso di sostenere il progetto sin dal principio, attraverso l'iniziativa che avrà luogo nei suoi negozi durante i saldi invernali.

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[1] http://www.wegoproject.eu

[2] Lo studio ha coinvolto 552 donne assistite dai centri antiviolenza (CAV) partecipanti al progetto in quattro Paesi europei:  Bulgaria (1 centro), Grecia (6), Italia (3) e Spagna (2).




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sabato 4 novembre 2017

Telefono Rosa di Torino: NOI .... INSIEME Gruppi gratuiti di sostegno e relazione per donne vittime di violenza, maltrattamento o abusi. Edizione 2017/2018


NOI .... INSIEME

Gruppi  gratuiti di sostegno e relazione per donne vittime di violenza, maltrattamento o abusi.

Edizione 2017/2018

Le statistiche ci dicono che 1 donna su 3 è vittima di violenza maschile.

E' vero che ogni donna sa usare tutte le proprie risorse per sopportare la violenza: magari per i figli, oppure perché condizionata dalla propria famiglia, dagli amici, dal timore di cosa potrà accadere. Oppure ancora perché pensa che "lui" possa cambiare: speranza purtroppo spesso infondata.

Parlarne insieme significa potersi confrontare con altre donne, raccontare le proprie esperienze, narrare le proprie delusioni, il dolore, la paura, il senso opprimente della violenza.

I gruppi sono condotti da una psicologa dell'Associazione: esperta in metodi attivi per la conduzione e supervisione di gruppi e con una lunghissima esperienza con donne vittime di violenza. 


Tutto il percorso ruota intorno alla relazione e alla comunicazione all'interno del gruppo: elementi che permettono di comunicare e di ascoltare parole, pensieri, strategie, confrontando le proprie esperienze con quelle delle altre donne partecipanti al gruppo. Un percorso svolto nella sede del Telefono Rosa, in un luogo di relazione-intesa-fiducia dove ognuna può essere regista e protagonista del proprio cambiamento.

Sono previsti 6 incontri: più un incontro finale di restituzione e analisi dei feedback ricevuti durante il percorso. Ogni incontro avrà la durata di circa 90 minuti, con cadenza settimanale (il giovedì, dalle ore 17 alle ore 18.30). 


Le partecipanti (tra le 6 e le 8 donne per ciascun gruppo) affronteranno i principali nodi problematici relativi alla violenza: conoscere quali effetti abbia la violenza sulla propria salute, anche fisica; apprendere nuove e/o differenti strategie per affrontare la quotidianità, essendo parte attiva del proprio cambiamento; avviare un percorso di consapevolezza del modo con cui valutare, decidere, gestire ogni decisione che verrà eventualmente presa; affrontare al meglio il tema della genitorialità, soprattutto quando questa viene messa in discussione proprio da parte di colui che usa o ha usato la violenza.

Uno spazio di confronto, quindi, in cui ci si potrà anche orientare sulle diverse opportunità del territorio, per poter individuare le risorse necessarie per la propria autonomia e tutela: senza nessun obbligo o sollecitazione verso decisioni che non provengano spontaneamente dalla donna stessa.

Considerando la ciclicità con cui verranno proposti i diversi argomenti, è possibile accedere al gruppo in qualunque momento, completando poi il ciclo di tutti gli incontri previsti.






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