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martedì 7 marzo 2017

CONAD - Un braccialetto tech contro la violenza sulle donne

Una donna su cinque ha subito maltrattamenti o violenze nel corso della vita. 

Conad, nella ricorrenza dell'8 marzo, sostiene per il terzo anno consecutivo l'associazione D.i.Re - Donne in rete contro la violenza dando continuità al proprio impegno sociale nei confronti delle comunità.

Bologna, 7 marzo 2017 – Una donna uccisa ogni tre giorni (116 nel 2016) da uomini che quasi sempre sostengono di amarle e di non poter fare a meno di loro. Sette milioni – una su cinque – quelle che nel corso della loro vita hanno subito maltrattamenti, abusi, aggressioni, percosse, danni fisici e morali. Una condizione che finisce per avere un impatto profondo anche su tutte le donne che non hanno mai conosciuto questa paura.

E' dedicato alle donne che subiscono violenza l'impegno sociale di Conad nella ricorrenza dell'8 marzo. Un impegno a cui assicura continuità sostenendo per il terzo anno consecutivo l'associazione D.i.Re - Donne in rete contro la violenza e i suoi centri antiviolenza presenti su tutto il territorio nazionale.

Per tutto il mese di marzo è possibile aiutare l'associazione acquistando nei punti di vendita Conad uno o più braccialetti della linea "dedicata" firmata Keep Me Jewels. Cinque i soggetti in materiali di tendenza, chiusura in metallo, privi di nichel, realizzati a livello artigianale in Italia. Ogni braccialetto è personalizzato con una frase rivolta alle donne presente all'interno del cinturino.

L'iniziativa ha un duplice scopo: da una parte fornire un aiuto concreto alle donne che lottano per uscire dalla più terribile delle prigionie, quella della violenza – spesso domestica – di compagni e mariti e, dall'altra, dare vita ad una forma di sostegno che non sia solo delle donne ad altre donne. Per vincere quella che è una piaga endemica dell'Italia anche attraverso i maschi.

Con le due precedenti campagne, Conad ha reso disponibili 230 mila euro a favore dei centri antiviolenza D.i.Re per aiutare le donne in difficoltà.

«Non dobbiamo chiudere gli occhi, perché la violenza sulle donne si può sconfiggere», sottolinea l'amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese. «Sosteniamo l'associazione D.i.Re, avendo la certezza che saremo seguiti da tanti clienti sensibili a questo delicato tema. La ricorrenza dell'8 marzo è un elemento di continuità con la nostra storia che ha come riferimento la comunità di persone – che sono anche clienti dei nostri punti di vendita – e della quale siamo noi stessi, prima di tutto, cittadini. Per noi essere una grande azienda non è solo una questione di dimensione patrimoniale; significa condividere i valori e contribuire a dare risposta ai bisogni delle comunità».

«La violenza maschile contro le donne è un fenomeno strutturale della nostra società e i Centri Antiviolenza aderenti a D.i.Re accolgono ogni anno decine di migliaia di donne che vogliono sottrarsi alla violenza e ricostruire la loro vita, insieme alle figlie e i figli», puntualizza la presidente dell'associazione D.i.Re - Donne in rete contro la violenza Titti Carrano. «I proventi della campagna di Conad saranno investiti anche quest'anno in formazione e sostegno ai Centri Antiviolenza  in particolare di quelli con maggiore difficoltà. Grazie alla collaborazione con Conad potremo continuare a  sensibilizzare e coinvolgere un vasto pubblico  sul tema della violenza maschile contro le donne e soprattutto permettere a tante di loro di avere una vita libera dalla violenza».

 Costituita nel 2008, D.i.Re è la prima associazione italiana di centri antiviolenza non istituzionali e gestiti da associazioni di donne che affronta il tema della violenza maschile sulle donne secondo l'ottica della differenza di genere, collocando le radici di tale violenza nella ancora attuale disparità di potere tra uomini e donne nei diversi ambiti sociali.
In 77 centri antiviolenza presenti su tutto il territorio nazionale, D.i.Re aiuta le donne che hanno subito violenza a superare il loro dramma personale grazie all'accoglienza telefonica, ai colloqui personali, all'ospitalità in case rifugio e a numerosi altri servizi messi a loro disposizione.





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