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martedì 10 aprile 2018

Collo e décolleté, mettiamoli in mostra. I rimedi per mantenerli sempre giovani


Collo e décolleté, mettiamoli in mostra. I rimedi per mantenerli sempre giovani

«Ultrasuoni focalizzati, led e filler i trattamenti di medicina estetica per restituire tonicità e luminosità a due aree importanti del nostro corpo», spiega Patrizia Gilardino, chirurgo estetico.

Primavera, è tempo di scoprirsi: collo e décolleté sono tra le prime parti del corpo che vengono "liberate" da sciarpe e maglioni invernali. Ma sono anche due zone particolarmente delicate che possono mostrare più facilmente i segni del passaggio del tempo. 

«Per questa stagione, i trattamenti di ringiovanimento sono all'insegna della dolcezza e della semplicità; quindi trattamenti mini invasivi che richiedono una sola seduta», osserva Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano

«L'area del collo e quella del décolleté sono particolarmente sensibili: qui la pelle rischia di assottigliarsi più facilmente, perdendo tono e volume, e mostrando delle rughe che si delineano in senso sia verticale sia orizzontale. In più, sono aree soggette a macchie».

Nella zona del collo sono essenzialmente tre le problematiche che possono presentarsi. «Parliamo di lassità, quindi un cedimento della pelle; di raggrinzimento, dovuto per lo più ad un assottigliamento della pelle stessa e delle cosiddette "collane di Venere", ovvero le piccole rughe che vanno a distendersi orizzontalmente sul collo», dice Gilardino.  

Per il décolleté, le problematiche sono simili: «C'è tendenzialmente un assottigliamento della cute che rischia di accentuare, anche in questo caso, le piccole rughe».

Le tecniche di intervento sono diverse. «Gli ultrasuoni focalizzati sono un'ottima risposta alla lassità della cute: hanno la capacità di penetrare in profondità nel tessuto, raggiungere la fascia dei muscoli, e lì rilasciare energia sotto forma di calore che provoca una rigenerazione cellulare con la produzione di collagene. È questo l'elemento strutturale più importante della pelle, in quanto garantisce forza, resistenza ed elasticità», spiega Gilardino. «Si tratta di un trattamento indicato sua per il collo sia per il décolleté e che richiede una sola seduta. Non presenta particolari controindicazioni e non ha effetti collaterali».

Per rendere la pelle più luminosa c'è anche la tecnologia Led. «È una tecnologia sicura che sfrutta la potenza della luce - semplifica la specialista -. I manipoli che vengono utilizzati permettono di sfruttare appieno le proprietà benefiche di fotobiostimolazione indotte dalle lunghezze d'onda dei led, direttamente a contatto con la zona da trattare. L'effetto è rigenerativo e, al contempo, permette di attenuare le macchie della pelle. Anche se, nei casi specifici di macchie cutanee, è più indicata la luce pulsata». Come per gli ultrasuoni focalizzati, «i Led sono una tecnica indolore, sicura e priva di effetti collaterali», precisa la specialista.

Anche le "punturine" tornano utili per il collo e il décolleté. In particolare «l'uso di filler a base di idrossiapatite di calcio», sottolinea Gilardino. «Un filler che, utilizzato in una formulazione molto diluita, non solamente ha un effetto riempitivo dove la pelle mostra maggiori grinze, ma anche ha un forte potere ristrutturante perché stimola a sua volta la produzione di collagene. Abbina quindi un'azione di stimolo a quella meccanica di riempimento».
Per rafforzare questi tre trattamenti è possibile alternare anche delle sedute di biorivitalizzazione, trattamento che aiuta la pelle nel processo di ringiovanimento.

Conclude la dottoressa: «Tutti questi trattamenti richiedono un minimo impegno, tendenzialmente una sola seduta. È possibile vedere gli effetti positivi a distanza di qualche settimana. È importante affidarsi sempre ad un medico specializzato».

Patrizia Gilardino - profilo professionale. Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Milano nel 1988, Patrizia Gilardino si è specializzata nella Scuola di Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell'Università degli Studi di Milano nel 1993. Iscritta all'Ordine dei Medici di Milano dal 1989, ha lavorato fino al 2003 all'Unità Funzionale di Chirurgia Plastica dell'Ospedale Multimedica di Sesto San Giovanni. Esercita la libera professione al Poliambulatorio della Guardia di Finanza di Milano, al Centro Dermatologico Europeo, nel proprio studio di via Colonna a Milano e nello studio di via Colombo 44 a Piacenza. È membro della Società di verifica e controllo di qualità e della Società americana di chirurgia plastica. È socio Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica) ed è iscritta all'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe).


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mercoledì 7 febbraio 2018

Nuovo studio sulla cellulite: «Le onde d'urto sono il metodo più efficace per combatterla»

Parigi 1 - 3 febbraio, IMCAS congresso mondiale di estetica medica

Nuovo studio sulla cellulite: «Le onde d'urto sono il metodo più efficace per combatterla»

Al congresso mondiale di estetica medica IMCAS di Parigi, presentato lo studio di Patrizia Gilardino. «Un approccio combinato permette di avere risultati importanti con un trattamento non invasivo e indolore», spiega il chirurgo estetico

Il metodo più efficace per combattere la cellulite? Le onde d'urto. 

È quanto emerso dal congresso internazionale IMCAS, appuntamento interamente dedicato alla scienza estetica, chirurgia plastica e dermatologia cosmetica che si è svolto dall'1 al 3 febbraio a Parigi. 

Davanti a esperti arrivati da tutto il mondo, Patrizia Gilardino chirurgo estetico di Milano, ha presentato uno studio sull'approccio ottimale per il trattamento della cellulite e per il rimodellamento corporeo fatto con un trattamento combinato di onde d'urto

«I risultati ottenuti sono stati decisamente significativi, con benefici visibili anche a sei mesi di distanza dalle sedute», spiega Gilardino. «Le onde d'urto sono sicuramente tra i migliori trattamenti per contrastare di cellulite, adiposità localizzata e rilassamento cutaneo. Sono il miglior trattamento se consideriamo il fatto che non sono invasive, sono indolori e non hanno effetti collaterali».

Già utilizzate per combattere i calcoli nelle vie urinarie e conosciute per la loro capacità di contrastare i piccoli accumuli di grasso, le onde d'urto hanno trovato un ampio utilizzo nel ringiovanimento della pelle e nella lotta alla cellulite. 

«Agendo direttamente sul metabolismo cellulare hanno un effetto rigenerativo importante - spiega la dottoressa -. Questo sia quando si tratta di intervenire su cellulite, sia su piccoli accumuli di grasso, ma anche per restituire tonicità alla pelle».

Nello studio presentato, la dottoressa ha suddiviso i casi in tre tipologie: con la sola cellulite, con cellulite più adiposità e con cellulite, adiposità e rilassamento cutaneo. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a trattamenti da 6 a 10 sedute e poi valutati con fotografie, misurazione delle circonferenze e stratigrafie sulla struttura del grasso. «Il risultati sono stati la riduzione delle circonferenze di un paio di cm, un attenuamento della "classica" buccia d'arancia e un miglioramento dell'aspetto del tono cutaneo. A corollario, il trattamento ha evidenziato due caratteristiche importanti: la paziente dopo 2-3 sedute percepiva al contatto una maggiore elasticità del tessuto cutaneo; sei mesi dopo il trattamento i risultati si sono mantenuti. E possono continuare a migliorare nel tempo con un minimo di mantenimento». 

L'approccio di Gilardino è stato combinato, ovvero ha unito l'utilizzo delle onde radiali a quello delle onde planari. «Le due tipologie di onde differiscono nella capacità di operare più o meno in profondità: le prime intervengono più in superficie, con le seconde è possibile arrivare nel sottocute - spiega -. A seconda delle problematiche da affrontare, ho formalizzato sei protocolli che differiscono per l'uso dei manipoli e la preferenza di un tipo di onda all'altra».

Il trattamento è stato fatto con uno speciale apparecchio che prevede l'utilizzo di diversi manipoli. «Il ricorso all'uso di onde planari e/o radiali ha dipeso dalle esigenze specifiche della paziente: a seconda delle problematiche da risolvere. Inoltre, grazie a specifici manipoli, si è potuto intervenire in modo puntuale andando, per esempio, a operare direttamente sui "buchini" provocati dalla cellulite. Ogni seduta è stata aperta e chiusa con un piccolo trattamento con onde vibratorie; queste non sono onde d'urto, ma permettono di preparare i tessuti, drenare la pelle ed eliminare le scorie alla fine». Conclude Gilardino: «Con cicli da 6 a 10 sedute a cadenza settimanale è possibile vedere i miglioramenti già nel corso del trattamento. Il risultato completo si ha a distanza di tre mesi dall'ultima seduta».

Patrizia Gilardino - profilo professionale. Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Milano nel 1988, Patrizia Gilardino si è specializzata nella Scuola di Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell'Università degli Studi di Milano nel 1993. Iscritta all'Ordine dei Medici di Milano dal 1989, ha lavorato fino al 2003 all'Unità Funzionale di Chirurgia Plastica dell'Ospedale Multimedica di Sesto San Giovanni. Esercita la libera professione al Poliambulatorio della Guardia di Finanza di Milano, al Centro Dermatologico Europeo, nel proprio studio di via Colonna a Milano e nello studio di via Colombo 44 a Piacenza. È membro della Società di verifica e controllo di qualità e della Società americana di chirurgia plastica. È socio Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica) ed è iscritta all'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe). 


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martedì 17 ottobre 2017

Chirurgia estetica. Via il doppio mento con la "punturina" . Ridisegnare il profilo del volto in due sedute

Arriva la "punturina" che combatte il doppio mento. Ridisegnare il profilo del volto in due sedute

È un farmaco a base di acido desossicolico l'ultima novità in medicina estetica. «Una soluzione che permette di evitare il ricorso alla chirurgia per i casi più diffusi», spiega Patrizia Gilardino chirurgo estetico

Un paio di sedute e poi sparisce. Non mira a garantire l'eterna giovinezza, ma ad alleggerire il profilo del volto. 

L'ultima novità in medicina estetica guarda al doppio mento: per combattere quello che è un cruccio per quasi un italiano su tre viene in soccorso l'acido desossicolico
«Parliamo di un farmaco iniettabile che elimina i depositi di grasso localizzati nella parte sotto  al mento e in più ha sui tessuti un effetto tensore, simile a un mini lifting», premette Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano

«Belkyra, questo il nome, è una novità importante che arriva dopo anni di ricerca e che promette di rivoluzionare la chirurgia estetica quanto lo fece l'arrivo del botulino. 

È il primo farmaco approvato per l'intralipoterapia, ovvero lo scioglimento delle cellule di grasso tramite semplici punture. 

Un modellamento non chirurgico con cui, grazie a infiltrazioni calibrate in punti strategici, si elimina il grasso e si avranno pelle più tesa e sottomento più definito».

Il doppio mento non ha specifiche radici. Non è necessariamente legato al peso di una persona e neppure è per forza l'esito del normale processo di invecchiamento. 


«Non bisogna pensare solamente alle persone in sovrappeso perché sono diversi i fattori che possono dare adito al doppio mento», precisa Gilardino. «Di fatto è un inestetismo che può essere vissuto con disagio e che fa apparire il volto più appesantito e stanco».

Le soluzioni fino ad oggi non davano molte possibilità: «C'era la chirurgia: un intervento di liposuzione tradizionale abbinato al lifting, soluzione vista per lo più come possibilità estrema e per i casi più importanti. In alternativa vengono indicate delle ginnastiche mirate per rafforzare i muscoli della mascella. Tra questi due estremi non c'era nulla», osserva la dottoressa. 


«Belkyra ha colmato questa lacuna. È un farmaco sintetico che si basa sull'acido desossicolico, una sostanza naturale già presente nel nostro organismo che ha un'azione citolitica, cioè rompe la membrana della cellula quando interagisce con essa, sciogliendo quindi il grasso, che si riassorbe nell'organismo - aggiunge -. A questo primo effetto ne segue poi un altro: la reazione infiammatoria localizzata produce del tessuto cicatriziale che ha un effetto ritraente, con un risultato che è simile a quello di un lifting. Già con due sedute, fatte a distanza di un mese l'una dall'altra, è possibile ottenere risultati significativi nella maggior parte dei casi. Per le situazioni più importanti però l'unica soluzione è la chirurgia».

Trattandosi di un farmaco, per il trattamento è indispensabile rivolgersi ad un medico esperto. Raccomanda Gilardino: «Per quanto efficace e abbastanza semplice nel suo funzionamento, richiede un protocollo di utilizzo molto preciso che varia da paziente a paziente. È bene affidarsi solamente a mani esperte».



Patrizia Gilardino - profilo professionale. Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Milano nel 1988, Patrizia Gilardino si è specializzata nella Scuola di Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell'Università degli Studi di Milano nel 1993. Iscritta all'Ordine dei Medici di Milano dal 1989, ha lavorato fino al 2003 all'Unità Funzionale di Chirurgia Plastica dell'Ospedale Multimedica di Sesto San Giovanni. 

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